gli amici di sturani

by Amicus Plato
sturani
Dopo varie riunioni di gruppi – da Sardella, al Pincio, da My Nonna e altre – il rischio era che agli occhi dell’opinione pubblica cittadina e del partito democratico anconetano, lo stesso sindaco apparisse isolato. E’ comprensibile perciò che alcuni “amici di Sturani” abbiano convocato una riunione ieri alla Palombella per incoraggiare il sindaco ad andare avanti. Sbagliato invece escludere qualcuno: si doveva chiarire lo scopo della riunione – appunto, incoraggiare il sindaco – e lasciare che chi non condivide lo scopo si autoescludesse.
Detto questo, suona falso e tartufesco lo scandalo che oggi mena sulla stampa Andrea Nobili, uno dei dissidenti che ha condotto un’azione correntizia più virulenta in questi mesi, arrivando ad augurarsi e a proporsi la stessa caduta della Giunta.
Ribadito che ognuno vede chi vuole e quello che conta è quello che si dice e quello che si fa, l’intervento di ieri di Sturani è stato equilibrato e aperto anche alle ragioni dei critici: ha chiarito di non avere nessuna intenzione di fondare una nuova corrente e di volersi muovere con la massima sintonia con partito e gruppo per rafforzare l’azione dell’amministrazione. Ha parlato in questo senso di una “nuova fase politica”. Per la verità, questo messaggio non è stato molto ripreso nel dibattito, dove sono prevalsi i toni recriminatori. Lo ha ripreso Ranci, insistendo sul contributo del partito al miglioramento dell’azione amministrativa, ma sottovalutando, a mio parere, gli aspetti politici del problema. Simonetti, per parte sua, ha tirato la giacca a Sturani in direzione simmetrica ai dissidenti: “il sindaco si scelga i suoi amici sapendo che non c’è più tempo e che poi ognuno si assumerà le sue responsabilità”.
Ora, Sturani non deve scegliersi gli amici: amici suoi, dell’amministrazione, del partito, e in ultima analisi della città sono tutti coloro che vogliono rafforzare il governo della città per i prossimi due anni e mettere le basi anche per un futuro più lontano. Non sono amici quelli che vogliono fare cadere la Giunta, un’idea insensata e autolesionistica che va combattuta. Tutte le altre posizioni sono legittime e meritevoli di attenzione e devono essere coinvolte e responsabilizzate. Massima informazione, più ampio dibattito nel gruppo e con il partito e poi decisioni rispettate da tutti.
Questo è la prima coordinata, a mio parere, per la soluzione della crisi: la seconda è che partito e sue rappresentanze nell’amministrazione e nel Consiglio devono procedere in sintonia: specie i due vertici, Sturani e Ranci, devono procedere di concerto nei passi necessari.
La terza è che se l’obiettivo è di rafforzare il governo della città e non di comporre effimeri equilibri di persone e di gruppi, tutti devono essere disponbili a quel fine, senza liste di proscrizione, ma senza posizioni intoccabili.

8 thoughts on “gli amici di sturani

  1. mariano guzzini

    Nonostante le apparenze molte carte sono ancora coperte, e molte cose che si mormorano non sono ancora venute alla luce, come invece sarebbe giusto. Speriamo che la trasparenza trionfi, che i fatti buchino la nebbia al più presto, così sarà chiaro a tutti quanta ipocrisia sta passando lentamente sotto i ponti.

    La riunione del 23 dicembre andava fatta. Fabio ha fatto un intervento totalmente condivisibile, con il tono giusto e gli argomenti opportuni.
    Ranci ha svolto bene la parte del segretario del partito. Si sono poste le premesse per fronteggiare una crisi che è grave soprattutto perchè è interna al partito democratico.

    Spero che i prossimi passaggi vadano nel senso indicato da Fabio e da Ranci. Ancona ne trarrebbe vantaggi concreti, e pure il PD.

  2. Concordo completamente,se c’è bisogno di riunire gli amici di Sturani nel PD, vuol dire che ci sono anche i nemici di Sturani nel PD. Per un sindaco, ammettere ufficialmente questa cosa non credo sia il massimo. Forse sarebbe meglio condividere le stesse speranze anche se proveniamo da storie diverse.

  3. stefano perilli

    La distinzione tra “amici e “nemici” del Sindaco credo non rispecchi affatto una situazione in realtà più articolata e complessa. Alcuni dei c.detti “dissidenti” o “critici” fanno parte del mio stesso Circolo e per questo nelle ultime settimane ho cercato con loro un punto di contatto, ho voluto ascoltare le loro ragioni con la chiara intenzione di superare le logiche di “schieramento interno” e verificare se esiste una strada per fare sintesi tra le diverse posizioni interne al Partito. Credo di aver fatto ciò che il mio piccolo ruolo nel PD cittadino mi impone di fare: esistono problemi di visione politica interni al Partito che vanno risolti senza cadere nel consueto errore di isolare il dissenso al di fuori del proprio nucleo ma anzi tentando di interpretarlo con la mente sgombra da pregiudizi, con obiettività ed onestà intellettuale. Sulle polemiche che questo mio comportamento ha suscitato non voglio soffermarmi, sottolineo semplicemente che chi si fa eleggere negli organismi di un Partito, seppure a livello di base, ha il dovere di ascoltare le critiche per formarsi un’opinione il più possibile libera da schematismi preordinati e con questa cercare la soluzione migliore per il Partito.
    La riunione “esclusiva” della Palombella, con i toni recriminatori di cui parla Amicus e l’invito rivolto al Sindaco di governare “ad escludum”, non operano assolutamente nella direzione di ricomporre il dissenso, ma lo esarcebano, alzano i toni di un gioco pericoloso che non porta a nulla di buono, e lo abbiamo visto con l’esito della mozione sul Presidente Frisoli; al contrario va raccolto l’invito dello stesso Sturani e del coordinatore Ranci ad inaugurare una nuova “stagione politica” che razionalizzi l’attività amministrativa su pochi, chiari obiettivi strategici condivisi con tutto il gruppo consiliare e con il Partito, ponendo maggiore attenzione a chi non vuole far cadere la Giunta, ma semplicemente chiede un sostanziale cambio di mètodo, dove in particolare sia più valorizzato il ruolo del Consiglio all’interno dell’azione amministrativa. Ritengo che su questo binario ci sia ancora spazio per ricomporre una frattura potenzialmente assai pericolosa, sulla cui accentuazione lavorano coloro che meritano davvero l’appellativo di “nemici” del Sindaco.

  4. dennis casadio

    Escludere una parte del partito dalle riunioni significa andare nella direzione giusta?complimenti!
    se lo scopo era quello di compattare il partito si potevano coinvolgere tutta l’unione comunale o quantomeno non eslcudere assessori e consiglieri comunali…
    se invece lo scopo era quello di serrare le fila per una guerra intestina è stata fatta con le giuste modalità ma adesso si sono dati alibi a chi è stato escluso

  5. andreagramillano

    Come Coordinatore di Circolo, ho già chiesto ai 4 consiglieri comunali della zona di incontrarsi e anche insieme al direttivo del Circolo, perché questo consenta di arrivare ad un chiarimento vero. Speriamo che siano disponibili. Per ora non tutti lo sono.
    Ognuno è “libero” di parlare , pensare ed intervenire, così come anche di fare riunioni di gruppi od altro. Ma la sede della decisione deve rimanere quella del Partito o del gruppo o insomma quella deputata.
    La verità di fondo è che ci sono troppe riunioni di gruppi e poca efficacia degli organi di partito preposti alla decisione. La precedente assemblea comunale svoltasi alla Confartigianato ha affrontato in ritardo ed in maniera poco proficua ed efficace i nodi. E questo non giustifica ma dà spazio ad altri “luoghi di compensazione politica”.
    E’ anche vero però che chi ha un ruolo politico o istituzionale, DEVE ASSUMERSI LE SUE RESPONSABILITA’

  6. mariano guzzini

    La discussione si fa di lana caprina, quasi che le divisioni in consiglio comunale siano nate l’antivigilia di Natale alla Palombella.

    O come se dall’incontro della Palombella fossero risultate aggravate. Io non ho fatto gli inviti, e sono stato invitato, pur avendo ripetutamente, oralmente e per iscritto affermato di non essere amico del Fabio ultima maniera. Vuol dire cosa? Che le mie posizioni non sono importanti e che vengo strumentalizzato per fare da comparsa? Forse.

    Ma è più probabile che alla Palombella siano stati invitati non solo i pretoriani di Sturani duri e puri, posto che ce ne siano, ma quanti avvertono la necessità di spendersi per avviare una fase nuova, dovunque collocati nella complessa articolazione del nuovo partito in formazione, e siano stati esclusi solo coloro che stanno pubblicamente minacciando scissioni a mezzo stampa o che utilizzano la divisione in atto a fini molto privati e personali.

    Del resto in altre riunioni nessuno mi ha invitato e non mi sono sentito disonorato o messo al bando. La riunione universale c’era stata al partito, e nessun dissidente aveva aperto bocca. Ma in consiglio le prese di distanza continuavano e continuano.

    Era quindi utile fermare la deriva e fare il punto isolando il tema e i problemi.

    Va ovviamente aggiunto che quando si è costretti a riunioni di maggioranza la situazione è molto critica e si impongono successive azioni unitarie che riportino serenità e collettiva condivisione. Ma questa banalità non può assurgere ad unico e fondamentale argomento di conversazione, per piacere!

    E’ probabile che anche il clima nazionale non aiuti a ritrovare fiducia ridando smalto al PD di Ancona in tutte le sue articolazioni.

    Tuttavia qualcuno ha cominciato a bombardare il quartier generale e qualche altro è andato alla Palombella per salvare il salvabile. E’ questa la successione dei fatti. Superior stabat lupus.

    Che adesso la Palombella diventi “il” vulnus e il “lupus” della favola di Esopo un gruppo di verginelle insidiate dai pedofili mi sembra un capovolgimento totale della verità dei fatti.

    Perfino in politica è giusto essere amici di Platone e dei sofisti, ma è ancora più giusto avere in simpatia la verità. Amicus Plato, sed magis amica veritas, n’est ce pas?

