d’alema dà la linea

by Amicus Plato
d'alema
Nella lunga intervista di oggi su Il Riformista, D’Alema si comporta già da padrone del partito e dà la linea su tutto: i rapporti con Berlusconi, il partito, il sistema elettorale. Questa sul ruolo di D’Alema, formale e di fatto, sarà la prima sfida di Bersani se verrà eletto segretario del PD: dovrà dimostrare di essere lui il leader.
Accadde anche a Fassino, quando si ritrovò D’Alema presidente dei DS e nel contempo battitore libero con la sua fondazione e la sua corrente/non corrente, che interveniva su tutto, approvando, chiosando e correggendo. Poi deluse Fassino, che sperava di diventare segretaro del PD, mollandolo per Veltroni e dal giorno dopo cominciò a scavare sotto i piedi del nuovo segretario, lamentando per di più di non essere utilizzato.
Si dice interessato dal nuovo ruolo di Ministro degli Esteri della UE: magari lo scegliessero, sono sicuro che farebbe bene, perchè l’uomo è capace. Ma tra i nomi che si fanno a Bruxelles il suo non c’è e il Governo ovviamente ha altri obiettivi, in particolare quello di portare Tremonti a capo dell’Eurogruppo, anche a costo di minare la candidatura di Mario Draghi all’importantissimo posto di Presidente della BCE.
D’Alema dice che un’eventuale vittoria di Franceschini alle primarie sarebbe paradossale, perchè ribalterebbe l’esito del congresso interno tra gli iscritti. Naturalmente, ha torto: lo statuto, bello o brutto che sia, ma comunque approvato anche da D’Alema, dice che la conta tra gli iscritti serve solo a selezionare le candidature per le primarie. Da un punto di vista tecnico, sarebbe bastato verificare che tutti e tre i candidati avessero almeno il 5% dei voti degli iscritti, senza neanche andare a contarli tutti.
Ma si capisce che ora D’Alema dica quello che dice, per orientare le primarie e perchè nel programma di Bersani l’elezione del leader del PD da parte degli elettori è un’anomalia che va eliminata.
Ma non ha motivo di preoccuparsi, Bersani vincerà, anche se l’affermazione del suo sponsor che i titoli dei due maggiori contendenti sono “incommensurabili” è sicuramente esagerata. E’ vero però che Franceschini non sta riuscendo nell’operazione di mobilitare i moltissimi elettori che sarebbero necessari per cambiare l’esito della conta interna. Il tema della vocazione maggioritaria non ha fatto presa; l’elezione da parte degli elettori del segretario è sicuramente gradita alla maggioranza anche degli iscritti, ma non riesce a invertire gli orientamenti prevalenti, di fronte alla manifesta “leggerezza” di Franceschini e all’aspettativa di molti quadri che finalmente Bersani darà loro un vero partito, con circoli e organi funzionanti, e ristabilisca il “primato della politica”. Che può significare molte cose, brutte e belle, giuste e sbagliate, ma che sicuramente piace ai militanti.
Sul sistema politico-elettorale, D’Alema dice che si va verso una situazione tedesca, cioè con cinque o sei partiti rappresentati in Parlamento e maggioranze variabili.
Fine del bipolarismo. Casini esulta e infatti al Cavaliere che lo incalza per allearsi con lui, risponde che se ne parla dopo il 25 ottobre.

2 thoughts on “d’alema dà la linea

  1. Il Riformista

    Ma veramente il problema è D’Alema? Attenzione non mi riferisco alla sua “personalità” ed alla sua attitudine al comando ma alla situazione generale del PD. E’ come se, parlando di calcio, continuassimo a concentrarsi sulle “glorie” e non tenessimo conto di tutto il resto. Se Bersani riuscisse a fare la metà di quello che dice sarebbe un successo strepitoso. Il PD dopo la “cura” Veltroni-Franceschini è in una situazione disastrosa con metà degli iscritti che spera in un miracolo di Bersani e l’altra metà che non spera in nulla e si aggrappa all’idea del partito leggero sperando che funzioni. Non è vero in nessuna parte del mondo che un partito possa vivere senza organizzazione mentre è vero che possano esistere vari modi per organizzarsi. Credo che la cosa più utile per il PD sia (ri)costruire la sua organizzazione mettendo in campo la “migliore” classe dirigente possibile con coraggio ed onestà.

  2. Con tutto il rispetto, questo post è desolante.

    Se il livello delle discussioni che animano i sostenitori della Franceschini è questo, mi spiego le ragioni della sua irrecuperabile debolezza

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