tempi supplementari

by Amicus Plato
torno subito
Sturani era tentato davvero di andarsene. E si capisce: se lo avesse fatto due settimane fa sarebbe stato sul’onda dell’inchiesta e dei pettegolezzi cittadini, ora lo farebbe dopo avere preso l’applauso dell’assemblea cittadina del PD e il voto di fiducia del Consiglio. Potrebbe dire di avere fatto tutto il possibile per salvare la situazione ma di non esserci riuscito di fronte a divisioni incomponibili.
Anche Ranci è tentato di mollare. E si capisce: ha preso il voto unanime dell’assemblea del PD su un appello al patto di lealtà, che ha visto sbriciolarsi in una seduta del Consiglio comunale deprimente e in defatiganti trattative sulla composizione della Giunta.
Ma non sono stati eletti perchè se ne andassero di fronte alle difficoltà: spetta a loro gestire la situazione verso esiti accettabili.
E così avremo i tempi supplementari: il Sindaco si dimette, ma il suo è un estremo tentativo di mettere tutti di fronte alla proprie responsabilità ed evitare le elezioni anticipate. Che sono il male peggiore: inevitabilmente segnate dai contrasti interni – si possono immaginare le primarie in queste condizioni – dalle vicende giudiziarie, forse dalla presentazione di una lista civica di cui si parla nella stampa.
I “dissidenti” sono divisi: una parte di loro ha accolto l’appello di Sturani e Ranci – senso di responsabilità o posti in Giunta? Un po’ l’uno e un po’ gli altri probabilmente – altri sono ancora arroccati intorno a richieste incomprensibili, come quella che Simonetti svesta la fascia di vicesindaco. Come se questo chissà come rilanciasse l’azione politica e amministrativa del governo cittadino.
Un ultimo tentativo, dunque. Per il quale vale la pena, sempre che si sia consapevoli che il clima nella città è diventato pessimo. L’immagine è quella di incomunicabilità tra classe politica, che si divide su incomprensibli equilibri interni al partito di maggioranza e nella Giunta, e una città alle prese con i suoi problemi. Ci vorrà molto impegno e unità per recuperare credibilità e consenso.

7 thoughts on “tempi supplementari

  1. Vorrei solo notificare che moltissima gente, privati cittadini mi chiedano ripetutamente come poter intervenire per incoraggiare Sturani a non gettare la spugna, come fargli sapere la loro solidarietà, anche rispetto a quella che è stata ripetutamente definita “gogna mediatica”.
    Che la città abbia bisogno di chiarezza e soprattutto di fiducia, mi pare evidente. Che si sia un po’ tutti abbondantemente stufi delle manfrine politicoidi in corso, di cui capiscono ben poco nella nebbia del polverone che si è alzato, è altrettanto chiaro. Ma quella rassicurazione – che non siamo, tutti noi cittadini anconetani, ostaggio bovino delle manovre di parte – non so davvero da che lato potrebbe arrivare. Dal sindaco? Dal segretario? Dai dissidenti? Dai nascosti mandanti?
    Qualcuno mandi messaggi forti e chiari. Trasparenti. Questa città non è adatta né incline alle rivolte, ma l’insoddisfazione (che dico, la ribellione) per una politica astrusa e sotterranea, fratricida, può dare solo frutti avvelenati. Quella città a cui tutti dicono di pensare, di cui tutti si preoccupano, spesso con molta ipocrisia, è paziente e minimalista. Sa aspettare, preferisce tentennare il capo e sbuffare, poi voltarsi dall’altra parte. Ma perché approfittarne? Perché tanta colpevole indifferenza verso gli umori del popolo… Ops, del pubblico (annoiato da questa farsa senza fine)? Sembra davvero che a nessuno importi niente della dignità del capoluogo, dell’immagine che si sta guadagnando al di fuori, dell’orgoglio dei suoi cittadini, sulla testa dei quali volano i lunghi coltelli della guerra fratricida. Troppo melodrammatico?

  2. stefano perilli

    Fermo restando il diritto del Sindaco di cercare nei 20 giorni una nuova maggioranza in Consiglio, mi permetto di ricordare che l’Assemblea del Partito ha dato un mandato chiaro al primo cittadino: proporre un nuovo assetto di Giunta ed un programma di fine mandato in grado di raccogliere l’adeguato consenso del Consiglio, altrimenti dimissioni e voto a giugno. Il Sindaco ha fatto quel che ha potuto e voluto, la maggioranza non c’è stata ed ora siamo alle dimissioni. A questo punto il Partito deve avere il dovere (e l’umiltà) di raccogliere i cocci, RIORGANIZZARSI E PUNTARE A VINCERE LA TORNATA ELETTORALE DI GIUGNO. Impossibile? può darsi, ma è la scelta più dignitosa, vorrei dire più onesta di fronte al nostro elettorato, ed infine meno deleteria per la città,che se vince il centrodestra sarà governata male ma non verrà distrutta da Gozilla, tanto per capirci, mentre se la portiamo ad un “governicchio” instabile e fondato ancor di più sul rondò di poltrone la amministriamo per finta per qualche mese ancora e poi, magari, la condanniamo ad un commisariamento ancora più lungo e devastante, per la città stessa e per il Partito.

  3. Andrea Biekar

    Caro Stefano, concordo quando temi che un governicchio raffazionato farebbe più danni di un’eventuale sconfitta elettorale nel 2009.
    D’altra parte vorrei che qualcuno ci spiegasse quali sono le profonde ragioni che ci portano a dover chiudere la legislatura con 2 anni di anticipo.
    Non intendo polemizzare con alcuno o dare pagelle di buoni e cattivi, ma avendo vissuto le vicende del consiglio da “vicino” ho la cognizione di come alla prova del fuoco si siano persi 4 voti su questioni che mi permetto di affermare, siano meno rilevanti del bene per l’istituzione e per la città.
    Quello che mi spiace è che nella discussione si sia perso il valore del bene supremo :il futuro di Ancona !
    Sia chiaro tutti abbiamo responsabilità, però so che abbiamo una bella chance.
    Con le dimissioni del sindaco si è chiusa una fase della legislatura, il tavolo della giunta è libero. Il sindaco può e deve verificare se facendo una nuova squadra raccoglie voti di una maggioranza consistente. Il vantaggio è che si riparte da zero. Se il partito riuscirà ad eliminare i veti incrociati e le vendette personali, potrà consentire al Sindaco ed al gruppo consiliare di formare una squadra che potrà concludere dignitosamente la fine legislatura; viceversa se continueranno le lotte tra guelfi ghibellini e soprattutto se rimarrano i personalismi, non ci sarà altra strada che il voto a breve.

  4. enrico turchetti

    A dire il vero una maggioranza, politica e numerica, c’è. Il sindaco ha preso atto che una parte della sua maggioranza è venuta meno e ne ha voluto trarre le conseguenze. La politica ora ha il dovere di verificare se esistono le condizioni per andare avanti. Solo se queste condizioni non si verificheranno si andrà al voto.

  5. mariano guzzini

    Non c’è una guerra tra guelfi e ghibellini. Ci sono i guastatori e le persone normali, un po’ troppo imbranate. Se ci fossero guelfi e ghibellini i ghibellini avrebbero stravinto da tempo. Ma non è mai troppo tardi, diceva il maestro Manzi.

  6. Diego Franzoni

    Mi permetto solamente di precisare, confermando quanto detto da Enrico che il consiglio comunale di lunedì ha respinto a stragrande maggioranza le mozioni delle minoranze e ha approvato con 20 voti ( senza quello del Sindaco che si è astenuto ) l’ordine del giorno di sostegno al Sindaco che chiedeva di proseguire con rilancio l’attività amministrativa fino al 2001. La maggioranza assoluta perciò c’è ed è attualmente di 21 voti. Il sindaco ha ritenuto che è troppo stretta e si è dimesso. Adesso ha venti giorni per verificare insieme al partito se è opportuno andare avanti. Immaginate cosa può significare fermare l’attività amministrativa per cinque mesi con il commissario fino a fine giugno. Lavori bloccati, imprese che non lavorano, nel contesto attuale di crisi economica non mi pare che sia opportuno

  7. stefano perilli

    2011 Diego, non 2001, almeno evitiamo questi lapsus….

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