palmiro e gli altri

by Amicus Plato
lenin
Maria Cristina Benedetti sul Corriere Adriatico di oggi interpella i maggiori esponenti del PD marchigiano sulle alleanze politiche regionali. Marina Magistrelli la mette giù dura verso l’UDC: “non può dettare legge e farci tornare indietro, a prima del bipolarismo e alla politica dei ricatti; se vuole, l’UDC si aggiunga al centrosinistra, perchè squadra che vince non si cambia”. Ma, a parte il fatto che non tutti sono così certi che la squadra così come è vincerebbe, è chiaro che nessuna alleanza è possibile se si propone al potenziale nuovo partner semplicemente di aggiungersi; dicendogli in sostanza che è irrilevante sul piano dei contenuti e non ha niente di orginale da portare nella nuova squadra.
Come in sostanza manda a dire con la consuetà brutalità all’UDC anche la sen. Amati, per la quale, l’alleanza con l’UDC è utile solo per vincere dove il risultato è incerto; e non faccia tanto la difficile per l’eventuale presenza tra i simboli degli alleati della falce e del martello, che tanto i simboli non contano più niente.
Giovanelli se la cava senza sbilanciarsi: “negoziare con tutti…esaltare i valori di tutti, compresa la sinistra radicale”. Vannucci invece prova ad avanzare una proposta: “dividiamo i due piani, quello istituzionale e quallo di governo”. Decodificato: l’UDC vada per conto suo e diamogli la presidenza del Consiglio, in seguito entrerà in maggioranza.
Insomma, tutti guardano con timore o diffidenza alla strategia di Ucchielli, tutta sbilanciata sull’intesa “prioritaria” con l’UDC anche al costo di scaricare la sinistra radicale, ma sperano in qualche mediazione che riesca a tenere insieme tutti e non si contrappongono apertamente al segretario.
Viene da domandare loro: scusate, non potevate chiedere ad Ucchielli che cosa intendeva fare quando lo avete candidato all’unanimità segretario regionale invece di tirargli la giacca adesso? Quando avete sbandierato il “candidato unico” come prova dell’ unità del PD marchigiano, che faceva scuola alle altre regioni? Non vi sembra che “l’accordo prioritario con l’UDC” sarebbe dovuto essere un tema qualificante della piattaforma del nuovo segretario?
E chissà, se l’avesse posto con chiarezza, qualche altro candidato sarebbe potuto entrare in competizione con lui.
Programma, alleanze, scelta del candidato (con o senza le primarie), non doveva essere questo il percorso? Si procede esattamente all’incontrario: prima si escludono le primarie, poi si sceglie il candidato, poi si decidono le alleanze in base ad un disegno nazionale e non regionale, e alla fine si impacchetterà il tutto con un programma quale che sia.

3 thoughts on “palmiro e gli altri

  1. caro amicus, non sarà che pur di
    criticare Ucchielli mi diventi un sostenitore dell’accordo con la sinistra radicale? Per chi ti conosce sarebbe una vera sorpresa.

  2. caro vladimiro, come si dice in questi casi, grazie per la domanda che mi consente di spiegare come la penso.
    Non ho alcun pregiudizio sull’alleanza con l’UDC e neanche mi sento irrevocabilmante legato a quella con la sinistra radicale; anche perchè non penso che quella uscente sia una squadra vincente. Diciamo che ha pareggiato e con fatica.
    Noto però due contraddizioni nella linea del PD: la prima è che si era detto “mai più alleanze solo per vincere, il programma è la bussola” e ora i capi del PD dicono apertamente che si fa l’alleanza con l’UDC per vincere.
    La seconda è che si dice apertamente che l’input è nazionale, in spregio all’autonomia regionale.
    Insomma, programma e autonomia erano due pilastri del PD, se ricordo bene. Vengono abbattuti in quattro e quattro otto e senza discussione.

  3. mariano guzzini

    Già. Inoltre ci sarebbe il dettaglio del bipolarismo. Casini dice in ogni occasione che la politica dei due forni che gestisce ha lo scopo di dimostrare che il bipolarismo istituzionale è una bufala. Su questo punto non solo non risponde nessuno, ma sui progetti di legge elettorale si comincia a dare ragione a Casini.
    Inoltre sarebbe ora di dire qualcosa su Osimo e su Latini, neo nominato responsabile regionale dei Rutelliani marchigiani (quindi più “a sinistra” di Galeazzi e di Aguzzi).
    Latini in Osimo è fortemente avversario del Pd. Come, del resto, il segretario regionale Udc che vicepresiede la nuova maggioranza della Provincia di Macerata.
    Non so. Non vorrei ragionare solo con il cuore e con la passione. Se l’obbiettivo del Pd fosse convincere chi non ha votato a votare Spacca non so se questi scenari convinceranno gli astenuti a tornare in cabina e votare centro sinistra.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *