il rimpasto

by Amicus Plato
rumor
Dopo avere sostituito Agostini e Minardi con Donati e Solazzi, a Spacca era rimasto un pezzo per chiudere il puzzle, quello del Partito socialista, che, diviso tra Rocchi, consigliere regionale, e Seri, segretario regionale, non era in grado di esprimere una proposta per la carica di assessore. Ora il problema sembra risolto: nel PSI si sono messi d’accordo, Rocchi entrerà in Giunta e in cambio si dimetterà da consigliere comunale di Ancona e si impegna a non ricandidarsi alle prossime regionali. Per Seri si troverà una carica, si parla della SVIM, presieduta da Tontini, un pesarese che, come Minardi, non è nel giro ristretto di Ucchielli e Ricci.
Se entra Rocchi qualcuno deve uscire e, secondo gli equilibri territoriali che si incastrano con quelli di partito e di corrente, deve essere anconetano. Loredana Pistelli? Ma è l’unica donna. Beh, si può risolvere facendo entrare anche Stefania Benatti, il che apre altri problemi di equilibrio: dovrebbe uscire l’assessore Ascoli, che è della stessa componente del PD della Benatti. Ma come si fa a togliere l’assessore al Lavoro nel momento in cui la Giunta proclama il suo impegno a difesa dei posti di lavoro? Allora Giaccaglia, che però è in quota Repubblicani europei. E chi la sente la Sbarbati?
O forse tutti e due, così si apre una chance anche per Badiali, in quota Vallesina. Già, perchè quando si comincia con gli equilibri territoriali, non si sa dove si finisce. E la federazione PD di Ancona non è contenta che in Giunta ci siano solo anconetani e fabrianesi.
Si vede che del rafforzamento delle capacità di governo e delle competenze a Spacca non interessa niente, quello che vuole è accontentare tutte le componenti politiche e territoriali per blindare la sua ricandidatura. Con la spina nel fianco dell’ascolano e del rapporto con RC: su questo si vedrà.
Per lo stesso motivo, si preferiscono i consiglieri regionali piuttosto che gli esterni, che politicamente contano meno o niente. Che poi si accentui la distorsione istituzionale per cui la Giunta diventa un direttorio politico anzichè una squadra di governo e si svuota il già agonizzante Consiglio regionale, chi se ne frega.
I democristiani della prima Repubblica, maestri di rimpasti, avrebbero da imparare.

4 thoughts on “il rimpasto

  1. …Amicus… ma è l’amalgama di cui ha parlato D’Alema! Dove vivi? Spacca è un precorritore. Anticipa addirittura il pensiero del boss col baff. E poi, Badiali è “sì” abbastanza giovane “ma anche” jesino. Dunque, ecco anticipato anche il pensiero di Uolter. Tutti felici, sotto il cupolone. Tonini capirà finalmente il senso del discorso che ha fatto al Direttivo. Maria Paola può andare a sciare in tranquillità. Bettini involarsi per la sua isola tropicale. La Russo ma anche Jervolino chiederà consigli al Nostro per la nuova giunta. Dominici butterà le catene e Chiamparino sarà felice della sua siesta all’ombra. E tutto grazie a Spacca! Vuoi vedere che ce lo fanno segretario nazionale, il nostro governatorone? (E’ vero, Cacciari e Parisi sono ancora un po’ incazzati. Ma mica si può accontentare proprio tutti, a questo mondo!)

    P.S. Competenze? Competenze? Cosa sono le competenze, Amicus?

  2. stefano perilli

    Si parla di uno “scambio” di Assessori tra Regione e Comune di Ancona, probabilmente da attuarsi sempre nel rispetto di equilibri territoriali, di appartenenza politica, di provenienza pre-PD e di attuale, presunta area interna al Partito, ecc..ecc… In realtà il dibattito è poco appassionante se trattato sui binari del “chi” e del “come”, infatti tutti sappiamo che la scelta spetta, o dovrebbe spettare, in via esclusiva rispettivamente al Sindaco ed al Governatore; è semmai interessante ed utile che il nostro Partito si interroghi sui motivi che portano ai due rimpasti, e conseguentemente quali sono gli obiettivi che le nuove Giunte dovrebbero perseguire in maniera più efficace per chiudere positivamente il mandato. Questo è l’unico aspetto su cui il Partito ha diritto di pretendere chiarezza.

  3. purtroppo, gli unici motivi del rimpasto regionale, se ci sarà, sono quelli esposti nell’articolo. Funzionalità della Giunta e ruolo del Consiglio non contano niente. Addirittura si dice, con notevole faccia tosta, che una ragione è quella di risparmiare sugli stipendi degli assessori.
    Non credo che il partito pretenderà chiarezza, visto che chi lo dirige è pienamente coinvolto nell’operazione

  4. mariano guzzini

    Il punto più rilevante della questione mi pare Badiali. A voler essere complottisti, si dovrebbe dire che la Vallesina sta battendo Ancona città.
    Cosa che, del resto, era già successa molte altre volte, in precedenza.

    Il dramma vero, tuttavia, è che non esistono complotti. Se Rocchi ha ricompattato sul suo nome una qualche unità dei socialisti, il resto precipita come effetto domino.
    Nel precipitato di nulla che ne consegue si vedono i pesi specifici di ciascuno, e si nota che qualcuno si è indebolito e qualche altro si è rafforzato, o si rafforza quasi per caso, come Badiali. Che pena, ragazzi!
    E se abolissimo le regioni, Badiali e Rocchi farebbero gli assessori in provincia.
    Non c’è soluzione. Siamo incastrati. Elaboriamo il lutto e facciamocene una ragione: la vita pubblica è infrequentabile, signora mia. Esclusi i presenti.

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