29 marzo

by Amicus Plato
uovo di pasqua
Dunque si vota, e anche nel Lazio, domenica e lunedì prossimi. Sono elezioni regionali, ma come sempre il loro risultato verrà letto come test nazionale, per rispondere a diversi interrogativi.
Il primo è quello sul declino di Berlusconi. Dipenderà da quante regioni prenderà il centrosinistra e quante il centrodestra. Man mano che le elezioni si avvicinavano, Berlusconi ridimensionava le aspettative e abbassava l’asticella: visto che parte da 11 a 2 per il centrosinistra, ora i suoi mettono le mani avanti e dicono che qualsiasi risultato superiore sarà un successo. In realtà, un 9 a 4 (conquistando la Campania e la Calabria e confermando Lombardia e Veneto) sarebbe una sconfitta; se invece dovesse prevalere in Lazio, Puglia, Piemonte e magari Liguria ribaltando i rapporti di forza (8 a 5 per il centrodestra) griderebbe al trionfo.
Nella quattro regioni in bilico i sondaggi sono inconcludenti, molti ancora gli indecisi; gli esperti dicono che dipenderà dal tasso di astensione: quale schieramento penalizzerà maggiormente. Per questo il Cavaliere ha riempito Piazza S. Giovanni.
Ma a meno di un trionfo, i problemi e le divisioni nel PDL non spariranno: nella prospettiva del tornante del 2013 (elezioni politiche e del Presidente della Repubblica) i giochi si riapriranno.
Per converso dal risultato del centrosinistra e del PD si vedrà se la strategia di Bersani gode di un consenso che gli consenta di proseguire sulla strada dell’alleanza con l’UDC e di un nuovo centrosinistra da Casini a Vendola. Da questo punto di vista, il risultato delle Marche sarà osservato anche a Roma: non è in discussione la vittoria di Spacca, che ha dieci punti di vantaggio nei sondaggi che Marinelli non sembra in grado di scalfire, ma le percentuali degli schieramenti e dei diversi partiti, che permettano di capire se il test marchigiano è confortante per la nuova alleanza: se il PD, al quale è venuta a mancare la sponda di SEL (ma di questo Ucchielli deve rimproverare soprattutto sè stesso), perderà molti voti verso l’estrema sinistra, se l’UDC a sua volta ne perderà molti a destra, il segnale sarà negativo.
Anche le elezioni comunali di Macerata daranno un segnale: in quel comune, infatti, l’UDC, in contrasto con gli orientamenti regionali, appoggia il candidato del centrodestra, l’ex AN Pistarelli. Sarà interessante comparare i risultato comunali con quelli regionali. Altri interrogativi locali: il risultato della Lega, specie nel pesarese, quello dell’IDV, tra il giustizialismo di Di Pietro e la pirateria di Favia, quello di Rossi nella provincia di Ascoli, quello di Ancona, dove è da vedere se la formazione della nuova amministrazione e i suoi stentati primi passi avranno un riscontro elettorale (a chi andranno i voti di Vola Ancona e quelli della lista Grillo?), quello di Jesi, dopo lo sconquasso provocato dalla vicenda Sadam, e infine quello di Senigallia che avvierà il post-Angeloni.

2 thoughts on “29 marzo

  1. Secondo me non era impossibile puntare ad una replica dei risultati del 2005, magari con alcune vittorie di stretta misura come accadde 5 anni fa in Puglia e Piemonte, iniziando con lo scegliere per tempo candidati di valore e alleanze opportune.
    Invece in Lazio e Campania si è arrivati ad accettare le autocandidature di Bonino e De Luca in extremis non avendo trovato altri candidati.
    Comunque aggiungo che la Bonino è un ottima candidata e se anche De Luca riuscisse a vincere in Campania, dopo i disastri di Bassolino e lo scandalo Marrazzo, sarebbe davvero un ottimo risultato.
    Ma si può sperare che si apra una stagione di riscossa come sta avvenendo in Francia? Al momento non mi sembra e dico questo non solo basandomi sui sondaggi periodici sbandierati da Berlusconi, ma sul fatto che le attuali opposizioni sembrano andare ognuno per proprio conto, basti vedere quante volte Pd, Idv e Udc votano in ordine sparso sui provvedimenti del governo.

  2. E se il problema vero fosse quello della credibilità delle persone, alla luce della loro storia, di ciò che hanno detto e di ciò che hanno fatto? Per esempio la Bonino nasce e si presenta come la più antimilitarista e nonviolenta che si possa immaginare e poi, dopo tanti anni di onorata carriera gandiana, dichiara (e pratica l’idea) che qualche guerra si può fare… che le bombe e i morti si possono accettare…

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