il ministro furbetto

by Amicus Plato
tremonti
Interessante dibattito Tremonti – Morando l’altra sera a Ballarò sulla politica economica.
Il Ministro del Tesoro con battute sottolineate da applausi e generiche affermazioni per la difesa dei posti di lavoro e dei redditi delle famiglie – e purtroppo con la complicitò dell’ignoranza economica di Sansonetti , direttore di Liberazione – ha cercato di sfuggire alla questione centrale su cui l’incalzava Morando: la manovra di Giugno del Governo, che non aveva affatto previsto la crisi come ora si vanta il Ministro, era una manovra restrittiva e il decreto di autunno non l’ha corretta in modo sostanziale. Ci vuole, ed è possibile, più coraggio per una terapia d’urto.
Come fare, dato il peso del debito pubblico e i vincoli europei? Morando l’ha indicato: una manovra a due stadi, fortemente espansiva nel 2009 e poi con riduzioni di spesa quando la crisi sarà superata. Riduzioni che vanno però programmate subito, perchè riforme della pubblica amministrazione che producano risparmi di spesa hanno effetti ritardati e per rassicurare sia i partner europei sia i mercati. Inutile altrimenti parale di salvaguardia di posti di lavoro o di ammortizzatori sociali: i più indifesi, vale a dire i giovani e i lavoratori discontinui, stanno già perdendo il lavoro a centinaia di migliaia e non hanno alcuna copertura. Senza contare che la manovra di Giugno prevede un aumento della pressione fiscale nei prossimi anni che non avrò certo effetti espansivi.
Tremonti ribatte ricordando la soppressione dell’ICI e la social card, misure però insufficienti e contraddittorie dal punto di vista della distribuzione del reddito, perchè la prima va a favore dei redditi medio-alti e la seconda di quelli molto bassi; si dichiara però disponibile ad una riforma degli ammortizzatori sociali e a rivedere misure sbagliate come la soppressione di agevolazioni fiscali per il risparmio energetico. Si giustifica dicendo che l’UE non ci consente di fare di più, ma l’entità delle manovre di Gran Bretagna, Francia e Germania (circa l’1,5% del loro PIL) lo smentisce. “Pensi che se avessi potuto fare di più non l’avrei fatto?” chiede a Morando.
La realtà è che ancora una volta fa il furbo: perchè impegnarsi in una difficile politica di espansione e di riforma? Ci sono già gli altri paesi europei che con le loro manovre faranno da locomotive e l’Italia potrà sfruttare le loro politiche e agganciarsi al loro treno con un aumento delle esportazioni. I partner europei lo hanno capito ma sono così preoccupati che possiamo perdere il controllo del nostro bilancio che chiudono un occhio sul furbetto Tremonti.

One thought on “il ministro furbetto

  1. credo che il punto di arrivo di questa mostruosa crisi sia ancora di la da venire. la stessa scelta della FED, di finanziare il sistema a costo ZERO, più che come elemento espansivo, va visto come estrema ratio per evitare il collasso definitivo del sistema finanziario americano, che chissà quanti veleni nasconde ancora sotto i tappeti. nel caso, a mio avviso possibile, di un peggioramento della sistuazione finanziaria internazionale, è praticamente sicuro che qualche grande banca italiana, abbia necessità di ingenti iniezioni di denaro. visto lo stato del ns debito e le inderogabili necessità del ns sistema produttivo, dove andrà a prendere i quattrini Tremonti? ma questo Tremonti si guarda bene dal dirlo. tornando a Ballarò dell’altra sera, la vera sorpresa, almeno per me, è stata Morando. lucido, chiaro, sicuro, competente, incisivo, deciso, tanto da non sembrare neanche un PD.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *