il pd non è la margherita

by Amicus Plato
mattoni
Sul Corriere Adriatico del 22 gennaio, il segretario del PD di Ancona Ranci chiede il “patto di ferro” nel PD, gli risponde Stefania Benatti, assessore regionale e presidente dell’assemblea cittadina del PD: “non accettiamo documenti imposti, c’è il rischio di una spaccatura del partito”. In mezzo il sindaco e la Giunta, che in questo contesto sembrano perfino un fatto secondario.
Sempre sulla stessa pagina un articolo breve sulle possibili candidature del PD ad eventuali elezioni anticipate: Magistrelli, Benatti, Simonetti, Biekar.
Molti tra i DS si domandano: ma questo è il PD o è la Margherita, con i suoi uomini e le sue donne e sopratutto con i suoi contrasti, politici e personali, duri e velenosi, che si sono trasferiti pari pari nel nuovo partito, minandolo alla radice?
Questi “compagni” credono nel progetto del PD, hanno paventato che non si superassero le distinzioni originali, che rimanessero i due vecchi partiti confederati e sospettosi l’uno dell’altro. Ma qui, ad Ancona, sta succedendo di peggio, che il nuovo partito è prigioniero della faida della Margherita tra ex popolari e prodiani. I DS non solo non sono rimasti uniti, non lo erano già prima, ma si sono aggregati alla rinfusa a queste correnti e fazioni della Margherita che, combattendosi tra loro, hanno fatto della loro battaglia l’elemento fondamentale, al di sopra di tutto il resto.
Questi “compagni” non vogliono riprodurre le vecchie appartenenze, ma se le cose continuano così, una volta risolta, in un modo o nell’altro, la crisi in Comune, pensano che occorrerà che i DS si ritrovino. Non per contrapporsi alla Margherita, ma per trovare la soluzione ad una situazione che sta disperdendo enormi risorse umane che venivano dai DS e che, di questo passo, riporterà le dimensioni del PD neanche a quelle dei DS ma a quelle della Margherita.
Sperano che il PD non si spacchi, ma i più amareggiati tra loro pensano che se succederà non sarà in due pezzi. No, i pezzi saranno tre, perchè i DS torneranno a casa loro.

6 thoughts on “il pd non è la margherita

  1. mariano guzzini

    Non avrò il cattivo gusto di ricordare che una parte dei Ds andarono al congresso di Firenze con una piattaforma politica che denunciava il rischio di finire come siamo finiti, in una fusione fortemente imperfetta. Non lo ricorderò, perchè le cose sono andate peggio di quello che temevamo. Noi chiedevamo meno precipitazione, e fasi chiare, che da un patto federativo portassero ad una vera fusione. Invece le cose sono state fatte precipitare. E in Ancona fu Fabio a forzare gli accordi presi per mettere alla presidenza dell’assemblea la Benatti, favorendo la brutta piega che ora i compagni lamentano.

    I più ottimisti peraltro sostengono che l’apparente margheratizzazione del dibattito politico non si riflette nei circoli, dove sta nascendo una mescolanza vera, e dove contano poco sia le vecchie divisioni margheritiste, sia quelle nuove introdotte nel gruppo consiliare dai cosiddetti dissidenti.

    Magari le cose stanno davvero così. Tuttavia le mie orecchie abituate ai rumori sospetti avvertono scricchiolii seri che vengono da Roma, che si sommano a quelli che vengono dalla Regione e si fanno rombo di tuono in Ancona. E potrei fare i nomi di molte ottime compagne e di molti bravi signori, che ai tempi delle primarie si erano convinti che era giusto raccogliere firme, discutere programmi e spendersi nella politica e che oggi sono tornati nelle loro case e nei loro uffici a fare altro.
    E questo è lo scricchiolio peggiore. Per fortuna io ho l’alibi dell’infarto, che mi consiglia di starmene tranquillo e di prendermela comoda. Se non avessi quell’alibi sarei tanto, ma tanto, ma tanto inviperito. Ma non posso, fortunatamente..

  2. augusto melappioni

    Ancona ancora una volta arriva seconda, e nessuno rida,ma la spaccatura jesina che si è maturata con le amministrative 2007 aveva alla base un dissenso con la margherita locale, ad iniziare dal piano regolatore (guarda caso )…così è nato un gruppo che ha chiesto primarie e partecipazione, e a perso.
    Meditate gente

  3. augusto melappioni

    l’h di ha perso è in ritardo,meglio lei

  4. mariano guzzini

    … e poi ripetutamente è circolato anche il nome di Renato, che ha tutti i difetti meno quello di essere un ex margherito …

  5. Il Riformista

    Non credo che sia importante se contano più gli ex DS o gli ex Margerita, ma che i contenuti di questo partito siano rispettosi delle aspettative e dei programmi della maggioranza degli iscritti. Attenzione alla sindrome dell’occupazione ci si può svegliare capi di se stessi.

  6. mariano guzzini

    Il cantiere è aperto, ma la barca non c’è. Se mettessimo in mare quello che stiamo costruendo lo potremmo battezzare “ircocervo” ma affonderebbe in porto. Sento grandi saggi che disegnano un grande futuro gestito solo da coloro che in passato non sono stati altro. Trovo assai singolare l’idea che due popoli, due fiumane di militanti e di votanti e di iscritti decidono di fondersi per far nascere una formazione politica migliore, e che il prezzo di questa nascita sia il suicidio di tutti i fondatori. Alcune sette di invasati hanno immaginato follie del genere. Ma spero che quelle mostruosità non ci appartengano. Resta il fatto che oggi il cosiddetto cantiere è fermo. E che, piuttosto che imbarcarsi nella barca costruita finora, molti stanno allenandosi per nuotare da soli. Il resto è nella sfera di cristallo che non ho mai avuto.

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