diario elettorale 17/5

by Amicus Plato
franceschini
Alla fine, con ritardo e con fatica, la campagna di Gramillano decolla. Si capiva già venerdì pomeriggio nell’incontro con Franceschini nella Loggia dei mercanti, dal clima della manifestazione. E si vede in giro dalla mobilitazone dei circoli e dei candidati.
Il segnale che Galeazzi non sfonda nella base elettorale del PD lo dà l’accenno che gli dedica senza nominarlo Franceschini, quando richiamando alla serietà il confronto elettorale, critica quelli che se non vengono candidati cambiano partito. La Loggia dei mercanti viene giù dagli applausi: un segnale chiaro, tanto più che sul tema Gramillano ha scelto il basso, bassissimo profilo; e non alimenta alcuna polemica, forse guardando al ballottaggio e al recupero dei voti che andranno alla lista civica nel pirmo turno.
Ballottaggio che un po’ per scaramanzia, un po’ per incoraggiamento, si dice di volere evitare vincendo al primo turno, ma che è in realtà inevitabile. Tra Gramillano e Bugaro, si intende, perchè i sondaggi sono chiari: Galeazzi non sfonda il tetto del 12-15%, mentre i candidati dei due partiti maggiori veleggiano almeno venti punti sopra. E tra il primo e secondo turno verranno i big, compreso Berlusconi, perchè quello di Ancona sarà uno dei ballottaggi su cui si misurerà l’esito delle elezioni amministrative. E molto dipenderà dall’esito delle elezioni europee del 6-7 giugno: se sarà incoraggiante o deprimente per gli elettori del centrosinistra.
Comunque, Galeazzi, sostenuto dal fido Messaggero, continua a giocare le sue carte. Non esaltante quella dell’annuncio di un futuro assessore in caso di vittoria: Marco Bellardi, ex dirigente della Regione in pensione, persona esperta, ma più adatta a dirigere un servizio che a svolgere in prima persona un ruolo politico.
Ma forse lo smacco che brucia di più a “Vola, Ancona” e il sondaggio promosso dell’associazione dei commercianti del centro: esito prevedibile, visto che il presidente dell’associazione Gioacchini aveva già dato il suo entusiastico appoggio a Bugaro, che gli ha promesso di sventrare Piazza Cavour per farne un parcheggio, ma tre soli voti a Galeazzi su 80 non è stato un bel segnale per il candidato e per il suo uomo tra i commercianti del centro, Giorgio Pavani. L’associazione conta quello che conta, cioè poco, ma il risultato dimostra che la campagna di Galeazzi non penetra nelle categorie come si era riproposta.
In compenso, “Vola, Ancona”, ha messo nel suo sito il programma. Molto meglio del vuoto pneumatico di Bugaro. Merita di essere approfondito, come Antelitteram farà nei prossimi giorni. Ma posso già anticipare un giudizio di sintesi: al di là di punti generici e di alcune proposte discutibili, il programma, nei suoi aspetti più attendibili, si pone in una linea di sostanziale continuità con quelli della Giunta Sturani.

2 thoughts on “diario elettorale 17/5

  1. mariano guzzini

    Quando i nodi vengono al pettine è un segno buono. Sempre che il contesto sia predisposto a cogliere segnali e problematiche.
    Mai come stavolta sarebbe giusto che le elezioni europee fossero davvero europee e che ci fosse una campagna elettorale europea dalla quale dedurre l’opinione media popolare sia verso l’UE che verso i singoli partiti nazionali.

    Non sta andando così, e non so se si tratta di un guaio o di un vantaggio. Se ci giudicheranno per quello che siamo in Italia il 26% ci tocca tutto.
    Ma siamo sicuri che se si discutesse seriamente del nostro comportamento a Bruxelles, compreso il quiz sulla collocazione “con il PSE ma non nel PSE” meriteremmo di più?

    Anche il nodo di REnato si scioglie. Tutti sapevamo che non avrebbe intaccato l’elettorato “nostro”. Tuttavia l’applauso alla Loggia (al quale ho contribuito, nel mio piccolo) ha una dose di macumberia bene augurante, nel senso che nessuno può essere certo che l’informazione sulla estraneità di Renato dal nostro partito sia penetrata e penetri nel muro di gomma dell’elettorato poco informato.
    E il leggendario zoccolo duro di sinistra non è escluso che sia pochissimo informato.

    Da questo punto di vista forse si dovrebbe battere il chiodo con maggiore continuità. Senza offese, senza procurare vittimismi fuori dal tempo, ma soltanto per chiarire il colore delle forze in campo e la loro esatta dislocazione.

  2. Il Riformista

    Verrebbe da chiedersi: il PD ha due candidati sindaci o esistono due PD diversi?
    Chi conosce già l’esito dei risultati farebbe bene a dedicarsi al gioco d’azzardo, gli altri comuni mortali pensano che la radicalizzazione delle posizioni tra Galeazzi e Gramillano possa nuocere soltanto a quest’ultimo che avrà bisogno per vincere di tutti i voti del centrosinistra, prima o poi. Allora perchè non ribadire che i voti per Galeazzi, comunque motivati, rischiano di portare Bugaro al Palazzo del Popolo? Il resto, credo, che conti poco.

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