terremoto con epicentro ascoli

by Amicus Plato
marche
Le primarie per la scelta del candidato alla presidenza della Provincia di Ascoli hanno segnato probabilmente un punto di non ritorno nel contrasto tra PD e RC e provocano contraccolpi nel PD regionale e nella maggioranza che governa la Regione (anche se molti dubitano che RC voglia davvero andare fino in fondo).
Per rendersene conto, bisogna ricordare che l’elezione di Sara Giannini alla segreteria regionale del PD ebbe come sponsor la triade che controllava il PD (Agostini, Ucchielli, Silenzi) e Spacca.
In sostanza, la Giannini si faceva garante dei suoi quattro sponsor, del loro ruolo e della loro influenza nei rispettivi territori. Ma da allora le cose sono cambiate: Agostini è stato eletto deputato e ha poi aperto il conflitto con Rossi, rivendicando al PD la presidenza della Provincia e suscitando la reazione di RC, della direzione nazionale del PD e di Spacca, preoccupato dei riflessi di questa iniziativa sugli equilibri regionali. Ucchielli, per parte sua, è in uscita e lascia lo scettro a Matteo Ricci. Tra Spacca e Agostini, la Giannini alla fine ha scelto Agostini, trovandosi in contrasto col Presidente della Regione. Gli equilibri geopolitici regionali nel PD rischiano di saltare.
Lo si è visto nella ormai famosa riunione di Grottammare, quando Vannucci, che rimproverava la Giannini per la malaccorta gestione della questione ascolana, è stato a sua volta attaccato (e se ne è andato sbattendo la porta). I pesaresi non possono dare lezioni, gli è stato detto, visto che nel loro territorio fanno quello che vogliono: non fanno le primarie per la presidenza della Provincia e hanno preteso da Spacca la sostituzione di Minardi con Solazzi nella Giunta regionale, senza preoccuparsi di una visione regionale. Perchè ora vogliono sindacare gli ascolani?
I limiti del patto per l’elezione della Giannini vengono alla luce del sole, non appena diventano necessarie una visione e una linea di indirizzo regionale che vadano al di là della tutela delle posizioni dei singoli capi.
Ora, non si escludono nuovi equilibri: tutti contro i pesaresi? Anche Marina Magistrelli, nell’intervista di oggi al Messaggero, dà un cauto appoggio alla Giannini e attacca i pesaresi (e indirettamente Spacca) per la nomina di Solazzi. La federazione di Ancona del PD, da tempo esclusa dai giochi, cercherà di avere un ruolo?
Domani, riunione della maggioranza regionale convocata da Spacca. Ma la Giannini ne ha convocata un’altra per lunedì.

3 thoughts on “terremoto con epicentro ascoli

  1. mariano guzzini

    Ricevo una petizione a favore dell’attuale giunta provinciale, dove si auspica “che questa amministrazione provinciale possa continuare a portare avanti anche nel prossimo mandato il percorso intrapreso”.

    Un primo incontro si terrà venerdi 19 dicembre alle ore 21,30 presso il salone convegni dell’hotel ristorante Villa Picena in vua Salaria 66 di Colli del Tronto.

    A occhio e croce si tratta della parte di Partito Democratico che ha vinto le primarie nella città di Ascoli e che non segue la linea di Agostini. La trama di infittisce, scriverebbe Snoopy.

  2. Segnalo questa interessante intervista alla Sen. Magistrelli dal significativo titolo: “I dissidi si risolvono con le Primarie”.
    http://sfoglia.ilmessaggero.it/view.php?data=20081209&ediz=14_PESARO&npag=35&file=C_4344.xml&type=STANDARD

    Condivido appieno. Immagino già la solita obiezione: l’Italia non è gli Usa, non c’è bipartitismo perfetto, nelle Primarie vincerebbe sempre il candidato Pd, che è di gran lunga il partito maggiore.
    Non è detto: ricordiamo cosa accadde in Puglia con Vendola e Boccia.
    Se un candidato è valido (e il fatto che poi Vendola abbia vinto contro Fitto, cosa che nessuno sperava, lo dimostra), può vincere anche un candidato di un partito minore.
    E’ l’unico modo secondo me per rompere certi equilibrismi tra apparati che finiscono per paralizzarsi vicendevolmente.
    Il fatto che un candidato abbia vinto le Primarie e non sia il frutto di accordi palesi o occulti, gli da’ poi l’autorevolezza per governare.

  3. E se si decidesse di dare un vero peso specifico alla Federazione di Ancona. E’ vero o no che alle ultime elezioni politiche è stata la Provincia che ha dato più voti al PD nelle Marche? Ed allora, come si può accettare che in Regione non si conti quasi nulla? E’ un problema di rappresentanza politica ( segretario provinciale e/o presidenza della Provincia) ? Non si pensa che dovremmo mettere da parte, per una volta, il nostro autolesionismo, e cominciare a fare sul serio prendendo atto che lo scenario regionale del consenso politico sta cambiando velocemente? Io penso che se lo si vuol fare lo si può fare.

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