arriva il commissario?

by Amicus Plato
occhi
Dopo la tragedia la farsa? Intanto, della tragedia (vale a dire l’inchiesta della Procura) non si parla più, per cui occorre andare nelle pagine interne dei giornali in basso per trovare la notizia che l’acquisto dell’area CCS da parte di Ancona ambiente non è stato un favore fatto ai venditori, visto che l’area vale oggi più (e forse molto di più) di quanto non resti da pagare per il contratto di leasing fatto per acquistarla.
Insomma, la base stessa dell’inchiesta si rivela inesistente, perchè se non c’è danno non si vede come possa esserci corruzione.
Quanto alla farsa, cioè il mistero della data utile per dimissioni valide (visto che antelitteram ha anche lettori fuori regione che non leggono la stampa marchigiana, li rinvio al breve riepilogo della vicenda in nota)
francamente non credo che si sia trattato di un escamotage per evitare lo scioglimento. Se non altro, perchè il Sindaco non era obbligato alle dimissioni e le aveva annunciate per forzare un chiarimento più netto e la formazione di una maggioranza più solida di quelli che erano emersi nel dibattito consiliare. E poi, perchè non è affatto detto che allo scioglimento non si arrivi comunque.
Ora, sembra che il deterrente delle elezioni a giugno sia scomparso, con grande dispiacere di chi ci aveva fatto la bocca, ma ce ne è uno ancora maggiore, quello di un commissariamento lungo, quale non si ricorda ad Ancona dagli anni ’60. Chissà che questo non porti buon consiglio a tutti coloro che hanno la reponsabilità di trovare una via di uscita e di concorrere a imboccarla: un governo cittadino più autorevole e una maggioranza più compatta per riconquistare quel consenso che al momento è sceso molto in basso. Sotto la guida del Sindaco e del segretario del PD che, insisto, devono lavorare in piena sintonia.
Perchè questo è un tornante impegnativo non solo per la città, ma anche per il PD. Se reggerà ad una tempesta fatta di un’inchiesta insidiosa, una campagna di stampa aggressiva, divisioni interne e traumi post-natali del nuovo partito, allora si potrà dire che è una cosa seria e una realtà politica decisiva per il futuro. Se no, sarà la crisi verticale di una classe dirigente, da cui non ci si solleverà per anni.

N.B. Per i lettori non marchigiani: dopo la fiducia dell’assemblea cittadina del PD, al termine di un dibattito in Consiglio comunale molto frammentario e sgradevole, un ordine del giorno a sostegno del Sindaco e per il rlancio dell’azione dell’Amministrazione, ha avuto 20 voti, 15 contrari e 5 astenuti, quello del Sindaco stesso e quelli di 4 dei cosiddetti “dissidenti” del PD.
Vista la debolezza della maggioranza evidenziata dal voto e dal dibattito, il Sindaco si è dimesso, contando su 20 giorni di tempo per rafforzare il governo cittadino e la maggioranza che lo sostiene; trascorsi i quali senza una soluzione alla crisi si andrebbe al commissario prefettizio e alle elezioni a giugno. Almeno così si pensava, con parere conforme degli uffici comunali e della Prefettura. In realtà, si è scoperta l’esistenza di una recentissima circolare del MInistero dell’Interno per cui le dimissioni, per consentire le elezioni a giugno, si sarebbero dovute dare due giorni prima. La conseguenza è che se le dimissioni non rientrano, vale a dire se non c’è una soluzione alla crisi, si va al commissario prefettizio, che rimarrebbe però in carica fino alla primavera 2010.

9 thoughts on “arriva il commissario?

