tremonti riformista?

by Amicus Plato
tremonti e draghi
Piano piano, il disegno di Tremonti si svela: sfruttando la crisi vuole mettere sotto controllo, o perlomeno condizionare, le banche e ridimensionare la Banca d’Italia, come autorità indipendente di vigilanza. Come possa il sen. Latorre dire, come fa sulla stampa di oggi, che Tremonti è un riformista, è francamente incomprensibile e rivela lo stato confusionale che c’è a sinistra. Specie nella componente dalemania, per la quale evidentemente riformismo è sinonimo di statalismo. E questo riflesso condizionato è talmente forte che si dimentica in un attimo la battaglia fatta proprio dalla sinistra per la difesa delle autorità indipendenti dall’invadenza dei governi e dalla politica. Senza contare che lo statalismo di Temonti, non differentemente da quello proprio di tutti i regimi conservatori, ha come slogan “Dio, patria e famiglia”.
Si veda come il Ministro gestisce la questione dei Tremonti bond: sfruttando l’esigenza di ricapitalizzazione di alcune banche e il fatto che in questo momento sono tuttaltro che popolari – sia perchè la crisi ha origine dalla finanza, sia perchè le imprese lamentano restrizioni nel credito – offre loro delle “quasi azioni” a caro prezzo e in cambio le fa mettere sotto controllo dai prefetti, che dovrebbero raccogliere le lamentele da chi non riceve prestiti e monitorare gli impieghi bancari. Giustamente, la Banca d’Italia fa notare di non potere fornire ai prefetti dati su singole imprese ma solo dati aggregati e Tremonti dichiara che la vigilanza sulle banche dovrebbe passare alla Banca centrale europea. Da notare ancora che il decreto che istituisce i Tremonti bond sottopone al controllo dei prefetti tutte le banche e non solo quelle che emettono i bond. D’altra parte, chi ha elaborato il decreto si è reso conto che i controlli dei prefetti non potranno essere efficaci e infatti non ha previsto alcuna sanzione per quella banche che dovessero risultare inadempienti.
Insomma, solo un gioco di messaggi e avvertimenti: alla Banca d’Italia perchè si metta agli ordini del Governo, alle banche la carota dei bond, peraltro costosi, insieme al bastone del condizionamento da parte del Governo. In questo gioco di potere, il credito alle imprese e la crisi non contano niente.
E questo sarebbe un rifomista?

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