tutto il potere a ranci?

by Amicus Plato
re sole
La lettura della bozza di regolamento organizzativo del PD di Ancona suscita diversi interrogativi.
In primo luogo, mancano diverse cose importanti: la spiegazione possibile è che ci si è limitati alle norme necessarie al funzionamento fino all’entrata in vigore dello statuto regionale; ma allora perchè un’attenzione puntigliosa alla formazione della lista comunale e ai limiti ai mandati? Si pensa forse che le elezioni siano imminenti?
Tra le cose che mancano ci sono i modi dell’ elezione del coordinatore comunale e tra le incompatibilità mancano quelle del coordinatore comunale: deve essere stabilito che il coordinatore non può candidarsi ad alcuna carica o presentarsi a primarie e altre consultazioni se prima non si dimette.
I poteri affidati al coordinatore sono vasti, e questo va bene, ma mancano completamente i contrappesi: incompatibilità, obblighi di rendicontazione (un’assemblea ordinaria annuale in cui presenta un rapporto che viene votato), possibilità di mozioni di sfiducia.
Sono in ogni caso eccessivi i poteri nella formazione della lista comunale: se si considera che si parla di “ampie consultazioni democratiche” (figuriamoci!) e non di primarie; che le indicazioni della consultazione possono essere derogate dal coordinatore per consentire equilibrio nella rappresentanza (per generi, categorie sociali e terrItori); che la proposta è presentata dal coordinatore, che presumibilmente si vota in blocco e per di più a scrutinio palese, che il coordinatore nomina i garanti delle consultazioni, si deve concludere che LA LISTA LA FARA’ IL COORDINATORE. E questo non va bene.
Il PD si basa su elettori e iscritti, ma in questo regolamento gli elettori non hanno alcun potere, salvo quello di votare per il candidato sindaco alle primarie, scegliendo di norma tra due opzioni proposte dai membri dell’assemblea; e sempre che le primarie si facciano, perchè è possibile derogare per accordi di coalizione.
Le norme sul limite ai mandati sono minuziose, ma anche eccessive: il sindaco deve potere nominare assessore chi vuole. Lo staff non va scelto per rappresentatività sociale, perchè non è un organo rappresentativo nè dirigente. Non si può mettere in un regolamento che chi è nominato in un ente in ragione della sua appartenenza al partito deve versare un contributo, perchè nessuno dovrebbe essere nominato per quel motivo.
L’autonomia dei circoli è fortemente vincolata da una norma che dice che si esercita relativamente al loro territorio e che è vincolata dal rispetto delle decisioni e degli indirizzi dei congressi e delle assemblee nazionali, regionali, provinciali e comunali. Che vuole dire, che un circolo non può organizzare un’iniziativa su un tema regionale o sostenere posizioni diverse da quelle deliberate dall’Unione regionale? Davvero un eccesso di verticismo! E poi non si parla di circoli tematici e di ambiente, la cui costituzione a mio parere va liberalizzata.

5 thoughts on “tutto il potere a ranci?

  1. L’assemblea ci sarà il 7 luglio a meno di altri rinvii. si può ancora intervenire, quindi chiedo al blog di portare ulteriori idee.
    Ho proposto i seguenti emendamenti (già in parte proposti in staff):
    1) istituzione conferenza programmatica ex articolo 27 statuto nazionale;
    2) elezione (e non nomina) dei tesorieri anche nei circoli e elezione dell’assemblea del tesoriere (quest’ultima già approvata);
    3) “ampie forme di consultazione democratica” vincolanti, il che significa che bisognerà trovare un criterio “serio” e oggettivo (per me il voto). Le primarie sono possibili, per statuto, solo per le cariche monocratiche, quindi dobbiamo far funzionare le consultazioni come simil primarie;

    4) elezione diretta del segretario come del segretario di circolo;
    5) rinvio ad apposito regolamento per elezione e sfiducia del segretario e del coordinatore di circolo ed incompatibilità. Ma potremmo trovare il modo di inserirlo in questo regolamento;

    Sul ruolo dei circoli, anche lì lo statuto nazionale ci vincola un pò, ma comunque penso che se la loro vivacità dovesse così continuare si riuscirà comunque a dare messaggi non necessariamente ortodossi. Per i circoli tematici, è partito (o meglio ) ci si può iscrivere ai forum di cultura e ambiente provinciali. I Circoli comunali tematici ed ulteriori territoriali potranno partire da agosto, cioè da esattamente 6 mesi dalle assemblee elettive del 2 e del 3 febbraio. Credo che per settembre con lo statuto regionale (se sarà pronto) si potrà cominciare a discutere di apertura di circoli tematici e quindi a rivedere il regolamento organizzativo.

