aridatece galeazzi!

by Peggy
palloncini
Sala quasi piena alla Fiera di Ancona per la convention di Galeazzi. Non tutti sostenitori, anche molti curiosi. Scenografia e regia ormai classiche di queste manifestazioni. Una volta si poteva dire: “sempre meglio di quelle riunioni di partito in cui ci si annoia terribilmente nella attesa, quasi sempre vana, di un intervento interessante”; tipo quella che, mi dicono, il PD ha tenuto anche giovedì sera; ora ormai, anche il format convention mostra la corda: musica, grande schermo, sfilata di interventi preordinati – l’operaio, l’artigiano, lo studente – che recitano il compitino per mostrare l’adesione di tutti i comparti della società. Poi l’atteso intervento del candidato: un po’ emozionato, privo di accenti polemici verso gli avversari, abbastanza vuoto di contenuti: “più efficienza, più servizi” e poco altro.
Sul palco, insiema a lui, Luccarini, Stecconi e, a mitigare l’immagine di ex, la giovane imprenditrice Viezzoli. Ma gli ex sono davvero tanti. Una sciagura per chi si propone come rinnovamento: gli ex dissidenti che dovranno trovare una nuova identità ora che non dovranno segare la sedia di nessuno; e poi Pesaresi, Bellini, Muti, ex consiglieri ed ex assessori, inconsolabili oper avere perso un ruolo pubblico, alla ricerca di una nuova gioventù. Giovani di ieri. Quasi una rimpatriata di 15 anni fa. Galeazzi li rappresenta bene. E ci sarebbe stato bene anche Duca, per ricordare insieme vecchie gloriose battaglie in campi avversi.
Non ci sono le categorie, le associazioni; c’è qualche professionista in carriera. Significativa la quasi totale assenza di medici, per i quali si poteva presumere che Galeazzi fosse un punto di riferimento. In compenso c’è Alberto Rossi, area CCS: non oso pensare a cosa avrebbe scritto Il Messaggero se si fosse presentato all’inaugurazione della sede elettorale di Gramillano!
All’uscita, moderati apprezzamenti per la confezione, perplessità sui contenuti (quali?). L’impressione è che, affissi i manifesti e fatta la campagna acquisti, Galeazzi abbia sparato quasi tutte le cartucce. Ma se la campagna di Gramillano continua a non decollare…

7 thoughts on “aridatece galeazzi!

  1. Forse Peggy era troppo impegnata/o al buffet quando è uscita. E si ricorda solo i contenuti delle ottime tartine. Capita, quando – a prescindere – non si vuol vedere o ascoltare con attenzione. Il PD, del resto, allena.

    Ieri, per esempio, ho partecipato a Senigallia a una inziativa di Rifondazione Comunista sugli interventi per fronteggiare la crisi. E’ arrivato Badiali, previsto da mesi come me tra gli oratori. Ha detto che se ne doveva andare (inviato speciale a Montemarciano, dove Bernardo Becci ha sparigliato le carte, pure lui…Ops!). Ha chiesto di anticipare il suo intervento. Ha recitato a memoria quello che Spacca recita molto meglio di lui e che si può trovare sul sito della Regione, e se n’è andato. L’ascolto delle categorie, assessori provinciali e comunali, elettori e popolo? Chissenefrega. Gli “inteventi anticrisi” servono per mandare Ucchielli in Europa, che c’entrano l’ascolto e la partecipazione?

  2. Sono stato assessore nel secolo scorso con Galeazzi e in questo con Sturani.
    Leggendo le cronache della stampa locale sull’evento di apertura della campagna elettorale di Renato Galeazzi ho notato i nomi e le facce di tanti conoscenti visti così spesso fare anticamera in comune davanti allo studio del sindaco, sia nell’era Galeazzi che nell’era Sturani.

