brainstorming

by Amicus Plato
brainstorming
Chiacchierata informale ieri sera da Antelitteram sulle primarie e dopo. Niente relazioni nè conclusioni, ma neanche anarchia. Butto lì temi e interrogativi e la discussione si sviluppa. Al termine, ciascuno trarrà i suoi frutti dallo scambio di opinioni. Per cui, questa breve sintesi impegna solo me stesso.
Tutti, a prescindere dal candidato votato, sono per il sostegno e la cooperazione con il candidato vincente. Si auspica che scelga i suoi collaboratori senza guardare ad appartenenze, non per motivi di equilibrio politico, ma per dotarsi delle migliori competenze e collaborazioni disponibili: per la comunicazione politica, l’innovazione programmatica, la penetrazione in ambienti che non lo conoscono.
Una parte della stampa gli è ostile, insieme a Galeazzi e Bugaro vuole schiacciarlo sulla giunta precedente e presentarlo come prigioniero degli apparati. Il tema della continuità e del rinnovamento: come affrontarlo? Non si tratta di prendere le distanze dal passato recente, quanto di marcare la propria personalità, sul piano del programma e dello stile di governo. Quello che è mancato a Sturani, sostengono alcuni, non è stata nè la conoscenza dei problemi nè l’impegno e il pragmatismo per risolverli, quanto una visione di insieme e il ricorso alle migliori risorse cittadine per risolverli e governare. Su questo Gramillano si deve caratterizzare. Come pure su rapporti trasparenti con ambienti economici e professionali: ad Ancona non ci sono comitati d’affari dentro il Comune, ma col tempo si sono formate amicizie e contiguità che, quando cambiano sindaco e amministrazione, vanno azzerati.
Gli avversari: e’ opinione largamente prevalente che il primo avversario sia Bugaro e non Galeazzi. Certo, se Galeazzi arrivasse al secondo turno, potrebbe essere pericoloso, ma nessuno lo accredita di più del 10-15% dei voti. Bugaro non è popolare, quello che è da valutare è l’impatto della situazione politica nazionale e delle elezioni europee contemporanee. Non è detto che Berlusconi venga ad Ancona: di solito, mette la sua faccia solo se c’è speranza di vittoria. Peraltro, non è il caso di lasciare che Galeazzi attacchi impunemente (come ha fatto ieri sulla stampa) sia il PD che Gramillano. Agli attacchi si deve rispondere colpo su colpo e gli argomenti non mancano: davvero difficile per l’ex sindaco presentarsi come il simbolo del rinnovamento nell’impossibile sogno di rivivere una seconda giovinezza politica, ma con molti anni e acciacchi politici in più. Lo stesso si potrebbe dire per Duca: la presenza contemporanea di entrambi nell’arena compone un dejà vù che danneggia tutti e due. Viene lanciata un’idea: qualcuno potrebbe promuovere una “lista Gramillano” alleata a quella del PD, che segnalerebbe il rapporto forte del candidato con la “società civile”.
Le primarie: la partecipazione è stata buona, in linea con quella di altre consultazioni in altre città. E’ stato minore del previsto il “voto di opinione”, ha commentato Benatti e probabilmente non ha torto. Anche se non sono mancati quelli che sono andati a votare – e di sicuro Gramillano ne ha avuto molti nell’ambiente scolastico –
senza alcuna sollecitazione, è stato prevalente la mobilitazione. Questo segnala il vuoto da riempire, quell’elettorato di sinistra tentato dall’astensionismo, sia per il momento difficile che attraversa il PD sul piano nazionale, sia per la conclusione del mandato di Sturani.
Le alleanze: fermo restando che il discrimine è il programma, l’alleanza con la sinistra radicale è sconsigliabile. Da un lato c’è Duca, che è già partito con una campagna di carattere “giudiziario” e inquisitorio difficile da digerire, dall’altra ci sono RC e il PDCI che ad Ancona prendono percentuali minime, ma che in compenso chiederebbero sicuramente concessioni sul programma e presenze nella giunta. In altre parole, l’alleanza con la sinistra radicale porta pochi voti e molti condizionamenti.

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