si riparla di riforme

by Amicus Plato
costituzione
All’assemblea annuale di Libertàeguale a Orvieto si riparla di riforme. E se ne parlerà mercoledì al Senato, dove sono all’ordine del giorno mozioni delle maggioranza e delle opposizioni in proposito.
C’è chi pensa che non è il caso, che bisogna parlare “di quello di cui parlano le famiglie la sera a cena”, e c’è chi pensa che tanto con la destra e Berlusconi non vale la pena, anzi è rischioso. Ha contribuito alla confusione chi ha parlato di uno scambio: Berlusconi ritiri il disegno d legge sul processo breve e l’opposizione conceda le riforme. Ma l’opposizione, o almeno il PD, non “concede” le riforme, dice Enrico Morando nella sua relazione a Orvieto, le vuole, le considera punto cardine del suo programma. Si tratta di vedere quali.
La confusione è aumentata con l’intervista del vicesegretario del PD Letta di ieri: chiede a Berlsuconi di ritirare il d.d.l. sul processo breve e gli consiglia di non farsi vedere ai processi che lo riguardano adducendo il legittimo impedimento. Tipica proposta di compromesso ipocrita alla democristiani di una volta. Lascia intendere che, alla più brutta, se venisse condannato, il PD non pretenderebbe le sue dimissioni. Ma una cosa è dire, con Napolitano, che un governo non può cadere se la maggioranza lo sostiene – posizione ineccepibile dal punto di vista politico-costituzionale – altra che un capo dell’opposizione, nel caso di condanna del premier, non ne chieda le dimissioni; che sarebbe un atto politico molto grave.
Ma allora non ci sono speranze per riprendere la discussione sulle riforme? In realtà, ci sono; lo sollecita Napolitano, concorda Fini e le posizioni tra i due schieramenti non sarebbero distanti su alcuni punti importanti della vecchia bozza Violante: riduzione del numero dei parlamentari, differenziazione dei compiti tra Camera e Senato, rafforzamento dei poteri del premier, che può nominare i ministri e chiedere le elezioni anticipate. A questi punti di innovazione costituzionale si accompagnerebbe la revisione dei regolamenti palamentari, per mettere in condizione da un lato il Governo di guidare l’agenda dei lavori e ottenere in tempi ragionevoli la discussione e votazione dei suoi provvedimenti fondamentali per l’attuazione del programma di governo, dall’altro l’opposizione di svolgere la sua funzione con maggiori garanzie, ottenere a sua volta la discussione delle sue principali iniziative, di evitare il ricorso parossistico ai decreti, ai voti di fiducia e ai maxiemendamenti che umiliano il Parlamento. Un nuovo equilibrio tra Governo e Parlamento è necessario nell’interesse di entrambi.
Libertàeguale ha affrontato questi punti, con una condivisione su molti punti della bozza Violante, ma anche con differenze, come il metodo di elezione del Senato delle autonomie, che la bozza prevede di secondo grado – fatta dai consigli regionali – e Morando propone invece fatta dagli elettori in concomitanza con le elezioni regionali.
E ha affrontato anche altre questioni importanti che rimangono sullo sfondo: quella della riforma della giustizia, a proposito della quale si è attestata sul documento finale della bicamerale D’Alema che affrontava con equlilbrio le questioni più spinose – dalla riforma del CSM alla separazione delle carriere. E poi, la riforma elettorale, sulla quale si ripropongono anche all’interno del PD differenze di fondo che alludono al diverso progetto di riforma del sistema politico.
I liberal di Libertàeguale sono per un bipolarismo forte basato su grandi partiti a vocazione maggioritaria; ripropongono perciò il mattarellum coi collegi uninominali, ma quello del Senato, non della Camera, senza la doppia lista, e integrato dalle primarie per legge, per dare voce agli elettori nella scelta dei candidati di collegio.
Contestano il ritorno al proporzionale, sia pure con sbarramento, e il ritorno alla preferenza: il modo giusto per ridare voce agli elettori privati della possibiliità di scelta degli eletti dalle liste bloccate del porcellum, non sta nella preferenza, ma nel collegio uninominale con primarie.
Ma temono che il PD, sia per gli orientamenti della maggioranza di Bersani, sia per la disponibilità a pagare un prezzo alto all’alleanza con Casini, sia pronto a tornare al proporzionale con preferenza. Con ciò piantando un chiodo nella bara del progetto di riforma del sistema politico di cui la stessa nascita del PD è stata un elemento fondamentale.

