cronaca elettorale londinese

by G.A.
brown cameron
La più discussa novità del giorno della campagna elettorale britannica è stata la proposta introduzione, delineata dal Partito conservatore, di un’agevolazione fiscale annuale di 150 sterline per coppie sposate.
L’aiuto sarebbe destinato alle 4 milioni di coppie nel Regno Unito con un reddito inferiore alle 44.000 sterline annue, dove uno dei due non faccia uso completo della propria detrazione di imposta sul reddito individuale. Il costo per il governo sarebbe di £550 milioni l’anno, finanziati dalla tassa sulle banche pianificata dal partito.
Il Labour party ha prontamente evidenziato come il provvedimento, che favorirebbe le coppie in cui uno solo degli sposi abbia un reddito fisso, discrimini unioni o famiglie di altro tipo, e il primo ministro Gordon Brown ha definito la misura un “dare poco con una mano e togliere molto con l’altra”, riferendosi al fatto che sotto un governo conservatore somme quali i fondi fiduciari destinati ai bambini e i budget delle scuole sarebbero tagliati, rendendo la vita più difficile finanziariamente alle famiglie.
L’agevolazione, che equivarrebbe a un risparmio di 3 sterline a settimana, è stata giudicata “compiacente” e “inutile” dai Liberaldemocratici. David Cameron, leader dei Conservatori, sostiene invece che sia un primo passo verso il riconoscimento del matrimonio nel sistema fiscale, un’iniziativa promossa da tempo dal partito e che ha intenzione di portare avanti in futuro.
Dopo i recenti, veementi attacchi conservatori al partito di Brown, centrati soprattutto sul deficit di bilancio accumulato dal Regno Unito sotto il governo Labour, è ironico osservare come a pochi giorni dall’inizio della campagna elettorale il Partito conservatore proponga tagli settimanali del valore di una pinta di birra piuttosto che lanciare un suo programma di austere misure finanziarie per risanare l’economia del paese.
Nel frattempo, da brava cittadina europea residente a Londra e contribuente agli introiti di Her Majesty’s Revenue and Customs, il Ministero delle Finanze britannico, ho ricevuto ieri per posta il mio documento elettorale. Come italiana, non posso votare per le elezioni politiche ma per quelle, contemporanee, per il Westminster City Council, il borough (distretto) di Londra in cui vivo. Il distretto è diviso in 20 wards (circoscrizioni), ognuna con tre consiglier. Sulla scheda di voto potrò indicare fino a 3 preferenze. Una lista dei candidati dei quattro partiti in competizione (Labour, Conservatori, Liberaldemocratici e Verdi) relativi ai vari boroughs sarà pubblicata lunedì.

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