chi vota duca aiuta galeazzi

by Amicus Plato
swanson
Duca e Galeazzi, come dire cane e gatto. Anche se facevano parte dello stesso partito, si sono sempre combattuti. E ora che se ne sono andati entrambi continuano, E domani forse in Consiglio comunale, ancora. Eppure, il 6 e 7 giugno, chi vota Duca aiuta Galeazzi. So che questa affermazione non piacerà ai sostenitori di Duca, ma la matematica (politica) non è un’opinione. Duca non ha alcuna possibilità di arrivare al ballottaggio, per cui il voto a lui, almeno da questo punto di vista, è un voto perso. Galeazzi, invece, spera di arrivare al ballottaggio contro Bugaro e quindi il suo obiettivo è di indebolire Gramillano. Quanti più voti Gramillano perderà verso Duca, tante più probabilità avrà Galeazzi di arrivare al ballottaggio al posto di Gramillano. Chi pensa di votare Duca, magari dando un voto disgiunto (ad un candidato di una delle liste che sostengono Gramillano per il Consiglio comunale e a Duca come Sindaco) sappia che favorirà Galeazzi. Non solo: comprometterà anche le possibilità del candidato al Consiglio a cui darà la preferenza, perchè, per la logica del premio di maggioranza, se Gramillano non dovesse vincere, anche la rappresentanza in Consiglio delle liste che lo sostengono sarà dimezzata.
Tutto questo era chiaro sia a Duca che ai promotori della sua candidatura, Edoardo Mentrasti in testa. Perchè hanno proceduto comunque? Probabilmente Duca, come Galeazzi (e come Gloria Swanson in “Viale del tramonto”), non ha resistito alla tentazione di tornare alla ribalta. Mentrasti invece accarezza da molti anni il piccolo sogno di rifondare ed egemonizzare la sinistra radicale anconetana. Un sogno che per lui è più importante che dare alla città un governo di centrosinistra. Seguendo questa linea, per lui e chi lo segue la candidatura di Duca serve appunto a sfruttare la notorietà dell’ex deputato per fare il pieno (si fa per dire) dei voti della sinistra radicale mettendo ai margini gli altri partiti e associazioni. Che poi al governo della città ci sia l’uno a l’altro degli altri contendenti, in questa ottica è secondario. Anzi, secondo l’antica logica del tanto peggio tanto meglio, una sconfitta del centrosinistra, con le conseguenti confusione e radicalizzazione delle posizioni, può essere perfino un passo verso la realizzazione del sogno.
Chi vuole sostenere questa linea è giusto che voti Duca, ma chi più pragmaticamente vuole un governo di centrosinistra alla guida della città, farebbe un errore.

12 thoughts on “chi vota duca aiuta galeazzi

  1. E’ scattato l’allarme? Attenti al lupo.
    Attenti a Duca, la sinistra aiuta Galeazzi?
    “Chi vota Duca aiuta Galeazzi” scrivete e chi vota Galeazzi aiuta Duca?non è dato saperlo.Ci si riprova con il voto utile?
    Perché avete già deciso che Duca non andrà al ballottaggio. E’ una previsione? O una vostra speranza?
    “Quanti più voti Gramillano perderà verso Duca, tante più probabilità avrà Galeazzi di arrivare al ballottaggio” pontificate o “sperate?”.
    Siete più ossessionati da Duca che da Galeazzi e così cercate di nascondere la debolezza del PD.
    In fin dei conti se Galeazzi dovesse andare al ballottaggio per voi va bene ugualmente.
    I Democratici di Sinistra sono stati sfasciati con l’illusione di creare un partito nuovo ma ora vi siete accorti che avete solo sfasciato e non avete creato proprio nulla. Purtroppo.
    Quando dite che Duca e Galeazzi vengono dallo stesso partite non è esatto, Duca non ha mai aderito al PD, mentre Galeazzi ne è stato fondatore e poi se ne è scappato provocando una scissione silenziosa e non sapete neanche quanto consistente.
    Personalizzate tutto e interpretate anche il sogno di Edoardo Mentrasti che vuole unire la sinistra anconetana. Per fortuna quel sogno non è solo di Edoardo e anche se conta poco potete dire che anche Claudio Maderloni ha lo stesso sogno. Qualche volta i sogni si avverano e qualche volta diventano incubi.
    Lasciamo gli incubi agli altri e noi continuiamo a sognare una città che guardi a sinistra, alla sconfitta delle destre e con un ottimo candidato come Eugenio Duca, una buona lista di donne e uomini seri, onesti e capaci, ma soprattutto un gran programma politico per risollevare Ancona senza che “voli” giù dal passetto, possiamo farcela.

