lo scambio diseguale

by Amicus Plato
ospedale
Secondo un rapporto dell’ISAE (Istituto di studi e analisi economica) le Marche sono tra le regioni virtuose, quelle che sono riuscite a portare in pareggio il bilancio della sanità. Ci sono riuscite vendendo parte del patrimonio immobilare, in particolare l’Umberto I di Ancona. Il Comune ha dato una mano, con una destinazione urbanistica della centralissima zona dell’ospedale che ne ha consentito la massima valorizzazione, anche a scapito di altre destinazioni che potevano essere di maggiore interesse della città. In cambio i due enti hanno definito protocolli per investimenti nel settore della sanità nella città: “un terzo dell’ospedale di Torrette va messo a norma” ci spiega il sindaco Sturani “con investimenti consistenti; c’è poi un’esigenza di rinnovamento tecnologico da soddisfare con 9-10 milioni di euro all’anno per diversi anni; il nuovo Salesi, il pronto soccorso all’INRCA e il nuovo poliambulatorio sostitutivo di quello in viale della Vittoria”. Nel pacchetto delle questioni aperte c’è poi la nuova sede dell’INRCA, che la Regione vuole portare fuori del territorio comunale (dove, ancora non si sa) intergrandola con quella del nuovo ospedale di Osimo e dintorni (ma il Comune è contrario).
Per la verità, non è corretto dire “in cambio”, perchè gli investimenti da fare solo in parte vanno a beneficio dei cittadini anconetani; la maggior parte riguarda l’ospedale regionale e quindi va a coprire esigenze dell’intera utenza regionale.
Il Comune, come si è detto, ha fatto la sua parte, ma la Regione no: solo il pronto soccorso all’INRCA (o meglio, centro di primo intervento per i cittadini over 65) sta per essere realizzato (spesa 2 milioni), per il resto solo impegni. E la Regione insiste per varianti che le consentano altre operazioni di valorizzazione del proprio patrimonio immobiliare (che tra l’ altro non era della Regione originariamente), a cominciare dall’attuale sede del Salesi e la ex sede del Cardiologico. Ma, a questo punto, il Comune ferma tutto: è comprensibile; il rapporto richiede reciprocità e buona fede. La prima non c’è, la seconda non si sa. I fatti alimentano il sospetto di un disegno di depotenziamento della sanità anconetana a favore di altri poli, al di fuori di un disegno di programmazione plausibile.
Si è letto dell’esigenza di potenziare poli ospedalieri a nord e sud nelle Marche per frenare la mobilità degli utenti in uscita verso altre regioni. Roba da ridere.

One thought on “lo scambio diseguale

  1. Il Riformista

    A volte la Sanità serve per prevenire o curare STRANE malattie che nulla hanno a che fare con il corpo o la mente ma molto con l’interesse.

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