veltroni e franceschini

by Amicus Plato
veltroni
Nell’intervista rilasciata oggi dalla sen. Magistrelli al Messaggero c’è un’affermazione che merita di essere commentata:
“con la nuova segreteria Franceschini stiamo passando da un riformismo subalterno alla destra vissuto come moderatismo, alla ripresa di istanze solidariste, storicamente care alla sinistra laica e cattolica”.
Affermazione, a mio parere infondata e fuorviante, per molti motivi. Innanzitutto, perchè Franceschini non si è mai caratterizzato in questo modo rispetto a Veltroni, che peraltro l’ha proposto come suo successore; nè la storia personale e le posizioni espresse in passato dai due possono in alcun modo essere presentate come un’alternativa tra moderatismo e progressismo, subalternità o autonomia dalla destra, solidarismo e…che cosa, individualismo?
In secondo luogo, perchè le iniziative prese in questo inizio di mandato dal nuovo segretario, confrontate con quelle di Veltroni, non confermano questa interpretazione: si tratti delle posizioni sulla bioetica, o sul CDA della RAI, che Franceschini ha concordato con la maggioranza, o sul federalismo fiscale, rispetto al quale ha confermato il voto di astensione proposto a suo tempo da Veltroni. Addirittura, in questi giorni, le giuste inziative sul terremoto in Abruzzo vengono interpretate da molta stampa come un’apertura di credito a Berlusconi in nome della solidarietà nazionale.
Ma l’aspetto meno convincente è un altro: si propone infatti un’immagine del dibattito interno al PD secondo cui le differenze starebbero sul tema dell’autonomia dalla destra o sulla fermezza nei confronti del Governo, o addirittura sulla sensibilità alle questioni sociali. Questi sono sicuramente temi importanti e non certo nuovi, su cui però le diversità non si possono identificare con quelle tra Franceschìni e Veltroni. Peggio ancora, si propone un’idea di riformismo, inteso riduttivamente come solidarismo, che rischia di prefigurare un partito “a vocazione minoritaria”.
E si trascura un punto importante del dibattito nel PD, che sta appunto nella concezione di partito a vocazione maggioritaria, nella sua forma organizzativa e nelle conseguenze in termini di alleanze e riforme istituzionali (vedi il referendum).
Probabilmente, le opinioni di Marina Magistrelli tendono a giustificare il mutamento di posizione dei seguaci di Rosy Bindi, dall’opposizione a Veltroni all’appoggio a Franceschini. Un mutamento che dovrebbe trovare argomenti più validi.

2 thoughts on “veltroni e franceschini

  1. mariano guzzini

    Sta di fatto che Veltroni è un ampliamento del Veltro, animale nobile, nella Commedia di Dante è destinato a salvare l’umanità dalla Lupa (ops…!) simbolo di cattiva gestione delle ricchezze;
    Franceschini al contrario è un diminutivo. Il termine di partenza è “francescone”, moneta toscana che interessò a suo tempo anche Giacomo Leopardi che avrebbe ricevuto francesconi sonanti se avesse diretto una rivista della quale è rimasto solo il contratto e l’eco in una lettera alla sorella Paolina.
    Franceschini è quindi diminutivo di francesconi. E’ una manciata di spiccioli. Veltroni un branco di animali sacri. Quanto può essere fuoriviante la crusca …

    Nell’Anconitano l’assunzione al cielo della Magistrelli nelle sfere dei beati alleati del Franceschini pare frutti buoni francesconi utilizzabili per le spese elettorali e per rinsaldare il ruolo egemone nella città delle ragazze prodiane. La questione non appare di un interesse sconvolgente. Forse appassiona la ragazza Merloni. Forse neppure lei.
    Defendemos la alegria.

  2. …no. La questione non appare di interesse sconvolgente, visto come poi vanno le cose (sempre e senza eccezioni). Defendemos la alegria.

    P.S. A proposito, che fine ha fatto Carboni? Vai con la crusca. Maria’…

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