  2. pura aritmetica, Claudio, niente di personale. La legge elettorale è fatta apposta per consentire agli elettori di scegliere il sindaco e per questo ha previsto il ballottaggio.
    Chiedersi chi arriverà al ballottaggio è più che normale.
    6 anni fa, come ricorderai, questo ragionamento non fu fatto dalla sinistra francese e come conseguenza, si ebbe un ballottaggio tra Chirac e …Le Pen. E la sinistra francese fu costretta a votare per Chirac. E non mi dare del voi. Di quello che scrivo rispondo solo io.

  3. paolo pascucci

    La politica non è la matematica. La politica si nutre di opinioni, di emozioni anche. Se nella matematica uno più uno fa due, in politica il risultato può essere uno e mezzo, o tre. Traducendo: l’unico voto utile è quello che aderisce alla percezione di chi lo esprime. Non è utile votare il candidato o la lista chè altrimenti chissà cosa succede…..E’ utile votare il candidato e la lista che più parlano a noi, di noi. Di più: il voto a Duca e alla lista “Sinistra per Ancona” è un voto che dà un’alternativa alla tentazione dilagante di un’astensionismo diffuso tra il popolo del centro-sinistra. Il voto a Duca,quindi, non aiuta Galeazzi, ma la sinistra tutta. E’ un voto che allude non al tanto peggio tanto meglio, ma alla possibilità di un nuovo racconto che possa aiutare la nostra comunità dispersa e disorientata a rinnovarsi nel ruolo di classe dirigente per esercitare un’efficace capacità di direzione politica e amministrativa della città. E’ di questo di cui c’è bisogno, o no? Tra le tante metafore possibili, ne vorrei parafrasare una: camminare divisi, magari con scarpe anche spaiate, per arrivare insieme, sbarrando la strada alla vecchia destra di Bugaro e Ciccioli e a quella nuova di Galeazzi. E infine vorrei chiedere: che male c’è ad avere un sogno, soprattutto se parla della ricostruzione di una grande sinistra di popolo, unita e unitaria?

  4. il voi è perchè penso che rappresenti un’area di pensiero importante, comunque chiedersi chi arriverà al ballottaggio è naturale in politica, decidere prima del risultato solo per dire che sono voti sprecati mi ricorda Veltroni con il voto uitle con l’unico risultato che Berluscono governa. ciao

  5. barone barolo

    A poco più di un anno di distanza dalle politiche, il voto utile torna a essere oggetto di discussione nella campagna elettorale del centrosinistra.

    E’ brutto da chiedersi, il voto utile: eppure è estremamente sensato, specialmente in un sistema politico come il nostro, troppo spesso segnato dal voto inutile — quello di chi, scontento del proprio partito, decide di punirlo per ripicca.

    Nel 2008 il PD si è giovato del voto utile, peraltro richiedendolo senza troppa enfasi (contrariamente a quanto affermato dalla sinistra). Oggi il meccanismo dovrebbe ripetersi, ma non si ripeterà. La ragione si chiama “mancanza di credibilità”, non dei candidati, ma del PD, a livello strutturale.

    Non c’è dubbio che fino alle elezioni politiche, la credibilità del PD fosse ai massimi: e qui lasciatemi elogiare il lavoro del primo Veltroni, che era riuscito a parlare a tutti i progressisti, proponendo una piattaforma programmatica moderna, liberal. Quel patrimonio si è frantumato in un mese o poco più, sotto i colpi degli screzi con Di Pietro, della cinica e aggressiva campagna di marketing del nuovo governo, ma soprattutto delle fronde interne al PD.

    Il PD è ormai litigioso quanto lo era l’Unione, e noi elettori non riuscivamo a spiegarci il perché. Con l’avvicinarsi delle elezioni amministrative, credo di averne finalmente intuito la ragione: stiamo assistendo in tutta Italia a un proliferare di liste civiche, spesso attorno a dissidenti del Partito Democratico. Come sappiamo bene, molti sono dissidenti anomali, amministratori che credevamo autentici riformisti e quindi fautori della costituzione del PD.

    Ci si è affrettati a derubricare il tutto a una questione di poltrone, cosa che da elettore non impegnato in politica non posso confermare né smentire, ma ritengo molto probabile. D’altra parte un’analisi che si fermi a questo è un’analisi zoppa: come minimo, non spiega la portata nazionale del fenomeno. In secondo luogo questi dissidenti, alcuni dei quali molto stimati, rischiano la damnatio memoriae, il che in un mondo di relazioni come quello politico dovrebbe contare qualcosa.

