la quintana

dal nostro corrispondente ad Ascoli Piceno
quintana
Una delibera della Giunta provinciale che dispone un’indennità ai dipendenti che accettano di trasferirsi nalla nuova provincia di Fermo – costo complessivo 1.200.000 euro, con riflessi anche nei bilanci dei prossimi anni – sarà forse la miccia che farà esplodere definitivamente il centrosinistra. Il presidente Rossi (RC) la vuole approvare, ma ieri l’assemblea provinciale del PD di Ascoli ha deciso a larga maggioranza che il gruppo del PD non la voterà e voterà contro anche al bilancio che la recepisce.
Se così fosse, la Giunta cadrebbe qualche mese prima dell’esaurimento del mandato: visto che la rottura politica con Rossi è già avvenuta (VEDI NOTA), potrebbe giovare sia al PD, che romperebbe su una delibera molto impopolare nell’ascolano, ma anche a Rossi che, con una rottura aperta di cui sarebbe vittima, potrebbe preparare meglio la sua ricandidatura alla presidenza della Provincia in polemica con il PD.
Una candidatura che non ha chance, visto che allo stato attuale è sostenuta solo da Rifondazione comunista: il movimento di firme a sostegno di Rossi, tra cui quella di Neri Marcorè, si è sgonfiato. Anche perchè la sinistra del PD, che l’aveva sostenuto, è in grave imbarazzo: non può chiedere il pieno appoggio a Canzian, scelto con le primarie candidato sindaco di Ascoli Piceno, se non dà a sua volta pieno appoggio a Mandozzi, scelto anche egli con le primarie, per la presidenza della Provincia.
Si va perciò verso una corsa a tre: Rossi, Mandozzi e il candidato della destra, il sindaco uscente di Ascoli Celani. La divisione a sinistra e la debolezza di Mandozzi nel capoluogo favoriscono la destra: bene che vada ci sarà un ballottaggio.
Al Comune, anche la situazione di Canzian è precaria: dopo le primarie e le dimissioni della segretaria cittadina del PD Anna Casini – che alle primarie aveva sostenuto Brandimarti – è stata eletta segretaria Valentina Bellini con i voti della sinistra del PD e di una parte della ex Margherita, con accuse di irregolarità e divisioni che si dovranno recuperare. Con tutto ciò, le prospettive di Canzian sono molto difficili: la destra marcia unita dietro il candidato Castelli, consigliere regionale AN, mentre l’UDC pensa di proporre una lista civica contro “gli opposti estremismi” di Castelli e Canzian. Anche qui si va verso una corsa a tre e le speranze per il PD sono per un ballottagio e un accordo con l’UDC al secondo turno. Accordo, che dovrebbe avere qualche segnale da subito, ma che ad oggi non c’è.
Che dire nel complesso? Una gestione politica del gruppo dirigente del PD davvero discutibile, che potrà portare a due sconfitte, senza contare i riflessi sugli equilibri regionali: per ora RC tace, ma al suo congresso regionale ha affermato che la questione ascolana era fondamentale: che farà quando la rottura col PD sarà definitivamente consumata?

NOTA
Per chi non ha seguito le vicende politiche ascolane o precedenti corrispondenze da Ascoli, ricordiamo sinteticamente gli antefatti: il PD ha aperto il fuoco contro il Presidente della Provincia uscente Rossi di RC lo scorso anno, su impulso determinante dell’on. Agostini, di fatto chiedendo la non riconferma di Rossi alle elezioni del 2009. Con ciò, ha aperto un problema a livello regionale, dato che RC considera quella riconferma imprescindibile, e anche una divisione tra Spacca, favorevole alla riconferma per non turbare gli equlibri regionali, e Sara Giannini, segretaria regionale del PD, che si è da ultimo schierata con Agostini.
Il PD ha poi scelto con le primarie il suo candidato Mandozzi, oggi assessore della Giunta Rossi.
Ha poi proposto primarie di coalizione che però Rossi ha rifiutato. Lo stesso giorno delle primarie provinciali, ha scelto con le primarie comunali il candidato a sindaco di Ascoli: ha vinto sorprendentemente Canzian, esponente della sinistra del PD, anche egli assessore provinciale, che però nella vicenda Rossi si era schierato con il Presidente della Provincia, che ha battuto Barndimarti, candidato della maggioranza del partito e di Agostini.

2 thoughts on “la quintana

  1. mariano guzzini

    Tutto molto interessante. Io sono componente della costituente regionale, ad oggi unico organismo regionale esistente. Quando sarò chiamato ad ascoltare queste cose in una riunione nella quale potremmo alla fine decidere il da farsi, tra una mossa tattica e l’altra?

    Se il PD si fregia della parola “democratico” dovrebbe almeno salvare le apparenze. Oppure togliere il termine e chiamarsi solo “partito”.

    Del resto ha ragione chi non ci convoca. Siamo troppi e non contiamo una passera. Ma allora perchè abbiamo messo su questo casotto?

    E perchè ci siamo presentati alle primarie, facendoci eleggere? Su questo interrogativo doloroso e bruciante sto riflettendo senza trovare una risposta sensata. I maestri buddisti a volte propongono ai loro alievi interrogativi insolubili che aiutano a liberare la mente. Forse questa è una di quelle tali domande che non hanno risposta razionale, ma solo sentimentale o psichiatrica.

    La ragione principale che mi fa desiderare una convocazione dell’Assemblea Costituente Marchigiana è di contare quanti se ne sono andati. Stavolta per contenere tutti non credo serva il salone del Federico II. E il clima non sarà quello degli interventi da seguaci del pifferaio magico. Però, insomma, almeno proviamoci.

  2. “Non contiamo una passera”? Ma non era: “Non contiamo una mazza”?

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