d’alema vs veltroni? no, per favore

by Amicus Plato
bersani
In autunno il congresso del PD. E subito dopo i ballottaggi, si comincerà a discutere. Anzi, si è già cominciato.
Antelitteram dirà la sua, come sempre, cercando di seguire il motto “amicus Plato, sed magis amica veritas”: come dire, che non dirà bugie per partito preso.
Ma vorrà essere anche una tribuna libera di dibattito per tutte le posizioni. E magari per intese trasversali tra chi sosterrà diversi candidati e mozioni ma vorrà condurre battaglie comuni su obiettivi comuni, quali la democrazia di partito, la trasparenza delle decisioni, la valorizzazione del merito e dalla competenza, la contendibilità delle cariche.
Con questo spirito, mettiamo in guardia subito da un pericolo: che il congresso del PD sia l’ennesimo capitolo della stucchevole saga dello scontro D’Alema – Veltroni. Che questa volta sarebbe condotto per interposta persona: Bersani per D’Alema e Franceschini per Veltroni.
Da quindici anni viviamo questo conflitto tra i due ex FGCI e non ne possiamo davvero più. Ora D’Alema è già in campo, lamenta di non essere utilizzato, mobilita corrente (che non è una corrente), fondazione e rivista (che fanno solo attività culturale, va da sè). Non esclude di potersi addirittura candidare se ci fosse una situazione di emergenza. E Veltroni riemerge dal meritato oblio per avere mollato il partito da un giorno all’altro convocando un convegno al Capranica, che sarebbe stato meglio che non lo avesse come sponsor. Perchè le idee del Lingotto sono ancora buone ma non può essere lui a promuoverle.
Nessuno pretende che vadano in pensione, ma un ruolo più defilato, questo sì, è legittimo richiederlo. Magari di garanti di regole comuni, perchè il PD nella competizione politica e per la segreteria non si sfasci.
Speriamo che:
– il congresso non sia solo una conta, ma occasione di una discussione vera;
– Bersani e Franceschini non siano portavoce di alcun altro;
– ci siano anche altri candidati, almeno uno, o una. Che si ponga chiaramente come innovazione rispetto a schemi e contrapposizioni del passato;
– che il congresso non riproponga la divisione tra ex DS ed ex Margherita, ma la superi definitivamente;
– che questa volta, organizzazione e regole del partito siano effettivamente al centro della discussione.

10 thoughts on “d’alema vs veltroni? no, per favore

  1. mariano guzzini

    Speriamolo.

  2. credo sia arrivato il momento di smetterla di nascondersi dietro a nomi o peggio ancora a correnti,parliamo confrontiamoci troviamo quelle radici comuni che abbiamo e, se per farlo dovessimo perdere qualcuno,non preoccupiamoci ponendo finalmente delle fondamenta comuni, accettate, sicuramente riporteremo alla ragione molti che ora sono persi nei meandri dell’indifferenza

  3. Il Riformista

    Ma Veltroni non doveva andare in Africa? Ma Franceschini non aveva detto che non si sarebbe più candidato come segretario? Ma quanto vale la parola data? E , per favore, non scomodiamo la “ragion di stato” stiamo parlando di sedie e non di poltrone. In questo momento io mi accontenterei di un obiettivo minimo : costruire “un partito”.

  4. E s e Celestino non volasse in africa…E se… ci risiamo ma se l’obiettivo è costruire perchè iniziamo sempre dal distruggere…Le nostre radici comuni,se mai ci sono, cerchiamole nei valori del lavoro dell’aiuto ai più deboli e sprattutto nell’esaltazione della libertà Comune,quella che non si trova stando soli sopra un albero ma sempre e solo nella partecipazione

  5. mariano guzzini

    Faccio timidamente presente che l’assemblea costituente regionale del partito democratico è stata eletta con elezioni primarie, e che non ha ancora varato uno statuto, e neppure un documento che descriva le Marche dal punto di vista del PD, e il PD che si propone ai marchigiani.

