diario elettorale 3/6

by Amicus Plato
urna
BERSANI
Bersani ieri ad Ancona spiega la strategia comunicativa del Governo sulla crisi: a Luglio 2008 la crisi non c’era (ma come, Tremonti non aveva previsto tutto?), per cui il Governo detassa gli straordinari. A settembre, c’è la crisi ma è solo finanziaria; a Novembre la crisi è psicologica, basta continuare a spendere e scomparirà; a Dicembre, la crisi c’è, tocca anche l’economia reale, ma l’Italia sta meglio degli altri paesi. Oggi, la crisi è alle spalle, perchè ci sono segnali di ripresa.
La verità e che la crisi colpisce l’economia italiana più pesantemente che negli altri paesi – -5,9, la caduta del PIL nel 2009 -, tocca proprio le imprese che più si sono esposte in questi anni sui mercati internazionali, perchè le esportazioni cadono del 20%, e comporta un aumento di più di un milione di disoccupati, soprattutto precari.
E quanto alla ripresa, l’aritmetica è semplice: c’è una caduta del PIL di quasi il 6% e una previsione di ripresa, nel migliore dei casi, dello 0,5 per il prossimo anno. Il che vuole dire che di questo passo, possono occorrere dieci, dodici anni per raggiungere i livelli di reddito del 2008. Durante i quali la disoccupazione sarebbe destinata a non diminure, perchè con un tasso di crescita dello 0.5 l’occupazione non cresce.

DUCA
Arriva a casa la propaganda elettorale di Duca. In cui si dice che Galeazzi e Sturani hanno commesso atti gravissimi. I due ex sindaci non sono stati neanche rinviati a giudizio, ma Duca li ha già condannati.
La visione politica di Duca è infantile: ci sono i buoni e i cattivi, i cow boy e gli indiani, e lui è il capo dei buoni. Fin qui il fumetto sarebbe innocuo, se non fosse che Duca si arroga anche il diritto di decidere lui quali sono i buoni e quali sono i cattivi e di condannarli. Inquisitore e giudice. E ci vuole poco ad essere classificati tra i cattivi, basta essere contro di lui.
Leggo che Gramillano non esclude un accordo al secondo turno con Duca, mentre lo ritiene impossibile con Galeazzi. Francamente il filo del ragionamento mi sfugge.
Un accordo al secondo turno (cioè un apparentamento) non è opportuno con nessuno, tanto meno con chi criminalizza le amministrazioni degi ultimi quindici anni. Tra l’altro, nella storia italiana dell’elezione diretta dei sindaci, di apparentamenti al secondo turno non se ne sono fatti quasi mai, perchè gli elettori, a torto o a ragione, non li gradiscono; considerandoli incoerenti rispetto al conflitto della campagna per il primo turno. Un accordo con Duca renderebbe poco credibile la coalizione al governo della città, aprirebbe una voragine al centro e farebbe un favore insperato a Bugaro.
Altra cosa, naturalmente, è che Gramillano, una volta raggiunto il ballottaggio, si rivolga a tutti gli elettori del centrosinistra, comunque abbiano votato al primo turno, per chiamarli ad un impegno unitario per evitare che la città cada nelle mani della destra. E si impegni, da sindaco, alla massima apertura al confronto anche con chi lo ha avversato al primo turno.

One thought on “diario elettorale 3/6

  1. Il Riformista

    A proposito di Bersani: come sempre l’analisi è condivisibile ma la politica dove sta? Ma il PD si sta trasformando da partito a club di analisti(vedi intervento di Fassino ad Ancona)?
    A proposito di Duca : quanti danni rischia di fare alla Sinistra di Ancona?
    In conclusione gli anconetani dovranno fare(ancora una volta) professione di grande pragmatismo e difendere il tessuto democratico della città votando PD ma dopo tutti a lavoro! o no?

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