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NF

Mark Lilla, “Il genio avventato. Heidegger, Schmitt, Benjamin, Kojève, Foucault, Derrida e i tiranni moderni”, Baldini Castoldi Dalai. 😐

Maestri molto di moda negli anni scorsi che non piacciono all’autore. In comune hanno la loro opposizione al razionalismo illuministico, l’ammirazione per Nietzsche, Marx (Benjamin) Hegel (Kojève). Alcuni di loro hanno giustificato il nazismo fino ad aderirvi, oppure il comunismo, o l’estremismo sessantottino. Con la loro critica corrosiva hanno delegittimato i valori di libertà e eguaglianza alla base delle società democratiche o messo in discussione istituzioni fondamentali: la scienza, la politica, lo stesso linguaggio.
L’autore perciò li accomuna, ma più di lui lo fa l’editore mettendo insieme saggi diversi tra loro e pensatori difficilmente accomunabili sotto l’accusa di avere flirtato o appoggiato le forme moderne della tirannia.

NF

Michele Martelli, “Italy, vatican style”, Fazi. 🙂

Un libro a difesa della laicità e del laicismo, che non è altro, per Martelli, che la dottrina della laicità e che solo la retorica dei teologi alla Ratzinger contrappone. Il relativismo, contro cui si scagliano Benedetto XVI e i teocon, non è altro che il fondamento delle società liberaldemocratiche; la pretesa che l’Europa abbia fondamenta cristiane è appunto solo una pretesa che non ha fondamenta storiche e che nasconde il fatto che l’Europa moderna nasce in contrapposizione con le visioni teocratiche e clericali sostenute dalle gerarchie vaticane in eterna contrapposizione con la libertà di pensiero e della ricerca scientifica.
Perciò la richiesta, avanzata dal Papa, che sia dato spazio a Dio nel discorso pubblico ha come inevitabile conseguenza la messa in discussione di princìpi fondamentali delle società democratiche e liberali: la sovranità del popolo, la separazione dei poteri, l’autonomia dello Stato dalla Chiesa e della ragione dalla fede. E sbagliano queli filosofi e sociologhi, come Habermas, che cercano impossibili mediazioni e teorizzano una nuova laicità, secondo la quale la sfera pubblica deve essere aperta alle religioni, a condizione che il loro linguaggio sia tradotto in quello laico; o quei giuristi come Bockenforde, ispiratore dei teocon, secondo i quali le societa moderne sono prive di fondamenti etici sufficienti a tenerle insieme.
In questo modo si apre la strada al “sofisma di Ratzinger”, secondo cui la laicità è da intendere come autonomia della sfera civile da quella religiosa e non come autonomia dalla sfera morale. Sofisma attraverso il quale il Papa nega che la società secolare e laica possa avere propri fondamenti etici e ripropone il primato della Chiesa come unico tribunale etico a cui la politica si deve sottomettere.

NF

Giampaolo Pansa, “I cari estinti. Faccia a faccia con quarant’anni di politica italiana”, Rizzoli. 😐

Pansa scartabella nei propri archvi di 40 anni di professione giornalistica e propone medaglioni dei protagonisti della prima Repubblica (il libro si ferma a Tangentopoli, ma forse ci sarà un seguito) ricavati da interviste articoli, inchieste e appunti. Qualche episodio divertente, ma niente di nuovo.
Chi ha vissuto quelle vicende non ne ricava molti stimoli di ulteriore riflessione e i giovani faranno fatica a farsi un’idea di che cosa era la prima Repubblica. Ma Pansa scrive bene.

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