    Si vede allora che si tratta di un rischio calcolato. Galeazzi e gli altri ex, che conoscono bene ciò che succede dentro il PD, stanno investendo in un possibile disfacimento del partito. Nessuno dubita infatti che dopo il 6-7 giugno, la salute del PD sia destinata a peggiorare ancora.

    Di questa cattiva salute, tuttavia, non sono responsabili solamente i dissidenti, ma la gran parte della classe politica del PD, che in pochi mesi ha distrutto un patrimonio di credibilità senza eguali tra i partiti italiani.

    Queste considerazioni mi hanno condotto, nonostante mi consideri un autentico democratico, nonostante sia un fautore del “voto utile”, alla dolorosa decisione di non votare PD alle europee, ma un altra lista riformatrice. Per quanto riguarda le comunali, ho la fortuna (se così si può dire) di non essere più residente ad Ancona. A Bologna la scelta è quasi obbligata: sosterrò Delbono. Ma ad Ancona, probabilmente mi sarei astenuto, perché votare avrebbe significato prendere, in merito alla gestione del partito, una posizione che non mi sento di prendere.

    Non so se molti altri democratici condividono le mie opinioni, ma sono pressoché certo che la perdita di credibilità del PD sia ormai impossibile da invertire e determinerà non un voto utile ma, al contrario, un’emorraggia incontrollata di consensi.

    Speriamo di superare questo brutto momento.

  6. Matteo Cognini

    La politica è una cosa seria? Se si (ragionando per assurdo), facciamoci la prima delle domande serie che si farebbe chi fa politica.

    Perchè si va alle elezioni? perchè è la scadenza naturale del mandato Sturani? perchè Mentrasti con il suo sogno, che è il sogno di Duca, che è quello di Maderloni, che è quello di Cognini che scrive, e di tanti altri,hanno architettato un complotto in pieno stile Kgb??

    Sembra la favola dell’agnello e del lupo che diceva che l’agnello gli intorbidiva l’acqua.

    Si va alle elezioni per una poco chiara compravendita, per giochi di potere nel maggior partito della città, per aver tolto una sedia, senza trovargliene un’altra, allo scolaretto indisciplinato Galeazzi che da primo della classe è diventato Franti.

    E la colpa è di chi legittimamente persegue il suo progetto politico?? Cioè noi stavamo bel belli da ottobre a farci le nostre assemblee, perseguire gli obiettivi della nostra associazione e mò salta fuori che dobbiamo sparire e morire??? Voi volete ancora una volta mascherare le pochezze del PD sperando che vi si voti per esclusione e non per meriti.

    Bè almeno è l’ammissione che di meriti non ce ne stanno.

    Quand’è che il PD fa un bagno di umiltà?

    E se è sempre seria la politica, la seconda domanda è: come si affrontano le trattative?? Con tavolini da operetta, contorcimenti programmatici e di modalità dello stare insieme? Facendo fare la figura degli inetti a due amici come Diego e Stefano che venivano bacchettati dal Professore per averci fatto promesso a cui “non erano legittimati??” (gli mancava solo il copricapo che Mao faceva mettere durante la rivoluzione culturale).

    E come si risolve? Spiegando ai cittadini che si è sbagliato ma che da domani si inverte il modo di governare, e i contenuti del governo della città?? macchè, si sceglie il Papa di transizione perchè le fazioni in campo non si mettono daccordo e il tizio in questione, tanto è forte e indipendente, non riesce neanche a mettere in lista il 10% dei nominativi a lui riservati, così come previsto dallo statuto del SUO partito. Neanche Giovanni Senzaterra era messo così male.

    No, anche qui si risolve alla Franceschini/Veltroni invocando una sorta di voto utile, ad Ancona come per le Europee, imbrogliando ancor più che alle politiche perchè alle Europee di utile c’è solo il diritto di tribuna che dovrebbero avere tutte le forze politiche.

    E quindi questa debolezza intrinseca di quel vuoto progetto politico fatto da fusioni a freddo di gruppi dirigenti per il mantenimento imperituo dello status quo (che non riesce neanche a mantenerlo) è colpa di chi??? degli altri, di Duca, di progetti politici legittimi, del fato, Manitù , Dio Thor e chi più ne ha più ne metta.

