dipende dai punti di vista

by Amicus Plato
reltivismo
Le consultazioni per le candidature del PD alle elezioni regionali sono state un successo o un fallimento? Dipende dai punti di vista. Uno spettatore comune direbbe un fallimento. Non si hanno nemmeno dati attendibili complessivi sulla partecipazione, ma sicuramente è stata almeno dieci volte inferiore a quella delle ultime primarie per la scelta dei segretari nazionale e regionale. Deprimente.
Ma dal punto di vista dei dirigenti regionali e provinciali del PD è stata un successo, perchè è andata esattamente come volevano che andasse: confusione sulle regole e sui risultati, poca gente, in modo che piccoli gruppi di sostegno a questo o quel candidato potessero facilmente influenzare la consultazione; così, i segretari potranno dire nelle rispettive assemblee che quelli che già avevano deciso che fossero candidati hanno il sostegno degli iscritti.
Ciò è particolarmente utile per fare passare le deroghe per il terzo mandato, giustificandole con il sostegno della base, se non degli elettori.
Il risultato finale sarà quello già deciso, ma si potrà dire che è il frutto di un'”ampia consultazione”: confermati tutti gli uscenti, compresi quelli al terzo mandato, salvo forse Donati ad Ascoli Piceno: Ricci, Mezzolani e Solazzi a Pesaro, Benatti, Lucchetti e Badiali ad Ancona, Giannini e Comi a Macerata, Petrini e Ortenzi a Fermo. Aggiungete due ripescaggi eccellenti, Giancarli ad Ancona e Colonnella ad Ascoli e un segretario di federazione provinciale, Giommi di Ascoli Piceno e la lista è praticamente fatta. Rimane un eventuale quinto posto ad Ancona (Busilacchi) e un eventuale terzo a Macerata (Sciapichetti); un eventuale quarto posto a Pesaro, al quale punta l’ex sindaco di Fano Carnaroli: che però incontra resistenze.
La lista degli eletti, sia chiaro, non dei candidati, perchè le liste saranno fatte anche in modo da evitare che ci sia qualche “infortunio”, vale a dire un eletto non previsto o un candidato che possa dare qualche fastidio ai “favoriti”, tipo Camilla Fabbri a Pesaro, o Venturi, Tamara Ferretti e Silvia Rosati ad Ancona. I quali vengono esclusi o scoraggiati dal partecipare.
Qualche sorpresa può capitare, nelle assemblee e ancora di più nelle elezioni; ad Ascoli, come sempre, si litiga, ma certamente le cose sono state gestite in modo tale da ottenere questi risultati: partecipazione, zero; competizione vera, zero; rinnovamento, zero. E la retorica sulle donne e i giovani? Un’altra volta.

2 thoughts on “dipende dai punti di vista

  1. Che tristezza !!!! Si va avanti come se nulla accadesse, i Circoli territoriali sono vuoti, i segretari si inventano forme partecipative ad uso personale, la liturgia della finta partecipazione trionfa, il nepotismo sostituisce il clientelismo.
    Ma allora va tutto male? Sappiamo solo polemizzare? siamo distruttivi?
    Mi piacerebbe partecipare ad un dibattito per analizzare “che fare”, come essere utili, quali contributi dare, sono ingenuo?

  2. http://alexandrerossi.blogspot.com/2009/12/qui-pdmarche.html è il link dove ho postato il discorso che ho pronunciato in occasione dell’assemblea provinciale del 17 dicembre

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