  7. Angelo Tomassetti

    A me la politica degli amici non piace.
    La politica degli amici è quella degli incarichi agli amici, delle assunzioni degli
    amici, dei favoritismi agli amici e alle amiche perdendo di vista i problemi reali e
    gli interessi collettivi. La politica è invece anche l’arte del confronto,
    dell’aggregazione, le cene le riunioni di amici che condividono un certo modo di
    pensare servono a contribuire, anche in maniera critica, all’ azione collettiva del
    partito e non certo all’esclusione o all’isolamento di qualcuno. Le cene e gli
    aperitivi fatti tra amici e compagni, alle quali ho partecipato mille volte, sono una
    cosa, un’assemblea invece nella sede del partito con inviti ad escludere decisa dal
    sindaco e organizzata dai suoi “fedelissimi” è tuttaltra cosa. Ha proprio
    un significato preciso.
    In politica poi, come nella vita, gli amici a differenza dei parenti si scelgono e,
    alla fine ognuno ha quelli che si merita, aggiungo io.
    Fatta questa breve, ma essenziale, premessa vorrei fare alcune considerazioni sulla
    situazione politico amministrativa della città.
    Prima considerazione, questa amministrazione è percepita lontana dai problemi della
    città e dei cittadini. Credo siamo al minimo storico di consenso nella città. Vivo
    tra la gente, in mezzo ai nostri elettori, sento, come tutti se non sono sordi, il
    malcontento, la disaffezione, le critiche pesanti, a volte feroci, di chi ci ha votato.
    Attenzione, non dei nostri avversari. Sono preoccupato da questo stato di cose, sono
    pessimista sul nostro futuro, temo fortemente che il perdurare della situazione non
    ci permetta di rimanere al governo della città.
    La situazione regionale non è diversa, registro un affanno in Regione volto a
    recuperare consenso.
    In virtù di queste considerazioni credo che nella città occorra una nuova fase
    politica e amministrativa, occorra cambiare radicalmente. A questo proposito ritengo
    interessante il lavoro svolto dal PD cittadino. Nonostante le difficoltà nazionali il
    nostro “pensatoio” ha prodotto una serie di documenti su temi essenziali
    come urbanistica, sanità, sociale, cultura ed altro, che potrebbero essere la base
    politica per una nuova fase ed un rilancio dell’amministrazione comunale. Condividere
    con la maggioranza e perfezionare quello che potrebbe essere una nuova piattaforma
    programmatica, la quale andrebbe ad arricchire il nostro programma elettorale e, con
    una nuova giunta, meglio se ridotta, che possa dare credibilità ad una nuova stagione
    politica, credo possiamo affrontare con più serenità il tempo che manca alla scadenza
    naturale della legislatura. Come accennato, una riduzione dei componenti di giunta,
    così sgombriamo anche il campo da malevole interpretazioni, già da sè fa consenso;
    poi ritengo che dieci assessori siano sufficienti ad amministrare una città di
    centomila abitanti. Inoltre, ci adegueremmo in anticipo alle nuove leggi nazionali e
    sarebbe conseguente al lavoro che l’amministrazione sta facendo sulla riduzione a tre
    delle circoscrizioni cittadine. Con nuove ed ulteriori competenze e deleghe volte ad
    intervenire nella gestione diretta del territorio ed a una maggiore partecipazione
    cittadina, in modo da rendere questi organismi più efficaci, partecipati e vicini
    alla gente; tre presidenti delle nuove circoscrizione e dieci assessori sono a mio
    avviso sufficienti per governare bene la città.
    Per raggiungere questi obbiettivi serve il contributo di tutti, nessuno escluso, a
    partire dal sindaco così come la politica vuole. Invece purtroppo in questo ultimo
    periodo in Ancona e nel PD trionfa l’antipolitica, trionfa lo scontro, l’odio, e non
    esgero, per chi la pensa in modo diverso. Solo chiamare dissidente chi è critico la
    dice lunga. Nel PD cittadino trionfa chi fa appunto dello scontro e dell’inimicizia il
    proprio modo di fare politica. Avere trasferito odi e rancori dei vecchi partiti nel
    PD e avere trovato nuovi sostenitori a tale scopo, oltre ad una nutrita schiera che
    sottovaluta la gravità, è il peggiore errore che stiamo commettendo. Il peggio che
    si può, che ci fa ritrovare in una fase dalla quale non si esce se non con un profondo
    ricambio di uomini ed idee.
    P.S. Un rigraziamento va al segretario comunale che tra lo scetticismo di tutti, il
    mio per primo, è riuscito invece ad elaborare una serie di documenti importanti che
    potrebbero rappresentare la ripartenza. Il complimento deve essre anche più
    apprezzato perchè viene da uno dei pochi (dodici) che non lo hanno votato. Al
    segretario il compito affinchè questo lavoro possa diventare lo strumento del
    rilancio della nostra città.

  8. mariano guzzini

    Il 2009 è l’anno dell’Acquario. E Fabio Sturani è di quel segno.
    Scommettiamo che questi due dati incideranno positivamente sulle nostre esistenze, e perfino sull’esistenza complessiva della città di Ancona?

    Su con il molare, come disse quella volta Genovesi.

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