P.S. Di costituzione si parla anche in altre sedi, per esempio le scuole. Segnalo l’interessante iniziativa promossa dal “Tavolo della legalità”, associazione in rete delle scuole della Provincia di Fermo, e dall’associazione “Articolo 3”: la settimana della Costituzione da oggi al 4 dicembre, sul tema della Costituzione alla prova della società multiculturale. Con iniziative nelle scuole di Fermo e Porto S.Elpidio, all’Università di Macerata e una conferenza pubblica a Fermo, nella sala multimediale, mercoledì 2 dicembre alle ore 18, con il prof. Roberto Bin, sul tema “Esistono valori non negoziabili in una democrazia costituzionale?”.

5 thoughts on “si riparla di riforme

  1. “Pagare un prezzo alto all’alleanza con Casini”, dice A.P, ma alleanza per fare cosa?
    Innanzitutto per ora l’Udc si guarda bene dallo schierarsi per le prossime Regionali e anche nelle Marche, dove pure il candidato (Spacca) dovrebbe essere per storia personale e linea politica assolutamente adatto, si è in alto mare.
    Non parliamo poi di altre regioni, dove l’Udc vorrebbe il candidato presidente (vedi Vietti in Piemonte). Mi pare che Casini, da buon democristiano, voglia continuare nella “politica dei due forni”, insomma si civetta con l’opposizione per alzare il prezzo dell’accordo con la maggioranza (vedrete a gennaio, con le candidature definite se l’Udc non si sarà venduta al miglior offerente in ogni regione…).
    Insomma vedo improbabile un accordo complessivo a livello nazionale per cui si potrebbe anche essere disponibili a pagare pegno, magari in tema di riforme elettorali e costituzionali.
    Per quanto mi riguarda continuo a pensare che alcune modifiche vadano fatte: Senato delle Regioni, scelta dei candidati con Primarie o voto di preferenza (un solo voto di preferenza), rafforzamento dei poteri del Presidente del Consiglio (ad esempio nomina o revoca dei ministri), riduzione del numero dei parlamentari.
    Su tutto questo però ora come in epoca di Bicamerale gravano i diktat di Berlusconi tesi ad ottenere in cambio l’impunità per i suoi guai giudiziari e vantaggi per le sue aziende.
    Insomma fino a quando ci sarà Mr B. non vedo grandi possibilità di “Grandi riforme” in Italia.
    Sono del parere che il Pd nbon faccia molto per accellerare questo passaggio di fase, anzi con le sconcertanti aperture in tema di Giustizia di Violante e Enrico Letta, dobbiamo solo confidare che Berlusconi si faccia da parte per “raggiunti limiti di età”. Ovviamente al suo posto vorrà mettere un degno erede…

    Segnalo come elemento di riflessione questo editoriale di Barbara Spinelli
    http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=40

    che ovviamente condivido con grande amarezza.

    Concludo citando sempre il post di A.P.: ““Esistono valori non negoziabili in una democrazia costituzionale?. La risposta per me è si, per molti politici, anche del mio schieramento, dipende…

  2. P.S. Segnalo anche gli altri articoli della Spinelli (sulla destra della pagina) come sempre illuminanti. Buona lettura!

  3. Io non ho capito dove Amicus Plato abbia letto che Enrico Letta suggerisce a Berlusconi di “non farsi vedere nei processi”

    Penso sarebbe corretto riportare le parole esatte del ViceSegretario del PD

  4. mi riferisco al fatto che Letta ha detto che è giustificato che Berlusconi si difenda “nel processo”, ma anche “dal processo”.
    La mia lettura è quella della maggior parte dei commemnatori, tant’è che la frase ha dato luogo a polemiche.

  5. Invito Barbara a leggersi l’intervista a Enrico Letta che trova qui
    http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=OHY14

    Io e Amicus non ci siamo inventati nulla.

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