suor pascalina, l’anticamera del potere

by Ciriaco
suor pascalina
La storia del potere presenta spesso la figura dell’eminenza grigia. Padre du Tremblay era un cappuccino (dal colore del suo saio deriva il nomignolo) segretario di Richelieu che, pur non avendo alcun incarico ufficiale, consigliava il cardinale e svolgeva per lui delicate missioni. Ancora più famosa la figura di Rasputin, il monaco guaritore molto influente alla corte dell’ultimo zar di Russia, al punto da suscitare odì ed invidie che portarono al suo assassinio. Negli ultimi tempi della Germania nazista, grande era il potere del segretario di Hitler, Martin Bormann. Talvolta la figura è istituzionalizzata (il capo di Gabinetto, il segretario particolare), talvolta emerge per i rapporti personali con l’effettivo detentore del potere. Tipico il caso delle mogli dei presidenti americani: alcune, come Eleanor Roosevelt, svolsero in prima persona attività pubbliche, anche se non in rappresentanza del Presidente, altre, come Nancy Reagan o Rosalyn Carter fino a Hillary Clinton, erano influenti come consigliere.
Uno dei personaggi più famosi e controversi fu suor Pascalina Lehnert. Destinata nel 1918 al servizio del nunzio apostolico in Germania Eugenio Pacelli come governante, lo seguì a Roma quando divenne Segretario di stato e gli rimase accanto per tutto il suo papato, fino alla morte nel 1958. Donna energica e fidata assunse gradualmente un grande potere. Non era un consigliere, non aveva nè l’intelligenza nè la cultura necessarie; il potere gli derivava dalla fiducia che in lei riponeva Pio XII e dall’energia e l’astuzia con cui guidava la sua vita privata e controllava la sua anticamera. Per arrivare al Papa, perfino i cardinali dovevano passare per suor Pascalina. Facendo da filtro con il tacito assenso del Pontefice, finì per avere un potere che nè il ruolo di semplice governante nè le doti giustificavano.
Nell’immediato dopoguerra, il suo potere aumentò ancora di più, perchè a lei il Papa affidò la gestione della grande massa di aiuti, in denaro e beni, che arrivavano direttamente a lui e che lei distribuiva discrezionalmente a istituzioni, parrocchie, famiglie.
Il suo potere che sconvolgeva regole e procedure e i suoi modi le crearono molti nemici in Vaticano. Fu lei a consegnare il testamento del Papa al cardinale Tisserant, segretario di Stato. La prima cosa che fece il nuovo Papa Giovanni XXIII fu di congedarla. Suor Pascalina si trasferì al Pontificio seminario nordamericano a Roma. Fino alla morte, avvenuta nel 1983, ostile alle riforme introdotte dal nuovo Papa e dal Concilio Vaticano II e fedele alla Chiesa della Controriforma.
Dieci anni dopo la sua morte, il futuro Benedetto XVI la ricordò con queste parole:
“in qualità di domestica e di segretaria, con i suoi modi pratici e genuini ha saputo ceare intorno a Pio XII un ambiente umano autentico, perchè potesse dedicarsi nel modo migliore al suo compito in un periodo storico molto difficile”.

Bibliografia: Martha Schad, “La signora del sacro palazzo. Suor Pascalina e Pio XII”, San Paolo.

4 thoughts on “suor pascalina, l’anticamera del potere

  1. mariano guzzini

    Ciriaco ci propone un gioco, che mi pare di capire è anconitano. Ciriaco è un nome poco esportabile altrove. E quando mi si invita a giocare, gioco, rischiando di farmi qualche nuova nemica.
    Sicchè se i sacri palazzi fossero dorici finirei per azzardare il nome di Anna Maria Gabrielli, che oggi è insediata nel ruolo che fu di Bruno Bravetti.
    Altra ipotesi appesa al chiodo della leggenda potrebbe essere Marina Magistrelli con Prodi. Ma si tratta di un mito alimentato da Marina, più che di un fatto reale. In questo caso corro il rischio di farmi un’amica, più che una nemica.
    Tertiam non datur.
    Ma io sono poco informato su quello che capita nei sacri palazzi, o in quelli profani. Aspetto di leggerne altre.
    Si sbalio, mi korigerete.

  2. …che premio c’è per chi risolve il rebus???

  3. Chissà perché, ’sta Pascalina mi ricorda qualcuna, in ambito molto più laico. Di suor Pascalina si disse: “con i suoi modi pratici e genuini ha saputo creare un ambiente umano autentico, perché (il papa) potesse dedicarsi nel modo migliore al suo compito in un periodo storico molto difficile”. Bene, stando attenti al fatto che le analogie a ben guardare sono solo apparenti, A.L., posso lanciare il prossimo indovinello? Cioè: a chi vi fa pensare? Tempo, attuale; città, Ancona. E non stiamo parlando di monsignor Menichelli, beninteso…

  4. MA mi sembra ovvio: Pascalina è stata la moglie di Pio XII, non l’avete capito? Ne gestiva la vita privata, era come una domestica e poi era anche più giovane di lui. é chiaro che trombassero insieme, suor Pascalina e Sua Santità Pio XII

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