caro ranci

by Amicus Plato
toto
Caro Ranci,
confesso che le tue dichiarazioni di oggi alla stampa non mi hanno convinto. Si prefigura una “resa dei conti” con presumibile bagno di sangue e si individuano i cattivi: gli incappucciati, per usare una definizione di Frisoli, che hanno votato la mozione di sfiducia della minoranza, Galeazzi e Magistrelli, colpevoli di avere criticato Simonetti per l’eccessiva drammatizzazione del voto; per parte sua, Simonetti ha accusato i due per avere promosso riunioni, una critica che neanche ai tempi del centralismo democratico del PCI.
Premetto che non condivido il comportamento di chi ha votato la mozione: quali che fossero le ragioni di insoddisfazione verso il Presidente del Consiglio comunale, ci sono regole, scritte e non scritte, di comportamento che vanno rispettate, tanto più quando si opera al cospetto dell’opinione pubblica cittadina; senza contare che forse i dissidenti sono caduti in una trappola, eccitando la reazione disciplinare di cui tu sembri farti portatore in questo momento.
Vogliamo fare un congresso sul voto su Frisoli? O sulla mancata solidarietà di Galeazzi e Magistrelli? Se invece, questi fatti sono sintomo di problemi politici più profondi, affrontiamo quelli. E la veemenza che mostri non sarebbe stata più giustificata quando si depennò brutalmente Galeazzi dalla lista per il Parlamento? Un fatto politicamente ben più grave e con conseguenze più dannose.
Che cosa mi aspettavo, e tuttora mi aspetto, da te quando fosti eletto coordinatore comunale del PD?
Allora, avrei preferito una competizione aperta ed un’elezione diretta del coordinatore, ma la tua scelta aveva in sè un elemento di ragionevolezza: in una situazione difficile per molti motivi che non richiamo, ricorrere ad una persona che per la sua esperienza poteva dare garanzie di autorevolezza e di indipendenza; insomma un coordinatore super partes, con il mandato di mettere in piedi il partito, e volentieri ti riconosco l’impegno e i risultati in questa direzione, rafforzare l’amministrazione e preparare a tempo debito una competizione aperta e non sanguinosa per la leadership del partito, nell’imminenza della nuova fase della vita politica e amministrativa che si aprirà con la fine del mandato di Sturani.
Non un commissario per normalizzare la situazione, nè il capo di una maggioranza, ma un punto di equilibrio che favorisse il rinnovamento delle idee e del personale politico.
Tuttora penso, anzi a maggiore ragione, che questo debba essere l’impegno comune, tuo e di tutti.

6 thoughts on “caro ranci

  1. L’articolo di Ranci sul corriere adriatico fa piangere. Devo ancora decidere se di rabbia o di definitivo scoramento…

    P.S. Chissà, magari qualcuno si aspetta che Galeazzi ricominci la gavetta da capo, portando il caffé a Lodolini. Perché mi chiedo: da quando in qua un “trombato” dagli amici – ché questo è apparso, dall’esterno – per la felicità deve mettersi a cantare la marcia dell’Aida davanti alla fontana di piazza Roma?
    Ma la politica, fa di questi effetti? Produce questa vanagloria? Massaggia così tanto il SuperIo? Se è così, ditemelo, per favore. Così vado a cercare il mio vecchio uncinetto (A.L., la vuoi una “papalina”?)

  2. grazie mariangela, accetto volentieri la papalina…a condizione che tu smetta di mettere la minigonna.

  3. Perché, le mie gambe non ti piacciono?

  4. Il Riformista

    Ma che bella figura! Un voto maldestro ed una dichiarazione da soviet supremo. A qualcuno viene il dubbio che se non esiste un partito dove l’appartenenza e la partecipazione hanno un senso, va a finire che i conti si regolano in altro modo? La parola giusta è : AUTOREVOLEZZA. Verrebbe da dire: fuori i mercanti dal tempio. Ma poi bisognerebbe individuare quali sono i mercanti e dove si trova il tempio. Ma non disperiamo, esiste una facile soluzione: costruire al più presto il Partito Democratico

  5. Ah, AL, questa offesa andrà lavata nel sangue. Mi sa che Mariangela smette di scriverti…

  6. No. Non sono offesa.

    Evidentemente A.L. ha pensato alla papalina col mappo, quella da vecchietti sulla poltrona ortopedica che massaggia la sciatica… E allora, siccome di depressi in giro ce ne sono già abbastanza, ho deciso di soprassedere. Io mi tengo la mia minigonna e per lui con l’uncinetto ci faccio un tanga. E per le “calature” sul davanti mi regolo a occhio…

    Come lo vuoi, A.L., nero Sean Connery o rosso Brad Pitt?

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