la geografia politica marchigiana

by Amicus Plato

I dati elettorali ci consegnano una fotografia della geografia politica marchigiana, una delle regioni in cui il PD prevale sull’avversario, una prevalenza che si presenta abbastanza stabile e consolidata.
Si vede (dati Camera) che in tre province su cinque (MC, AP e Fermo) i due maggiori partiti si equivalgono, con risultati intorno al 38%. Quelli che fanno la differenza sono i dati delle province di Ancona e Pesaro-Urbino. Nella prima, il distacco del PD sul PDL è di 14,3 punti (45,2 il PD, 30,9 il PDL) e nella seconda è di 9,2 punti (43 il PD e 33,8 il PDL). Interessante notare che la formazione dell’Ulivo prima e poi del PD ha modificato la precedente geografia è che è la provincia di Ancona e non quella di Pesaro quella nella quale il PD ottiene i maggiori consensi. Non c’è quindi alcuna giustificazione, in termini di consenso ottenuto, per la preminenza del partito pesarese: questo prevale negli organi del PD e quindi nella determinazione delle scelte solo per la maggiore forza organizzata e l’eredità del passato (il pesarese come provincia rossa), ma non per i consensi che ottiene. Il modello organizzativo pesarese, erede di quello PCI-PDS-DS, non si dimostra più efficace di quello, più plurale e conflittuale, dell’anconetano, mentre l’operazione fondazione del PD si dimostra più produttiva laddove unisce forze diverse che non dove si presenta come un assorbimento nel partito più grande.
Interessante è anche notare che nel pesarese la Lega prende quasi il 4% dei voti, mentre nel resto della regione non va oltre l’1-2%.
La sinistra radicale ha più voti nell’anconetano e nell’ascolano, ma si tratta di differenze non superiori all’1%, mentre nelle province di MC e AP, non sorprendentemente l’UDC ottiene più voti che nelle altre province; ma anche in questo caso si tratta di differenze dell’ordine del 2 %.
Gli altri partiti sono presenti in maniera sostanzialmente omogenea nelle diverse province.

5 thoughts on “la geografia politica marchigiana

  1. Il PD ha “cannibalizzato” la Sinistra (“voto utile”) e non ha sfondato al centro. Ci è convenuto, in termini di democrazia parlamentare e di possibili alleanze per eventuali lotte rivolte al sociale e non alla tutela degli interessi privati? Siamo diventati tutti americani in un paese che è solo la provincia più sfigata della UE?

    Consiglio una seduta di psicoanalisi di gruppo quanto più possibile ravvicinata… Tema: “Chi è il PD”.

  2. una conferma di come, con questa tornata elettorale, è cambiata la geografia politica, è ben rappresentata dalla elezione di un deputato della Lega Nord. traduco meglio: nelle Marche la sinistra arcobaleno non ha eletto nessuno, mentre la Lega ha eletto un deputato!!
    non ritengo che questo fatto debba essere letto come elemento di folclore, bensì come fatto che esprime il malessere che sta coinvolgendo nelle Marche anche una fetta di elettorato popolare. vai a spiegare la solidarietà e la tolleranza alla giovane coppia che si vede scavalcata dall’immigrato, nell’assegnazione dell’alloggio popolare, oppure a chi deve attendere due anni per una radiografia al seno, quando consta che il pronto soccorso di Torrette è perennemente occupato da extracomunitari, magari clandestini, i quali usufruiscono di prestazioni esenti da ticket. su questi problemi, la classe lavoratrice del Nord ha già dato risposta e sappiamo quale; sarebbe bene che nelle Marche, su temi sensibili quali quelli della sicurezza/immigrazione e sul federalismo fiscale, si diano delle risposte adeguate alle attese dei marchigiani, ma è opportuno far presto, e non chiudere la stalla quando i buoi son già scappati.

  3. mariano guzzini

    Mariangela, Mariangela. Incallita guastafeste…

    Qui, nel loft di Ancona, sito in via san Spiridione che ti sfido a trovare, siamo tutti contenti. E non tanto per lo scampato pericolo di avere un governo di soli amici di Uolter, e nemmeno perchè prima o poi ricominceremo a parlare di democrazia interna. Magari in inglese.