    E adesso si invoca anche la matematica e prima o poi la fisica dei quark…con la solita sicumera di essere i predestinati al ballottaggio…

    Sparate sparate sugli ultimi da penultimi quali siete…anzi votate Si al referendum così altro che ballottaggio…manco per i prossimi duecento anni governa il PD…perchè se ci ucciderete poi sarà difficile avere il nostro voto…e quello di centro ve lo scordate di brutto…a meno che non andiate a Canossa da Casini a dirgli se vi fa da candidato premier…poi fra qualche anno verrà buono anche Fini…l’antifascista…bah!!!!

  7. i miei interlocutori sono persone esperte e quando non divagano, come fa Matteo, non contrastano la mia analisi. Infatti, è difficile contestare la mia “aritmetica”, per il semplice motivo che il voto utile è stato proprio voluto dal legislatore quando ha varato l’attuale legge elettorale per sindaci e comuni.
    E che Duca possa arrivare al ballottaggio e poi vincere non penso proprio che chi è intervenuto lo creda davvero. Anche se naturalmente sostiene il suo candidato con altri argomenti. Il primo turno non è una specie di semifinale, Bugaro-Galeazzi da una parte e Gramillano-Duca dall’altra.
    In particolare, trovo interessante l’intervento di Paolo Pascucci, il quale vede il voto a Duca come un modo per recuperare un possibile astensionismo. E quindi, non alternativo a quello a Gramillano. Niente da dire: e infatti se si legge attentamente il mio post (e non solo il titolo), si vede che io parlo di voti persi da Gramillano verso Duca e di voti disgiunti.
    Questi voti sono persi, anzi dannosi, per chi vuole dare alla città un sindaco di centrosinistra. Sono invece ragionevoli, ma questo lo scrivo io stesso alla fine, per chi condivide il progetto, o il sogno, di rifondare la sinistra radicale ad Ancona.

  8. E allora si può anche dire che chi vota Gramillano non aiuta la città. non sarà matematico ma è la sensazione che molti anconetani sentono

  9. Ecco cosa sta mandando a picco la sinistra dei mestieranti politici (ché quella del popolo, dove mi colloco anch’io, è ben altro, credetemi): presunzione di possedere la “scienza infusa”, quasi che la politica non fosse continua sperimentazione; prosopopea; vuoti discorsi in politichese; mancanza di rispetto per le scelte e le opinioni altrui e per l’altrui intelligenza e capacità di discernere; passivo intruppamento sotto capitani con sempre meno truppe; mancanza di identità che non sia quella di una etichetta imposta da altri; accuse “tranchant” ai concorrenti fondate sul nulla, e dunque impossibili da confutare, ma comode perché non necessitano di preventivo collegamento del cervello.

    Truppe in balia, nessun componente delle quali sa “fare”, non solo “dire”, qualcosa che sia realmente di sinistra. Come il tentativo di “rivoluzionare” un sistema fatto ormai solo di camarille, clientele, patetici amaracord, isterici verticismi. Il sistema del centrosinistra italiano al potere, che solo per il potere agisce e che ci fa perdere consensi. Ma chissenefrega. Tanto le poltrone sono ancora sufficienti…

    P.S. Barone Barolo, sono d’accordo con te. Salvo sul fatto del dissenso, che non è mai una colpa, secondo me. Però, è importante che sia ascoltato e “incluso”, non zittito ed emarginato da un partito senza un progetto politico che cura solo gli interessi spiccioli (leggasi: elettorali) degli amministratori in carica e con questo unico scopo elegge i suoi dirigenti. Altrimenti, è inevitabile che il dissenso cerchi di esprimersi in altro modo. Non di sole pecore è fatta la politica.

    Mi firmo e mi presento: Mariangela Paradisi, componente dell’assemblea costituente nazionale, regionale, provinciale, comunale del PD. In lista ad Ancona, seppure residente altrove, nella Civica di Renato Galeazzi.

  10. stefano perilli

    Esiste la matematica elettorale ( comunque mai priva del suo grado di incertezza) ed esiste la “fede” politica, come esistono il freddo raziocinio e le passioni più istintive; ogni elettore ha la libertà di pervenire ad una scelta utilizzando a proprio piacimento i due mezzi, saranno poi gli esiti a fare la differenza, e su quelli nessuno può giurare alcunché.
    Altro aspetto è cercare di analizzare la situazione anconetana in maniera oggettiva, qui la passione non c’entra, anzi confonde le idee, e le opinioni hanno senso solo quando sono il frutto di una riflessione il più possibile priva di condizionamenti emotivi.

