blocchi di partenza

by Amicus Plato
partenza
Previsioni sul voto anconetano sono premature. Si può però fissare qualche paletto, cercando di capire come si trovano i contendenti ai blocchi di partenza. Il punto di riferimento è il voto nelle elezioni politiche dello scorso anno. La coalizione PDL-Lega prese il 31,9, mentre quella PD-IDV il 51. Le liste di estrema sinistra presero circa il 5% e quelle di estrema destra il 3,5. L’UDC ottenne il 5%. Quasi venti punti di distanza, in condizioni normali un vantaggio incolmabile. Ma diversi fattori modificheranno questo dato iniziale.
Gramillano avrà a suo favore la forbice tra voto amministrativo e voto politico che tradizionalmente favorisce il PD; avrà invece a suo sfavore la caduta di consensi per il PD, misurata dai sondaggi in circa 7 – 8 punti e solo in parte recuperata dall’IDV. Una caduta di consensi che, peraltro, non si tramuta in un trasferimento di voti verso la destra, ma soprattutto in un aumento dell’astensione. Inoltre, tra i dati negativi sono i riflessi, difficili da quantificare, della caduta della Giunta Sturani e la concorrenza, a destra e a sinistra, della lista Galeazzi-Piangerelli e di Duca.
Bugaro per parte sua ha a suo vantaggio il momento favorevole del suo schieramento quanto a sondaggi, ma, specularmente a Gramillano, la forbice negativa tra voto amministrativo e voto politico, destinata a non essere compensata dal traino del voto europeo. Ancora in senso negativo, la concorrenza di Galeazzi-Piangerelli, specie in una parte di elettori di AN, che non gradiscono la sua candidatura.
Considerando questi elementi, si può dire che il vantaggio di partenza è in questo momento almeno dimezzato. Il resto lo farà la capacità dei candidati.
E’ probabile che ci saranno molti voti disgiunti: un voto alla lista e uno ad un candidato non appoggiato da quella lista. Sul voto dsgiunto punta sopratutto Galeazzi-Piangerelli per avere qualche speranza di arrivare al ballottaggio, mentre quello a Duca sarà inutile. Comunque, la presenza di Duca toglierà voti a RC, all’IDV, in parte al PD; danneggerà anche Galeazzi-Piangerelli, indirizzando i riflettori sulle questioni giudiziarie che Gramillano non toccherà e che neanche Bugaro ha interesse a sfruttare.
Inoltre, la contemporanea presenza di Galeazzi da una parte e Duca dall’altra propone l’immagine di vecchi contrasti e attuali risentimenti, che male si concilia con la pretesa dei due candidati di essere protagonisti di un rinnovamento politico e amministrativo.
La verità è che l’unico uomo nuovo che è stato negli anni passati in posizione distaccata dalla politica politicante è proprio Gramillano. Si vedrà se avrà la capacità di fare valere questo connotato, contro una campagna che vuole dipingerlo come simbolo di continuità o espressione dei cosiddetti apparati. E se il suo partito lo aiuterà in questo senso.

4 thoughts on “blocchi di partenza

  1. mariano guzzini

    Il suo partito lo aiuterà? Si vede che è un pochino che non lo frequenti.

    Il suo partito è nelle condizioni di quei big dell’urss già sinistrati dall’anagrafe che annullavano ogni impegno facendo circolare comunicati su lievi indisposizioni. Il suo partito, lievemente indisposto, non è in grado di aiutare nessuno.

    Gramillano, fortunatamente per Ancona, si sta aiutando da se, come un Forrest Gump della politica locale. Io speriamo che lui se la cavi.

    Siamo già nel futuro assoluto.

    E’ bello partecipare alla campagna elettorale nello staff etnico e multiculturale di Gramillano perchè non esiste più nessun punto di riferimento nè nella memoria, nè nella scienza della politica nè nella sociologia nè nella ragioneria, nè nella storia… siamo alla destrutturazione dell’arte della guerra (e della politica) giocata allegramente alla roulette.
    E’ come una botta di mosca cieca. Magari va bene .

    Io speriamo che mi diverto (defender la alegria!). Ancona speriamo che se la cavi.

  2. Seguo da tempo e con attenzione questo blog e non credo di esser l’unico anconetano senza tessera in tasca (di questo o quel partito) che lo fa.
    Oggi ho deciso di scrivere un commento a quest’ultimo articolo perchè credo che il mio punto di vista sia condiviso da tanti elettori.

    1) Prendere a riferimento il risultato delle politiche 2008 è a mio parere profondamente sbagliato, infatti il peso politico di alcuni partiti della sinistra extraparlamentare è sicuramente sottostimato; credete davvero di poter annoverare il voto utile dato da tanti anconetani al PD in quel frangente come dato assodato?

    2) Credete che il PD locale sia stato capace di consolidare in questi mesi quei voti? io non credo proprio, anzi; non si potrà contare solo sulla paura di aver Bugaro sindaco per convincere la gente a rinnovare la sua fiducia ad una coalzione come quella che rischia di uscire dal tavolo del Centrosinistra dorico (PD-IdV-quel che resta dei Verdi e dei Repubblicani europei), una coalizione che se si dovesse allargare alla sola UDC avrebbe serie difficoltà a conquistare voti di sinistra, in una città dove invece l’orientamento politico di una consistente fascia di popolazione è ancorato a ben altri valori che quelli rappresentati dal partito di Casini.
    3) Duca è persona stimata da molti nostri concittadini; l’appello che in tanti stiamo cercando di far arrivare ai vertici dei partiti del CS è per una coalizione coesa sul programma, che includa le varie anime del CS sin dal primo turno. I rappresentanti de La Sinistra dovrebbero intuire che in ogni caso prenderebbero più voti alleandosi al primo turno col PD piuttosto che andando da soli; i rappresentanti del PD non dovrebbero aver paura di ciò, se alla base di tutto ci sono il gioco di squadra, una dialettica trasparente di coalizione e la volontà di recuperare voti proprio tra l’elettorato più propenso all’astensione.
    3)Il dubbio che ancora una volta i mal di pancia della base non verrano curati, ma verranno accentuati dalle scelte dei partiti rimane; il sentore che una consistente fetta di giovani sotto i 40 anni per diversi motivi non andrà a votare col sorriso sulle labbra pure.

    Il mio appello all’unità potrebbe sembare banale, eppure le persone che conosco e con cui da anni parlo quotidianamente di politica ritengono che sia questa la priorità, la chiave della vittoria.
    Una unità vera fatta sul programma, sulla qualità delle persone candidate , sulla volonta di cambiare anche il modo con cui si fa politica. Gramillano è probabilmente la persona giusta, ma va messo nelle condizioni di lavorare serenamente.

  3. raffaele, grazie per l’attenzione al blog.
    I dati del 2008 sono solo punti di partenza, da cui aggiungere o sottrarre in base a diversi elementi che, senza azzardare cifre, cito nel post. In primissima approssimazione, dico che il distacco tra PD e PDL si è almeno dimezzato. Quindi come vedi quello che scrivo non è in contraddizioni con le tue avvertenze.
    Quanto all’unità, la mia opinione è che è giusto perseguirla, ma non a costo di produrre programmi confusi o incoerenti, che metterebbero il futuro Sindaco e la sua giunta nell’ impossibilità di governare.

  4. Grazie per le delucidazioni, la mia era più una esternazione di punti di vista credo molto diffusi in città, che una critica all’articolo. Concordo pienamente sul discorso fatto in merito alle alleanze.

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