  2. Amicus Plato

    Penso che molte norme dello statuto nazionale non debbano essere interpretate come se avessero un valore prescrittivo, ma come norme limite: così, se dicono che le primarie si fanno per cariche monocratiche, non vuole dire che non si possano fare per altre cariche, ma solo che per quelle monocratiche sono obbligatorie (in questo senso, lo statuto della Toscana).
    Comunque, possono andare bene anche le simil – primarie, purchè s e ne fissino i principi: convocazion di tutti gli elettori, voto segreto su liste. Non è difficile definire regole per garantire la rappresentanza di genere; la partecipazione dei circoli dovrebbe garantire quella per territori e, nell’ambito di una lista che emerge dalle simil-primarie, è possibile anche prevedere una limitata integrazione anche a discrezione del segretario (non più del 10%) per soddisfare altre esigenze di rappresentatività.
    Bisogna inserire contrappesi al potere del segretario: mozione di sfiducia, incompatibilità ecc. ecc. Personalmente sono affezionato a una semplice norma per l’accountability: una volta l’anno il segretario presenta un rapporto all’assemblea sulla sua attività e gli indirizzi che poprone per il futuro che viene votato; è molto meglio, a mio parere, della conferenza porgrammatica.
    Va riscritta la norma sull’autonomia dei circoli in modo molto più aperto: tipo che i circoli hanno autonomia politica e organizzativa nell’ambito delle norme statutarie e degli indirizzi generali fissati dal manifesto del partito.
    Ci sono molte altre questioni, sulle quali il PD anconetano potrebbe fare da apripista, senza aspettare o rinchiudersi in una interpretazione restrittiva dello statuto nazionale. Ad esempio, la liberalizzazione della formazione dei circoli tematici e di ambiente: un gruppo di iscritti (ed elettori) può fondare un circolo assumendo alcuni semplici impegni di rispetto dello statuto, coordinamento con gli organi, versamenti di parte dei soldi raccolti; si potrebbe prevedere che quando si vota tutti insieme – primarie, referendum: a proposito e i referendum? – gli aderenti ai circoli tematici votano nei circoli territoriali.
    D’accordo su altre questioni, prima fra tutte l’elezione diretta dei segretari.

  3. Stefano Perilli

    Noto con piacere che Amicus propone delle integrazioni e delle modifiche al Regolamento già contenute negli emendamenti presentati da Andrea Gramillano ed altri “avventurosi” sabato scorso: la spinta riformatrice non è evidentemente etichettabile né in termini anagrafici, né in base al passato più o meno segnato dalla politica attiva. Non si tratta infatti di difendere delle posizioni già acquisite, ma di conquistare nuovi spazi, restituendo dignità e senso a questo percorso “costituente”.
    La fase transitoria con cui continuiamo a convivere non può ammettere ulteriori deroghe, né è proponibile superarla con superficialità: chi vuole davvero il Partito annunciato lo scorso ottobre deve sparare subito tutte le cartucce, dal regolamento regionale a quelli delle Unioni comunali, puntando ad entrare nel 2009 con un Partito che assomigli solo per il nome a quello (finto) delle ultime politiche.

  4. Il Riformista

    I Governi Ombra possono servire o meno, certo rischiano di partorire un segretario regionale ombra, un segretario provinciale ombra, un segretario comunale ombra, un circolo comunale ombra, un circolo territoriale ombra, ecc. ecc..
    Ma in questa situazione da pergolato di campagna non pensate che sia opportuno (ri)costruire la “centralità” del Partito? Il pericolo è dare tutto il potere ai soviet o avere un partito di gomma che non reagisce a niente ed a nessuno?
    Organizziamoci, ragazzi!!!!!

  5. Stefano Perilli

    Organizziamoci, appunto, non lasciamo che qualcuno ci organizzi… Se alle primarie di ottobre milioni di persone hanno pensato bene di fare la fila, versare l’obolo e votare significa che è li, tra i cittadini, che va costruito un nuovo modo di fare politica. Se alle ultime politiche gli stessi cittadini hanno lanciato un avvertimento al Partito del minuetto, che dice una cosa e ne fa mezza di un’altra, mentre altri hanno messo fuori gioco (momentaneamente) la sinistra dell’irrigidimento ideologico e del “non fare”, vuol dire che la nuova politica deve avere tanto coraggio, deve lanciare subito, adesso, un fortissimo segnale di reale e profondo rinnovamento delle regole del gioco. Un segnale che deve partire dalla periferia, dove gli interessi in ballo sono più deboli e quindi è più facile combatterli, dove il controllo dirigista si affievolisce e nei ranghi del Partito qualche argine cede sotto l’onda di piena.

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