il giocoliere

by Amicus Plato
tre carte
Secondo me, il Governo ombra era un’innovazione sacrosanta: imponeva all’opposizione di tallonare il Governo, contestando scelte sbagliate e proponendo alternative.
Ce ne sarebbe bisogno oggi di fronte alla disinvoltura con cui il Minstro dell’economia Tremonti rivolta i dati di bilancio come gli pare. Dapprima, ha irriso le statistiche sulla disoccupazione per nasconderne l’aumento, dicendo che l’ISTAT rileva i disoccupati con telefonate che quelle dei sondaggi politici sarebbero una meraviglia al confronto: mentre quelle sulla disoccupazione sono tra le statistiche più attendibil, fatte con interviste a 280.000 famiglie. Ora corregge Berlusconi che il giorno prima aveva detto che nel bilancio mancano 37 miliardi di entrate a causa della recessione.
“Il premier” ha detto ” si riferisce ad una situazione vecchia che non c’è più”. E gioca con le parole: infatti, visto che dal DPEF dello scorso anno a quello che si sta per varare, le stime della crescita del PIL sono state riviste al ribasso di 4-5 punti, è corretto dire (una volta tanto il Cavaliere ha ragione) che ci sarà una forte decrescita delle entrate fiscali. Tremonti si riferisce alla Relazione unificata sull’Economia di aprile, che ha ribassato le previsioni della crescita e aumentato quelle del deficit, mentre Berlusconi si riferisce ai dati del DPEF dello scorso anno. E così spariscono i 37 miliardi.
Il Ministro aggiunge che con il decreto recentemente varato ci sarà un effetto di aumento di risorse per alcune decine di miliardi. Ma è una balla, anche perchè, come spiega il sito la voce.info, gli incentivi agli investimenti sono scarsi e riguardano sia gli investimenti aggiuntivi che quelli che si sarebbero comunque fatti. Le cifre sull’entità dell’intervento sono sovrastimate: infatti, se si legge il decreto si vede che le somme sbandierate vanno a coprire diversi interventi, tra cui il rifinanziamento delle missioni militari all’estero, che con il rilancio dell’economia non c’entrano niente.
Tremonti conclude che l’importante è che riparta la domanda, per cui è decisivo fare le riforme, in particolare il federalismo fiscale. Che cosa c’entri con la ripresa della domanda il federalismo fiscale, che tra l’altro avrà i suoi effetti tra anni (dopo l’approvazione dei decreti delegati) lo sa solo lui.

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