  1. Non esiste nessuna “recentissima circolare del Ministero dell’Interno”. Più banalmente, invece, si tratta di un semplice articolo del codice civile. Il che la dice lunga sulla vera natura di quello che si vuol far passare per “errore”…

  2. vista l’autentica incoscenza con cui è stato creato questo stato di cose, nutro forti dubbi su di un ravvedimento e di una assunzione di responsabilà da parte di attori, si fa per dire, che privilegiano la visibilità personale agli interessi della città e dei cittadini che li hanno eletti.
    P.S.- ma nel PD, esiste l’equivalente di quello che una volta era il Segretario di Federazione (le maiuscole sono volute)? e nel caso esistesse, cosa fa?

  3. Stavolta non condivido la tua analisi, caro Amicus.
    Innanzitutto tutta questa vicenda provoca in me, come democratico, intendendo dire non tanto come iscritto o simpatizzante o elettore del Pd, ma nel suo significato etimologico di “governo del popolo”, una grande-grandissima amarezza.
    Amarezza per la vicenda in se: non so se Sturani sia innocente o no. I tribunali servono a questo ed ognuno è da considerarsi innocente fino a condanna definitiva. Sta di fatto che la vicenda ha portato alla luce suoi comportamenti che, non so se abbiano rilevanza penale, ma sicuramente sono stati troppo “disinvolti”.
    Basti ricordare i 250mila euro confluiti sui sui conti di cui non è chiara la provenienza; l’essere stato dipendente di quell’Alberto Rossi proprietario dell’area ex Ccs fatta acquistare ad Anconambiente; l’abitare ad equo canone (beato lui) in un appartamento dello stesso Rossi…
    Sono sempre del parere che, se si è innocenti, lo si possa ampiamente dimostrare in tribunale.
    Altrimenti non ci si può scandalizzare per la condotta di Berlusconi e per le sue leggi ad-personam!
    Ma soprattutto, al di la della vicenda giudiziaria, le sue dimissioni sono il frutto – è bene ricordarlo – di una situazione ormai ingestibile a livello di Giunta e di Consiglio Comunale.
    E in tutto questo Sturani ha grandi colpe: si è circondato di persone non all’altezza, imposte gli da una politica invadente e spartitoria, tendente ad occupare poltrone e non a fare il bene comune.
    Ma soprattutto l’amministrazione cittadina di Ancona è una “macchina in folle” ormai da tempo, ben prima delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto il sindaco.
    E non ritengo affatto che la colpa sia dei consiglieri dissidenti che hanno solo detto “il re è nudo”.
    E non mi si venga a dire che tali consiglieri, alcuni dei quali conosco personalmente, anche se superficialmente, siano tutti degli aspiranti kamikaze o dei cacciatori di poltrone più prestigiose. E’ un offesa non tanto a loro, ma ai cittadini anconetani e alla loro perspicacia!
    Quindi cari amici, per curare la malattia, bisogna innanzitutto diagnosticarla correttamente. Sturani se ne deve andare non per i suoi guai giudiziari, ma per manifesta incapacità.
    Riprendendo una celebre battuta di Bossi in riposta a chi indicava suo figlio come “il delfino”, anche Sturani più che il “delfino” di Galeazzi, si è dimostrato una trota…
    Resta da chiedersi come tutto ciò sia potuto accadere, in una città che ha potuto vantare il sindaco più votato d’Italia e in cui il Pd alle ultime elezioni ha preso oltre il 42%.
    Io qualche spiegazione ce l’avrei… e voi?

  4. il commento di Raniero riflette l’opinione di molti, in città e nel PD. E di sicuro sarà interessante confrontarsi su cause e responsabilità, prime tra tutte quelle del Sindaco. Ma in questo momento l’interrogativo che ci dobbiamo porre non è di chi sia la colpa nè se Sturani sia un bravo sindaco. Non è il momento del giudizio sul passato ma della riflessione e della responsabilità sul futuro prossimo.
    Le domande cui rispondere sono: vogliamo il commissario per un anno? o, supposto che sia possibile, vogliamo le elezioni a giugno?
    A me pare che sarebbe insensato, nell’interesse della città, avere il commissario e ho forti dubbi che il PD, dopo una conclusione traumatica del mandato di Sturani, sarebbe in grado di ricomporre le sue divisioni e presentarsi con un candidato forte ad elezioni a breve, riconquistando un consenso che in questo momento è molto scarso. E, a prescindere dalle prospettive del PD – che pure dovrebbero starci a cuore se pensiamo che non sia un gruppo di persone che si trovano ad amministrare la città, ma sia o debba essere una risorsa per il governo e lo sviluppo di Ancona – penso che una vittoria della destra o di una eventuale lista civica non ci darebbe un governo migliore di quello che, con la buona volontà di tutti, si può mettere in piedi per gli ultimi due anni del mandato.
    Certo, se il progetto di rilancio dell’amministrazione non riesce non restano che le elezioni, ma questa non può essere la nostra priorità, ma solo la subordinata inevitabile se il progetto fallisce.
    Questa, d’altra parte, è stata la linea emersa dall’assemblea cittadina del PD. Il Consiglio comunale ultimo non ha dato una risposta chiara. C’è ancora un po’ di tempo per darla, se ciascuno coopera.

    P.S. Quanto al commento di J.B., non so che dire. Io mi riferisco alle notizie di stampa e a vari commenti che parlano della circolare del Ministero. Se J.B. può chiarire il suo commento, sarebbe utile.

  5. stefano perilli

    Per mercoledì (assemblea alla Palombella) dobbiamo capire cosa strategicamente occorre fare per Ancona e, in seconda battuta, per il Partito cittadino. Distinguo i due aspetti perché non è scontato che, sopratutto in questa fase della politica cittadina, il bene dei due soggetti coincida: la possibilità di votare a giugno -se confermata- deve spingerci ad accettare un rilancio del mandato Sturani solo se costruito su solide basi, con un vero, sincero ed ampio consenso dell’Aula, un consenso basato sui contenuti e quindi in grado di fornire alla nuova Giunta l’autorevolezza sufficiente per il cambio di rotta chiesto da tutti i Partiti della maggioranza. Se la proposta di rilancio potrà assicurare l’ottenimento di quei tre-quattro obiettivi fondamentali per la città (a partire dall’urbanistica, con l’impostazione di massima del nuovo Piano Strutturale che ad esempio affronti finalmente in maniera organica i temi dell’edilizia sociale e del recupero di qualità dell’ambiente urbano, sopratutto in periferia e nelle frazioni), nel rispetto di un processo decisionale più chiaro e comprensibile dai cittadini, allora se ne può parlare, altrimenti si continuerebbe a vivacchiare, col conseguente rischio di danneggiare la città e magari di ritrovarci per le peste fra qualche mese. Concludo sottolineando che, a quanto ricordi, il PD doveva nascere come un Partito che si lasciava alle spalle le stagioni dei “Governi-bis”, con quei cambi di maggioranza dove gli “ex-nemici” diventano amici perché altri amici si sono persi per strada… Non è un problema di immagine, ma anche di sostanza, e se vogliamo transigere in questo senso dobbiamo farlo consapevolmente.

  6. Effettivamente sulla stampa veniva richiamata una circolare del Ministero. In realtà il conteggio dei giorni realtivi alla decorrenza degli atti amministrativi è normato dal codice civile e non considera il giorno di emanazione dello stesso atto.
    Tuttavia, a prescindere dagli aspetti meramente tecnici, mi chiedo come sia possibile che prefettura, segreteria generale del comune e sindaco possano commetetre un errore così grossolano tutti e tre insieme contemporaneamente? Ma dobbiamo berci proprio tutto?

  7. “Dobbiamo berci proprio tutto?” scritto da uno che si firma J.B. è insuperabile.

  8. mariano guzzini

    Emilio, sei grande.

  9. Hai ragione. Meglio berci proprio tutto da chi si firma “Nemicus Pelato”…

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