    Nel Paese, quindi anche ad Ancona, tutto l’arco del centrosinistra, dal PD ai Vendoliani, vive oggi una fase di ristrutturazione difficile, a tratti drammatica, dove vecchie posizioni di privilegio cozzano con nuovi slanci riformatori, ed ogni tentativo di fare un passo in avanti comporta fratture, scontri, ripiegamenti…Il PD anconetano naturalmente non è risparmiato da questa fragilità complessiva del Sistema e quindi soffre di scarsa incisività nell’azione riformatrice, ma anche l’azione di Duca è debole perché nasce da una frattura –l’ennesima- con Rifondazione, figlia a sua volta di precedenti divorzi politici e francamente in questo modus operandi di “separare per unire” vedo scarse prospettive di “rifondare” la Sinistra, mentre gli attribuisco tanto di quell’astensionismo che, oggi, è il vero nemico di una Sinistra che voglia davvero vincere e governare.
    In questo panorama il PD ha tentato un’inversione di marcia, la sua costituzione inverte la tendenza allo sbriciolamento del panorama politico pur fra mille errori, difficoltà, inciampi anche gravi fino a con-causare la crisi in Giunta, ma è inevitabile andare in quella direzione, altrimenti l’astensionismo di protesta diventerà strutturale e la maggioranza sul centrdestra impossibile da riconquistare.
    Allo stesso modo, il tentativo di Galeazzi di costruire il “PD de no’antri” (permettetemi la facile battuta) cozza contro il “peccato originale” di nascere da una spaccatura e di dover per forza mettere insieme pezzi tra loro diversissimi per arrivare ad avere numeri significativi, più di quanto non stia tentando lo stesso PD ma con una forza in termini di prospettiva politica ancora tutta da verificare…

    Per questi motivi e con questo approccio ritengo importante per tutta la Sinistra anconetana portare alla vittoria Fiorello Gramillano ed il PD, ed al primo turno.

  11. mariano guzzini

    Mi pare che permanga, a sinistra, una impenitente e incoercibile volontà di confronto.

    E’ una risorsa democratica non da poco, e, a voler ironizzare sempre e comunque, una speranza per gli anziani, che non dovranno limitarsi allo sport e all’elogio dei nipotini nelle lunghe giornate ai giardinetti.
    Riflettendo sulle mie personali esperienze trovo che ancora oggi, pur vivendo tutti noi negli effetti devastanti della crisi della politica, della cultura e nelle conseguenze dell’antipolitica, pure mi pare che si riesca a ragionare meglio nelle assemblee e nelle sedi formali e informali del mio partito (PD) che nei social cosi, molto moderni ma anche molto dispersivi e molto banali. Nei prossimi anni dovremo mettere a punto qualcosa di meglio, sia nei partiti che nella rete.
    Altrimenti saremo sommersi da esternazioni non sempre appassionanti, che finiremo per scambiare per paese reale e per democrazia vera.

    Restando al tema, chi voterà Renato, o Eugenio, o Fiorello, lo farà per centomila ragioni soggettive. Le elezioni non sono il giudizio di dio, e non esprimono la verità, ma fotografano solamente l’opinione maggioritaria formatasi in quel momento.
    Vedremo il nove giugno, o il dieci per i più pigri, quale sarà l’opinione maggiortiaria dei nostri concittadini. Dopo di che faremo il nostro possibile per difendere un minimo di democrazia nei partiti e nella società. E io, nel mio piccolo, farò anche il possibile per defender la alegria. Quale che sia la giunta e il sindaco che governeranno Ancona?
    Chi pensa o dice questo è un qualunquista, ed esce dal collettivo delle anime sante e politicamente corrette. Sicchè non lo penso e non lo dico.

    Ritengo tuttavia che oggi sia il tempo nel quale ci tocca di provare a determinare il risultato meno deplorevole. Che non c’è neppure bisogno di descriverlo, perchè tutti lo conoscono, soprattutto se si collocano a sinistra.
    Ma dopo, quale che sia stato l’esito, dovremo occuparci dei partiti e del futuro della politica.
    Non ci annoieremo di certo.

  12. Il Riformista

    Vorrei provare a semplificare un concetto: premesso che se si prova a ragionare troppo va a finere che chiunque vota favorisce e/o danneggia qualcuno, penso che chi vota per Duca sbaglia se pensa cha da lì possa partire qualcosa di serio se non si ragiona in termini di sistema politico. Infatti non penso che in questo momento il pericolo per i cittadini lavoratori sia riposto nel PD ma nella frantumazione del voto nel centro sinistra che potrebbe consentire al centro destra di vincere senza rappresentare effettivamente la maggioranza dei cittadini anconetani.

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