pasticcio fiera

by Amicus Plato
letto a tre piazze
Il progetto della fiera regionale si complica. Alle perplessità della Camera di commercio anconetana, che chiede un piano industriale per capire se la società avrebbe un futuro dal punto di vista economico, si aggiungono quelle dei comuni; e della Provincia di Ancona che ha posto le stesse condizioni per entrare nella nuova società che dovrebbe gestire le manifestazioni distribuendole in tre quartieri, quello di Pesaro, quello di Ancona (Falconara/Chiaravalle) e quello di Civitanova.
Il fatto è che con gli affitti che la società dovrebbe pagare nelle tre aree, il bilancio andrebbe inevitabilmente in rosso. Basti dire a questo proposito che attualmente gli affitti incidono molto poco nei bilanci degli enti fieristici di Ancona e di Pesaro, mentre la società Quadrilatero chiede 600.000 all’anno per impegnare la nuova struttura da costruire per un terzo dell’anno, mentre a Pesaro bisognerebbe pagarne 400.000 per i capannoni che sono di proprietà della Camera di Commercio. Un bell’affare per l’ente, che in cambio metterebbe 400.000 di capitale nella nuova società e chiederebbe, pare, il posto di amministratore delegato per l’attuale presidente della CdC Drudi.
Mentre Merlonghi, attuale presidente dell’ERF, sarebbe presidente della nuova società. E infatti, sono proprio Merlonghi e Drudi che spingono perchè si faccia presto, visto che la legislatura regionale sta per finire.
Di fronte a queste difficoltà, non è detto che la Quadrilatero rimanga della partita, perchè i comuni di Falconara e Chiaravalle, che hanno rinunciato a parte dei propri poteri di pianificazione urbanistica in favore della società e a parte delle future entrate dell’ICI per favorire un progetto che, nelle loro aspirazioni, doveva portare effetti economici indotti importanti nella loro zona, si sentono traditi.
E chi realizzarebbe il nuovo impianto anconetano e con quali soldi, se viene a mancare il meccanismo del project financing, attivato da privati che poi si ripagano con le entrate derivanti dai loro investimenti immobiliari e commerciali? Quanti soldi è disposta a a mettere la Regione? E quale a questo punto la localizzazione se non quella originariamente prevista? Per risparmiare, pare ci si stia orientando verso un contenitore esistente da ristrutturare, ma non si sa ancora quale.
Ma anche risparmiando un po’ sui fitti, i costi di gestione, per una fiera divisa in tre, sarebbero alti. Come farvi fronte, in una situazione in cui quasi tutti gli enti fieristici, tranne i maggiori, sono in difficoltà? E’ pensabile un forte aumento del numero delle manifestazioni o delle sovvenzioni regionali alle varie fiere?
Insomma, un’idea partita male, quella della fiera divisa in tre, per pagare una promessa politica fatta ai pesaresi, e che si intoppa di fronte a prevedibili difficoltà. Possibile che da anni che se ne parla e nessuno avesse fatto una botta di conti?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *