aspettando la befana

by Amicus Plato
befana
L’8 gennaio si riunirà il centrosinistra marchigiano e potrebbe esserci anche l’UDC. L’accordo di massima con Ucchielli e Spacca, e la benedizione di Casini, ci sono già, ma non si sa mai. D’altra parte, l’UDC ha capito che con la destra si perde: i sondaggi sono negativi, i dirigenti regionali del PDL litigano tra loro e Berlusconi non investirà nella Regione, considerandola persa o marginale. Per cui, via libera all’accordo con il centrosinistra.
Ma non tutti nell’UDC sono d’accordo, alcuni temono di apparire aggiuntivi e subalterni, per cui il segretario regionale Pettinari pone alcune condizioni che sembrano fatte apposta per essere indigeste alla sinistra radicale, ma non così stringenti da mettere in difficoltà Spacca: energia, ma non si dice sì alla centrale API, oratori e parrocchie, abolizione della Agenzia per la sanità e delle AATO (questa è facile, c’è già una proposta di Amagliani in questo senso).
Ma in definitiva non è dall’UDC che verranno ostacoli.
Piuttosto è dall’altro lato della maggioranza che potrebbero venire. La sinistra radicale ha chiesto e ottenuto da Spacca un documento di indirizzi con qualche parola d’ordine gradita: gestione pubblica di servizi (acqua in particolare), diritti dei popoli del Mediterraneo (?), salario sociale. Cose generiche o impossibili; nessun problema per Spacca a concederle.
La sinistra radicale vorrebbe che l’UDC fosse semplicemente aggiuntiva, l’UDC vuole invece marcare la differenza. Ma la sinistra radicale non può tirare troppo la corda, perchè sa che, dovendo scegliere, Spacca e Ucchielli sceglierebbero l’UDC e la lascerebbero scendere dall’autobus senza troppi rimpianti.
Da ultimo però, si è aggiunta una complicazione. L’ex segretario di RC Brandoni ha emesso un comunicato minaccioso verso la direzione del suo partito: nessuna concessione all’UDC, altrimenti si deve ridiscutere tutto e chi dirige RC non avrebbe il mandato di concedere alcunchè, visto che gli elettori del partito non sentono alcun bisogno di “alleanze di nuovo conio”. Dietro il messaggio di Brandoni c’è il conflitto sulle candidature: il Comitato regionale del partito ha infatti concesso la deroga per il terzo mandato per l’assessore uscente Amagliani; la lotta nel collegio di Ancona si fa dura, se si considera che, se si fa la lista unitaria RC-PDCI, ci saranno sia Amagliani che Bucciarelli che Brandoni. In uno scenario di previsioni non certo favorevole per la lista e un solo posto disponibile; e senza contare che potrebbe esserci anche Sinistra, ecologia e libertà coi suoi candidati.
La conseguenza, che Savelli, segretario regionale, e Amagliani non vogliono, potrebbe essere la rottura: gradita all’UDC e non sgradita a Ucchielli e Spacca.
Alrti movimenti minori, tutti collegati alla legge elettorale e alle difficoltà di accedere al Consiglio regionale per i più piccoli: la costituenda lista civica di Galeazzi e Mascioni puntava all’intesa con l’UDC, visto che da sola non potrebbe sicuramente farcela. Ma l’UDC non ci sente: perchè accordarsi con chi prende preferenze e porta pochi voti tanto più nella prospettiva di un accordo con Spacca (che non vuole Galeazzi) e Ucchielli (che non vuole Mascioni)? Galeazzi e Mascioni allora guardano all’API, la nuova formazione di Rutelli, ma per allearsi con chi? I repubblicani europei, anche loro alla ricerca di compagni per riuscire ad accedere al Consiglio, corteggiano la lista civica dei due ex, ma intanto partecipano alle riunioni del centrosinistra che i due ex non li vogliono. E Latini di Osimo? Nel suo comunicato, Brandoni parla di un “figuro”, da tenere accuratamente fuori dall’alleanza.
Insomma, un po’ di confusione. Che il centrosinistra può permettersi, dato che a destra c’è il vuoto. E poi alla fine deciderano tutto Spacca e Ucchielli e gli altri si adegueranno. A meno che la Befana non porti una sorpresa.

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