spacca et impera

by Amicus Plato
spacca
Molti l’avevano detto a Luigi Minardi: “chi te lo fa fare di lasciare la presidenza del Consiglio regionale per fare l’assessore? Lasci un incarico di prestigio e inattaccabile per una delega sempre revocabile”. Ma lui voleva fare, disse, un’esperienza di gestione diretta. Ora, nel rimpasto attuato da Spacca, esce dalla Giunta, insieme ad Agostini, che l’aveva lasciata per andare in Parlamento; entrano Donati e Solazzi, due Margherita al posto di due DS. Cambiano gli equilibri politici nel PD a favore dalla Margherita, mentre rimangono invariati quelli geopolitici (a un ascolano e ad un pesarese succedono un ascolano e un pesarese). Gli unici criteri che non sono chiari sono quelli funzionali e di governo. Spacca aggiusta gli equilibri politici per il fine legislatura e per il dopo, sfruttando le divisioni interne ai partiti: infatti non inserisce un socialista, giocando sulle divisioni interne a quel partito tra Rocchi e Seri.
A volere la defenestrazione di Minardi sembra infatti sia stata la stessa dirigenza del PD di Pesaro. Che fosse con un piede fuori dal top management ristretto si sapeva, e che promesse fossero state fatte a Solazzi altrettanto, ma sui modi della formazione del top management del PD a Pesaro – che riproduce quelli del PCI-PDS-DS – ci sarebbe da scrivere un saggio di scienza dell’organizzazione: in quella federazione si gioca un continuo gioco dei quattro cantoni e ogni tanto – di solito in prossimità di scadenze elettorali – uno esce e uno entra. Le ragioni per cui uno esce dal gruppo dirigente ristretto sono misteriose, quasi mai riflettono divisioni politiche, ma relazioni personali e di gruppo o divisioni geopolitiche (la vallata del Foglia domina su quella del Metauro). Ora viene promosso Matteo Ricci e bocciato Minardi, tra un anno entrerà come nuovo segretario l’attuale organizzatore Marchetti. Ad Ascoli invece, Donati viene proposto all’unanimità e visto che all’inizio Agostini puntava su un ex DS (Giommi o Perazzoli), il voto unanime viene interpretato come frutto di un accordo. Che cosa ha avuto in cambio Agostini? C’è un qualche legame con l’attacco da lui avanzato anche oggi sulla stampa al presidente della Provincia Rossi, che fa prevedere la candidatura di un PD ex DS alle prossime elezioni provinciali?
Alla fine, nel gioco regionale dei 4 cantoni, rimarrà fuori Rifondazione comunista?

3 thoughts on “spacca et impera

  1. Il Riformista

    A senso ancora ragionare in una logica di ex DS e ex Margherita? Forse potrebbe essere più importante evitare che gli equilibri provinciali si risolvano a livello regionale senza merito e qualità. A proposito questi attributi interessano ancora a qualcuno?

  2. Mi chiedo: ora che è diventato assessore, Solazzi si dimetterà dalla carica di Presidente della Assemblea Regionale come logica, etica, evidente conflitto d’interessi, bon ton vorrebbero? O farà come Tyson Volpini a Senigallia (il perché del recente nuovo primo nome andatelo a vedere su You Tube all’indirizzo: http://it.youtube.com/watch?v=pqPeDW9dQPk; Volpini è quello con la maglia rossa) che è contemporaneamente Segretario della Assemblea Comunale del PD e Assessore della Giunta Angeloni?

  3. Matteo Cognini

    Bella l’analisi di Amicu Plato, credo assai realitistica (e credo anche resa eufemistica da necessità letterarie). Peril resto dico…Non è un problema di parlare di ex ds ed ex margherita…il problema è che in tutta l’analisi, torno a ripetere per me veritiera, non si parla neanche per un nanosecondo di competenze delle persone che vanno a ricoprire i posti nè di necessità della regione (cioè dei suoi cittadini) che queste persone vadano ad occupare poltrone.
    Ai quali (i cittadini) non glie ne interessa un cicisbeo degli equilibri del PD, che non a caso si ritrova a livello nazionale e ai vari livelli locali come si ritrova. Privo di idee, privo di strutture, privo di una preparata classe dirigente, privo di passato e men che meno di una prospettiva futura. Oltretutto scordandosi che, in regioni come le Marche, governa all’interno di una alleanza ma si comporta, quando fa questi riequlibri senza consultare nessuno, con l’arroganza di chi pensa di essere bastevole a se stesso. Il che, con il 30% dei consensi in calo vertiginoso, è quanto meno da spocchiosi o da somari in matematica.

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