  3. mariano guzzini

    Magari è più allegro metterla così. E figuriamoci se uno come me che agita lo slogan di Zapatero “defender la alegria” non si allinea ossitosto.
    Però… Vogliamo parlare dell’esplosione del partito democratico? Vogliamo farci una ragione politicamente comprensibile dei pezzi di PD che oggi stanno con REnato Galeazzi dopo aver segato la sedia di Fabio Sturani, ma anche dopo essere stati candidati alla segreteria regionale con la lista Bindi, dopo essere stati comandanti in capo di Conerobus o del parco del Cardeto con innegabili competenze, e poi assessori Ds e assessori margheriti, e poi pezzi di società civile tipo Mariangela Paradisi, senza escludere dal ragionamento lo stesso Renato Galeazzi che sarebbe difficile mettere da parte con la semplice etichetta di vecchio, come se Gramillano fosse uscito ora dal suo ufficio di preside, e non avesse fatto il presidente di Circoscrizione per due mandati ed altro ancora?
    Ci troviamo di fronte ad uno scenario opposto a quello delle leggendarie primarie del 14 ottobre, vinte a mani basse da Veltroni. All’epoca tutti arrivavano dai monti e dal piano per costruire il nuovo partito democratico.
    Oggi i repubblicani danno vita ad una loro lista, e discutono al loro interno se appoggiare Gramillano oppure Galeazzi. L’Udc da vita ad una sua lista, e non trova motivazioni valide per appoggiare Gramillano. I socialisti nicchiano. Pezzi importanti dei veltroniani e dei bindiani sono usciti e invitano a votare Galeazzi.
    Sono tutti vecchi bavosi nostalgici di antiche glorie e quindi portati a tagliare la strada al nuovo che avanza?
    Oppure sono accaduti fatti che troppi nel PD hanno nascosto sotto il tappeto, che hanno portato al disincanto e alla depressione e infine alla crisi più che evidente del progetto politico del partito democratico?
    Io credo che le cose siano andate così. E trovo molto stupida l’idea che sia possibile intanto vincere le elezioni, e dopo riflettere sull’accaduto e sulle responsabilità dell’accaduto.
    Non sono andato alla kermesse di Renato Galeazzi, neppure da curioso. Ma mi rifiuto di essere così settario e così politicamente superficiale da pensare che sabato alla Fiera di Ancona ci fosse il raduno dei nemici del progresso e della democrazia. E non riesco a metterla sul mondano,
    cara Peggy. Io ero alla Palombella, venerdi sera. Sono intervenuto furibondo, e quindi ho prodotto un pessimo effetto ed è stato facilissimo accantonare le questioni che ho posto. E sono rimasto fino alla fine. A sala di molto svuotata.
    Tra quella sala svuotata e la convenzione alla Fiera di Ancona passa un filo rosso incandescente da capire molto meglio e – se ancora fosse possibile – perfino da tessere.
    Non si cambia niente in Ancona se si finge di non vedere che non si sta vivendo solo una strana e confusa competizione elettorale, ma che nel centro sinistra si sta consumando una tragedia cittadina uguale o peggiore del terremoto e della frana, mutatis mutandis.
    Se la Politica si chiama fuori in momenti come questo si lascia spazio al disincanto totale e all’astensionismo, e quindi all’antipolitica e alla destra peggiore. E a quel punto non rimarrà nessuna allegria da difendere.

  4. mariano, questo è solo un blog, dove c’è spazio per la commedia e per la tragedia. E tu sei maestro nel suonare ora questo ora quello strumento.
    E c’è anche da fare un po’ di campagna elettorale, o perlomeno equilibrare la faziosità di organi di stampa, come il Messaggero, che suonano il piffero per Galeazzi tutti i giorni.
    A parte il blog, che la situazione meriterebbe una discussione approfondita mi pare chiaro. E’ il momento di farla nel PD? Ne dubito.

  5. “Mariano santo!” Forse no, Forse non gliene frega di diventare santo.

    “Mariano al posto di tutti gli altri”. Uomini e donne. Tanto, fa per venti…

  6. Emilio, anch’io stamattina ho fatto anticamera dalla dentista. Che dici, è inciucio pure quello?

  7. mariano guzzini

    Caro A.L. tu sai quanto me che non è mai il momento. Tuttavia tutto scoppia. Certo, possiamo allegramente farcene una ragione. Ma …

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