    Siamo tutti contenti perchè la differenza tra Uolter e il duo Berlusca/Bossi nella città di Ancona è nientemeno che di venti punti venti, mentre nella tua città (e di Silvana, e di Luana, e di Patrizia) è solo di 14, e a Pesaro “solo” di 13.

    Come dice AL adesso bisogna rifare i conti dei rapporti di forza interni. Visto che di iscritti non se ne parla, e contano gli elettori, in Ancona sono 29.467, solo al PD, senza Di Pietro che ci fa un pochino senso.
    Vuol dire il 46,5%. Che è di più del 45,65% provinciale, del 41,4% regionale, del 44,5% di Pesaro città e – sia pure sul filo – del 46,4 della tua Senigallia (e di Silvana, e di Patrizia, e di Luana, ecc ecc).

    Come dice molto saggiamente AL questo dovrebbe comportare una differente considerazione di Ancona a livello provinciale, regionale e centro adriatico.

    Se al loft avessero un filo di buon senso dovrebbero trasferirsi in via SAn Spiridione per prendere appunti e imparare come si vincono le elezioni. Bestie, che non sono altro. Casinisti romani.

    Se ci fosse una giustizia dovrebbero chiudere sia Unità che Europa e trasformare la Voce di Ancona in quotidiano nazionale. Ma non è detto che succeda.

    Noi ci divertiamo così. Prova anche tu: si può fare.

  4. michele daraio

    il partito demcratico ha cannibalizzato la sinistra arcobaleno solo in parte, forse piccola, la sinistra arcobaleno si
    è suicidata nei due anni di governo. Ora si trova a non rappresentare nè il dissenso nè la governabilità riformista. Un pò dispiace anche a me che non sia più in parlamento ma se non si attrezzano con coerenza rischiano di sparire. Penso che dovranno orientare le scelte politiche di merito, le modalità di essere governo dove lo sono, forse essere più attenti nella scelta di qualche uomo sia tra i candidati che tra i dirigenti (mi scusino se mi intrometto in un partito non mio). Sono quasi sicuro che questa batosta li sposterà in avanti e non solo sulle problematiche sociali, e torneranno a rappresentare una parte dell’elettorato. Per quanto riguarda le Marche è giusto gioire per i risuultati ottenuti (se ci si riesce) ma ancor più giusto è avviare un sano confronto sul PD locale e sulle sue strutture un tantino imposte.

  5. Stefano Perilli

    Percepisco e condivido, leggendo i commenti sui diversi post, un certo malessere nel vedere che Sinistra Arcobaleno non avrà rappresentanti in Parlamento: credo che una parte siginificativa del PD abbia segretamente coltivato il sogno di vedere, prima o poi, una “cosa rossa” unita e in grado di affiancarci in una coalizione di Governo, ed ora questo desiderio sembra diventare chimera. La débacle di SA però non può essere giustificata solamente dalla scelta di una parte dell’elettorato di sposare il voto utile, ma si lega ad una generale perdita di contatto con certi strati sociali, con certi disagi, con certe necessità elementari da parte di una certa idea di sinistra e, mi spiace constatarlo, anche dello stesso PD. Mi riferisco naturalmente al grande consenso ottenuto dalla Lega nel Piemonte, nel Veneto e, sopratutto, al dato inaspettato nelle Provincie (Rosse…?!) dell’Emilia e delle Marche: quei voti potevano essere nostri, perchè sono voti di operai, pensionati e dipendenti, cittadini che hanno smesso di credere, di avere una visione complessiva della politica ma rivolgono il proprio sguardo al loro quartiere ed alle loro tasche (vuote), e ne escono spaventati, disillusi, demoralizzati. Il PD deve parlare con più forza a questi cittadini, deve saper cogliere il loro disagio e fornire la risposta che meritano, altrimenti rischia di giocarsi l’unico spazio dove poter aumentare (e consolidare) i propri consensi.

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