la consolle

by Amicus Plato
regia
Palmiro Ucchielli alla consolle. Così dice lui, gli piace fare il regista, non l’attore: ma il suo film è appena cominiciato, il bello deve venire.
Finora, è stata girata la scena dell’alleanza PD-IDV-UDC e della rottura con la sinistra radicale, poi quella della vittoria. Vittoria scontata, il problema era solo l’entità del distacco: perchè la nuova alleanza potesse perdere, l’UDC avrebbe dovuto cedere più della metà dei suoi voti al PDL e la coalizione RC- PDCI- SEL avrebbe dovuto raddoppiare i suoi voti a scapito del PD. Una catastrofe impossibile.
Vero è che il distacco tra centrosinistra e centrodestra, pur dimezzato rispetto a 5 anni fa (se si tiene conto dello spostamento dell’UDC), è rimasto consistente, per cui si può dire che l’elettorato marchigiano ha approvato, o perlomeno non ha contestato, la formazione della nuova coalizione.
Ma questa, come è stato detto fino alla noia, è stata il frutto di un disegno nazionale: un laboratorio per sperimentare in condizioni di sicurezza l’alleanza con l’UDC e senza la sinistra radicale. Fino all’ultimo, nessuno è stato in grado o si è preoccupato di dare a questa nuova coalizione delle ragioni “marchigiane”, cioè legate ai problemi nostri e ai progammi per affrontarli.
Solo all’ultimo, e per motivi più che altro simbolici, si sono inseriti nel programma della coalizione alcuni punti (l’assessorato alla famiglia e simili) con l’intento abbastanza evidente di dare una mano all’UDC nel giustificare con il suo elettorato il cambio di collocazione.
Dicevo, ora viene il bello. Nel senso che se l’esperimento marchigiano ha avuto successo, è rimasto di fatto isolato sul piano nazionale. Anche per ambiguità dell’UDC, che si è alleato con il PD in tre regioni e con il PDL in altre tre. Perdendo in Piemonte, anche per le reprimende dei vescovi (che per il partito di Casini non sono indifferenti).
Insomma, l’alleanza PD-UDC deve trovare sue specifiche ragioni “marchigiane” per accreditarsi su piano locale e nazionale. Ragioni di programma e di metodo che facciano vedere il miglioramento rispetto al passato. E queste non possono davvero consistere nell’assessorato alla famiglia e simili. I nodi sono altri: la riorganizzazione del sistema sanitario, la nuova programmazione territoriale che supporti l’evoluzione del “modello marchegiano” e ne corregga i guasti, i servizi pubbici locali (acqua, trasporti, rifiuti), e soprattutto, nella prospettiva del federalismo fiscale, nuovi traguardi di efficienza della spesa e di responsabilizzazione dal lato delle entrate fiscali.
Qui si vedranno le ragioni e i risultati della nuova alleanza, e le capacità di chi starà alla consolle.

4 thoughts on “la consolle

  1. Gianluca Fioretti

    Uniti, con idee e progetti chiari – “Working on a dream to 2013” per tornare al Governo.

    Al di là dei proclami, dei comunicati, delle vittorie e delle sconfitte assunte, attribuite e “vendute”, le critiche ed i dubbi, molteplici, espressi dall’elettorato del centrosinistra dopo le elezioni regionali esprimono comunque un sentimento diffuso, da non sottovalutare.

    L’unità si costruisce anche attraverso le alleanze, che non possono essere sperimentate da una regione all’altra, da una provincia all’altra. … Mostra tutto

    I temi espo(propo)sti dalle liste espressione del “popolo” di Grillo (formato da migliaia di giovani e cittadini i quali, come il “popolo viola”, non possono, non devono essere messi da parte, ma devono essere ascoltati e “affrontati” con il confronto) devono essere i nostri. Perché sono di sinistra.

    Difesa dei Beni Comuni, come l’acqua pubblica; no ad inceneritori e alle grandi centrali (il no al nucleare è conseguente, fisiologico…); si alla raccolta “porta a porta” della risorsa-rifiuto, e alla produzione di energia diffusa, con un radicale rinnovamento della rete di distribuzione ed una grande, “rivoluzionaria” grande opera: la riqualificazione energetica degli edifici, di quelli pubblici in primis; no alle grandi opere devastatrici di un Territorio al collasso, bisognoso di una profonda opera di salvaguardia e riqualificazione; dignità e difesa del lavoro; lotta vera, dura, all’evasione, con pene severe a chi elude il Fisco a danno degli italiani onesti; difesa e dignità al settore Pubblico; difesa della Costituzione e delle Istituzioni; una autentica, definitiva pulizia morale, per un vero, nuovo inizio; e tanti altri…

    Io, come ho sempre detto e scritto, ho una forma inguaribile di torcicollo, verso sinistra.

    Lì si vince, “là” ci siamo, dobbiamo esserci noi. Non solo nelle Marche, in Basilicata o in provincia di Lecco. No. Alle Politiche del 2013. Con un Candidato “altro”.

