diario elettorale 31/3

by Amicus Plato
diario
Va dato atto a Stefania Benatti, nella conferenza stampa che è riportata oggi sulla stampa, di non essersi proposta come la campionessa della lotta agli “apparati” o all’establishment come alcuni suoi sostenitori vogliono presentarla. Sarebbe stato abbastanza curioso proprio il giorno in cui il Corriere Adriatico dice che la candidata avrebbe l’appoggio del Presidente della Giunta regionale Spacca, cioè il massimo esponente dell’establishment politico regionale.
Ha invece sostenuto che un’intera fase politica, quella delle giunte Galeazzi prima e Sturani poi, è terminata. E questo è evidente – antelitteram scrisse di esaurimento di questa fase circa un anno fa anche se confidava che la fine non fosse traumatica. Il punto è: che cosa va cambiato nel futuro? Che cosa, dal punto di vista delle alleanze politiche, dei programmi, dello stile di governo, dei rapporti tra partiti (partiti) e amministrazione, dovrà cambiare?
Su questo la Benatti è vaga: le solite cose su Ancona città europea o capoluogo che lasciano il tempo che trovano. L’unica indicazione, che ha un valore simbolico, è l’appello a Duca perchè, nel caso che Benatti vinca le primarie, ritiri la sua candidatura. E che forse maschera un accordo già intervenuto per il suo eventuale ritiro. Ma gli accordi si basano su programmi, non sulla necessità di vincere come che sia o di “non consegnare la città a Bugaro”. Si vince, e si governa, se i programmi sono chiari, colgono i problemi della città, dànno risposte di stampo riformista e il partito è unito nel sostenere programmi e squadra di governo.
Pensa davvero la Benatti dopo avere letto le diverse dichiarazioni di Duca di questi giorni, che un’ alleanza sia possibile senza essere confusa politicamente e contraddittoria sul piano programmatico? Al punto da essere debole di fronte agli elettori e, di sicuro, domani in caso di governo?
Pensavamo che il tempo delle unioni sacre a prescindere dal merito dei problemi e dalle loro soluzioni fosse finito. C’è bisogno di un chiarimento.
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Avevamo dato atto al Corriere del modo neutro in cui seguiva la campagna anconetana sulle primarie. Ma forse le cose sono destinate a cambiare, ora che, a detta dello stesso giornale, Spacca ha deciso per la Benatti. La cosa divertente è che si sostiene che l’appoggio di Spacca sarebbe venuto perchè troppi esponenti dell “apparato” appoggiano Gramillano.
Ora volentieri diamo atto al Corriere del suo umorismo: presentare perfino Spacca come campione della lotta agli apparati è come dire che Obama è abbronzato.
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E pensare che all’interno de La sinistra, l’associazione che comprende i vendoliani, la Sinistra democratica e alcuni circoli, e che ha candidato Duca a Sindaco, lo stesso Duca, insieme a Maderloni, passa per un moderato: uno, cioè che l’accordo con il PD lo vuole. A certe condizioni, beninteso. Perchè altri, come Mentrasti, e Antomarini, vogliono che si vada da soli al primo turno e contestano alla radice la politica urbanistica seguita dal Comune. Per quanto riguarda RC e PDCI, non vedono affatto di buon occhio la candidatura di Duca e sono pronti a convergere – anche loro a certe condizioni, ma meno esigenti di quelle poste da La sinistra – sul candidato del PD, chiunque egli sia. In ogni caso, sembra scontato il ritorno di Duca in Consiglio comunale, se non eventualmente in giunta.

2 thoughts on “diario elettorale 31/3

  1. Dunque, ricapitoliamo:
    1) erano sufficienti 350 firme. Ma siccome le primarie non sono primarie ma sfoggio di muscoli, nessuno si è sognato di introdurre la regola: “almeno 350 e non di più”. La partenza dei candidati sarebbe stata equa. Infatti, tutti ne presentano di più. Come dire: “Te la do io, l’America…!”
    2) fatta la necessaria botta di conti, comincia il consueto gioco, più giocato dello Scarabeo, del “Facciamo l’accordo” in uso fin dagli albori di PCI e DC;
    3) l’accordo con chi? Si comincia col nuovo-che-avanza-ma-portato-dal-vecchio-D’Alema-che-guida-la-danza (non si sa mai). Scatta il colpo di fulmine altrimenti detto “affinità elettive” e pace in terra agli uomini di buona volontà;
    4) poi, naturalmente, ci sono gli esperti di commi e codicilli. Quelli che possiedono la innata capacità di far dire alle righe, alle virgole e ai punti e virgola (“Ma sì… esageriamo”) ciò che al momento è più conveniente che dicano (sono i punti e virgola che hanno detto no alle primarie in molti comuni). “Fare l’accordo” con questi tizi è imprescindibile, sembrerebbe. Dopo, naturalmente, essersi mondati la faccia degli sputi volati fino al giorno prima. All’accordo ci si va puliti e pettinati. Siamo persone civili, cribbio!
    4) il governatore, naturalmente, una parolina la deve dire: non si può pretendere di essere salvati nei rimpasti-inciuci e poi manco un bacetto. E vai, magari soffiato dalla punta delle dita, ma il bacetto arriva. E poi, l’anno prossimo ci sarà la corsa per una succulenta postazione in consiglio regionale. Perché non approfittare dell’occasione per mandare messaggi criptati alle truppe?
    5) dei programmi ovviamente non se ne parla, salvo quelli faraonici che tutti sanno essere fuffa. L’unico ingenuo che pensa che per presentarsi alle primarie un programma ci vuole (Benaducci) rimane lì come un pirla con la sua paginetta in mano. Perché di programmi non se ne parla? Perché questa è una conta, non sono le primarie. Hillary e Obama? Lasciamo perdere. E allora, vattelappesca chi potrà tornare utile se mai si vincesse. Commercianti, costruttori, professionisti, portuali… Perché rischiare di inimicarsi anzi tempo una categoria? Meglio aspettare lunedì per poter fare una botta di conti. Anche perché c’è Duca che aspetta dietro l’angolo. Mica il Grande Puffo!

    Conclusione? Quello che ne viene fuori è il solito partitucolo che si gioca la faccia a briscola e tresette. Ma chissenefrega. Tanto, il Popolo delle Libertà sta perdendo consensi a rotta di collo e il PD si può permettere di volare basso. Anzi, terra terra.

  2. “Per quanto riguarda RC e PDCI … sono pronti a convergere – anche loro a certe condizioni, ma meno esigenti di quelle poste da La sinistra – sul candidato del PD, chiunque egli sia.” Forse tali considerazioni sono al momento valide per il PDCI, dubito lo siano per RC, special modo sul candidato. In merito alla supposta maggiore esigenza de “La Sinistra”, senza andare a specificare di quali condizioni si parli, rimane una affermazione non riscontrabile.

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