    Se partissimo da questo dato di fatto non esaltante, e lo considerassimo il primo nodo da sciogliere (come fare per avere una costituente che al contrario sia capace di darsi regole serie e democratiche, nonchè una chiara immagine delle Marche e dei suoi problemi e del ruolo che il partito può svolgere) sapremmo anche chi sono i dirigenti che non hanno saputo dirigere e che quindi dovremmo mettere in condizione di non nuocere ancora.
    Sono certo che questo non accadrà, e che i responsabili dell’apnea e della falsa partenza racconteranno una nuova frottola per ripartire al comando del nulla, verso loro personali traguardi che non ci daranno niente di positivo.
    Del resto l’intero Paese vive un passaggio triste e sgangherato. Non stiamo vivendo una simulazione di crisi della Politica ma una vera, clamorosa crisi della vita civile e democratica. Non si può pretendere che in queste condizioni tutto scorra leggiadro e che ogni cosa vada per il meglio.
    Sarà una fortuna sfacciata se invece di un palazzo antisismico ed ecosostenibile riusciremo a darci una capannina dello zio Tom. Da boveri negri, e per giunta marchigiani. I D’Alema, Franceschini, Bersani ecc ecc passeranno in alto, come stelle cadenti nelle notti d’agosto, e uno equivarrà all’altro.
    Noi faremo i conti con la Giannini, i giovani stravecchi, i sindaci e gli assessori di fresca nomina.
    Riusciremo almeno a darci un modo di rappresentazione delle opinioni democraticamente serio e in grado di tutelare e rappresentare le differenze, permettendoci tuttavia di decidere tempestivamente e di sanzionare gli errori e chi li compie? Speriamolo. Senza fare i piagnoni. In allegria costruttiva, con retrogusti antichi. Anarco-comunisti, magari. Si parva licet …

  6. Condivido pienamente la critica alla locale situazione,potrei anche calcare la mano su quanto NON è stato fatto da noi anche in difesa di presidi territoriali di grandi aziende in ristrutturazione (ENEL – POSTE – Ferrovie etc) e quanto invece si sia speso in adulazione di meteore politiche locali…ma questo è quello che passa il convento

  7. Condivido l’analisi di Guzzini, ma secondo me il problema non è l’eterno duello D’Alema vs Veltroni, ma la mancanza di ricambi nella leadership. Dietro di loro non c’è (ahimé) nessuno al momento all’altezza.
    E’ questo il problema, unito ad una credibile e coerente linea politica: insomma in soldoni il Pd è un partito di Sinistra che guarda al centro; un partito di Centro che guarda a sinistra (riprendendo la celebre definizione di Moro della Dc) o un ircocervo senza identità?
    Urge un congresso vero che elegga un leader vero e un gruppo dirigente all’altezza.
    E non consoliamoci con il fatto che anche nel Pdl non è che stiano emergendo grandi personalità politica.
    Mal comune non è mezzo gaudio…

  8. Sono proprio d’accordo con Mariano: cominciamo da noi per dare un contributo serio al Congresso e quindi Statuto, regole (fondamentali!)ma anche politica: quale politica? Quali contenuti? Quale linea? Quali ceti di riferimento? Quali proposte credibili per “vecchi sinistri sfiduciati” e giovani o ignoranti o indifferenti o troppo condizionati dai “vecchi”? I nomi verranno dopo e dovranno rappresentare qualcosa o no? Altrimenti è la solita storia…

    Grazia Camilletti

  9. condivido anche io le analisi sopra riportate, dalla necessità di un congresso vero nel senso indicato da AL all’ingessamento del partito a livello locale descritto da altri.

    sullo Statuto regionale, ricordo che ad Ancona, in sede di Assemblea comunale sono stati presentati (sia dal sottoscritto, sia da altri, con un ruolo di raccordo molto importante svolto dai circoli) una serie di emendamenti allo Statuto, che ho poi presentato all’Assemblea provinciale e che avevano suscitato direi buone reazioni da parte di molti (ricordo un gruppo rappresentativo di jesini)

    il problema è che poi non c’è mai stata occasione di presentare gli emendamenti all’Assemblea regionale. quindi mi chiedo: quali meccanismi regoleranno ora lo svolgimento dei congressi nella nostra Regione?

  10. Il Riformista

    Ancora un altro congresso celebrativo?
    (speriamo di no………)

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