    C’è ancora tempo. Non per “laboratori” imposti dall’alto e costruiti sul nulla, in pochi giorni, con alleati che da una parte ti sostengono, da un’altra vanno da soli, da un’altra ancora si schierano con la destra e si vantano di averla fatta vincere! Non per programmi “locali”, regionali, provinciali, privi di un respiro più grande, fatto di Valori comuni e non costruito a freddo, per una “alternativa” che si riduce poi al solito “contro”, incapace di offrire una Speranza e un motivo per cui lottare ed impegnarsi. Non per i proclami politici, farciti del solito linguaggio, che parlano di vittorie surrogate da freddi dati elettorali. No.

    Si fa ancora in tempo a restituire dignità e “capacità del sogno” ai milioni di italiani “nostri”, stanchi, incazzati, che vedono puntualmente svilire la loro fiducia il momento dopo in cui l’hanno offerta, sia dopo le ultime “grandi primarie”, di coalizione o di partito, sia dopo le altre tappe principali della vita politica.

    E allora. Per battere questa destra, regnata da un videocrate sempre più pericoloso; per ridare dignità e coraggio ad una Italia “ispirata” dalla CEI ed in mano in gran parte del suo territorio alla criminalità organizzata; per risollevare il nostro splendido Paese, le nostre Comunità, i nostri Comuni, i nostri Cittadini, milioni, sfiduciati ma maledettamente ansiosi di avere un Sogno e una Speranza su cui lottare e rialzarsi. Serve di più. Abbandonare i soliti linguaggi. Abbandonare le solite liturgie. Rinnovare VERAMENTE un gruppo dirigente vecchio, di testa prima che di età anagrafica. Occorre chiarezza, nei programmi, nelle alleanze, negli intenti. Occorre sapere, e comunicare, chi siamo, cosa vogliamo e, infine, dove vogliamo andare. Le solite frasi, ma questo ancora non è stato fatto, non lo abbiamo fatto. Non in modo chiaro, semplice e dunque concreto.

    Il Partito Democratico è una realtà, solida. Ma da solo non può vincere. Da soli non possiamo vincere. Nessuno di noi. Né, possiamo vincere con le addizioni, perché il rischio è di scuocere una zuppa di ingredienti (Valori) insipidi. Ho conosciuto decine di iscritti, in giro per l’Italia, ragazzi, ma non solo, anche Senatori, Deputati, i quali hanno le capacità e l’entusiasmo per cambiare. Da qui si deve partire. Ma deve scrivere una volta per tutte in modo chiaro e preciso, il PD, i dati e i numeri nella sua carta d’identità, trasformarsi da contenitore elettorale a scrigno di progetti e speranze. Legare le forze più affini ad un Progetto comune, di Governo e di Responsabilità nazionale. Se non si farà questo ora, saremo condannati all’opposizione e a far scivolare la nostra Italia verso derive pericolose.

    Questo è il pessimismo della ragione: lottiamo e impegniamoci per far vincere l’ottimismo della volontà! Ognuno nel suo piccolo, con impegno e passione, come cerco di fare io.

    2 aprile 2010

    Gianluca Fioretti
    Sindaco di Monsano
    Presidente Ass. nazionale dei Comuni Virtuosi
    http://www.comunivirtuosi.org

  2. Fioretti… quel 38,2% che è stato a casa e che fa la differenza queste lunghe tiritere di esalta(n)ti proclami manco li legge (e ascolta) più. Date le soluzioni, più che continuare con gli enunciati dei problemi…!!! Di Berlusconi ne basta e avanza uno.

  3. jesolitico inferiore

    Mariangela con i suoi punti esclamativi sottolinea con forza il tema da svolgere: la ricerca delle soluzioni. Prima ancora delle soluzioni, mi pare essere la ricerca il tema che la “civiltà politica del presente” ha di fronte.
    Che non ne veda i contorni è preoccupante.
    Antelitteram è un luogo di pensiero, e se si riuscisse a vederne i contorni di “luogo” concreto forse risponderebbe anche ai bisogni di chi questi luoghi li cerca e non li trova.
    Antelitteram mi pare che evidenzi un suo “modo” di svolgere il pensiero, modo che è assente altrove, per lo meno a quanto mi risulta.
    Antelitteram mi pare abbia in questi anni praticato l’esercizio del pensiero politico, con tutti i limiti del mezzo e delle persone che lo usano. E’ comunque una esperienza di concretezza pensante, e non mi pare poco. Trasformarlo di più in “luogo” dove questi bisogni trovino accoglienza è quasi come “fare scuola”. Una idea questa che trovo convincente, perchè elimina le differenze tra vecchio/giovane nel lavoro intellettuale (come direbbe Gramsci…).
    Scusate le virgolette.
    Leggo con piacere, sempre.

  4. Gianluca Fioretti

    Mariangelaq, le soluzioni sono contenute nelle mie righe. Le stanno adottandso decine di Comuni in giro per l’Italia. PD e non PD. Noi siamo molto umili, onesti, e ci crediamo. Insomma, (dis)illusi. Lavoriamo dal basso, sul campo, e cerchiamo di stimolare (mettici qui il verbo che vuoi..) chi invece sta in consolle, direttamente, senza mai essersi “sporcato” con l’amministrare un Comune, un territorio. Tutto qui.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *