i candidati e la chiesa

by il nostro inviato a Bristol
clegg
All’Arnolfini Centre, sul nuovo waterfront di Bristol, si è svolto ieri il secondo dibattito tra i candidati premier del Regno Unito. Come era prevedibile, non c’è stato il netto successo dell'”homo novus” Nick Clegg, il leader del Liberaldemocrats, l’uomo che potrebbe demolire lo storico bipartitismo inglese imperniato su Labour e Conservatori. L’effetto novità era già svanito e gli avversari si erano preparati a non sottovalutarlo: a Cameron avevano detto di guardare nella telecamere e di non inarcare le sopracciglia (gli dà un’aria presuntuosa); Brown, consapevole di non essere un divo televisivo, ha messo subito le mani avanti dicendo che si votava non per lo stile e per l’immagine, ma per la sostanza.
Ed è stato efficace, trovandosi a suo agio su temi, come la Difesa e l’economia su cui ha una lunga esperienza di governo. L’esito, secondo i sondaggi, è stato incerto, una specie di pareggio e le intenzioni di voto continuano a vedere i tre contendenti attestarsi intorno al 30%, Brown un po’ sotto e gli altri due un po’ sopra.
La strategia di Brown è recuperare alcuni punti e sperare nella divisione degli elettori tra le due proposte che si contendono un elettorato stanco di 13 anni di governo Labour. Per questo, dà spazio a Clegg, nella speranza che tolga voti a Cameron e indirettamente gli spiani la strada alla riconferma.
Il dibattito ha mostrato alcune differenze su questioni importanti: sull’Europa, Cameron scettico e gli altri due favorevoli; sull’armamento nucleare, Clegg contrario e gli altri due favorevoli. E anche sul nucleare civile, Clegg contrario e gli altri due favorevoli, con Brown che punta di più sulle fonti pulite e Cameron sul risparmio energetico.
Ma la vera soddisfazione per un italiano che vive in Inghilterra è sentire le risposte dei candidati alla domanda sull’atteggiamento verso la Chiesa cattolica. Qui non ci sono sostanziali differenze; rispetto per la Chiesa e apprezzamento per la sua opera, ma critica forte per la timidezza sugli abusi commessi dai sacerdoti, solidarietà alle vittime e dissenso sulle posizioni del Vaticano in merito a omosessualità, aborto, contraccezione e ricerca scientifica.
Una visione comune improntata a laicità e tolleranza. Qui sarebbe impensabile e unanimemente rifiutato l’atteggiamento di chi vuole interferire sulla legislazione o ergersi a tribunale etico sopra la politica. A Mons. Fisichella e Padre Cantalamessa darebbero il visto di ingresso solo perchè hanno una lunga tradizione di tolleranza, ma gli consiglierebbero caldamente di tacere.

2 thoughts on “i candidati e la chiesa

  1. Ho avuto modo di seguire ieri su Rainews24 alcuni spezzoni del dibattito e ho provato una grande invidia per il livello alto, civile, da democrazia matura, del confronto tra i candidati, che stride palesemente con i toni da zuffa continua e dal linguaggio in politichese usato nei nostri dibattiti. Confronto ancora più umiliante se si è avuto modo di seguire anche quanto si è visto e sentito alla direzione nazionale del Pdl di ieri.
    Davvero un altro mondo!

  2. wilmer ricciotti

    Ieri, nel rusco che regolarmente entra dalla buca delle lettere del mio
    flat a Edinburgo, ho trovato anche una comunicazione elettorale degli
    Scottish Liberal Democrats. Ho pensato di trascriverlo perché potrebbe
    costituire una buona base per discutere di come è fatta la campagna
    elettorale in un paese “più normale” del nostro. Io sospetto che le
    questioni sollevate in questa campagna elettorale britannica non
    potrebbero mai impressionare un elettorato, come quello italiano,
    affetto da stato vegetativo persistente, forse irreversibile.

    * * *

    http://www.ScotLibDems.org.uk

    Fairer taxes that put money back in your pocket!
    Nick Clegg’s tax plan means that you will pay no tax on the first
    £10,000 you earn — cutting most tax bills by £700.

    change that works for you — building a fairer Britain

    Four steps to a fairer Britain

    1. Fairer taxes that put money back in your pocket
    Pay no tax on the first £10,000 you earn — cutting most tax bills by £700.

    2. A fair chance for every child
    More cash for schools to recruit teachers, improve discipline or give
    one-to-one tuition. No tuition fees anywhere.

    3. A fair future: create jobs by making Britain greener
    Invest in public transport, renewable energy and energy efficient homes.

    4. A fair deal for you from the politicians
    Make politicians accountable and give you the right to sack corrupt MPs.

    The Lib Dem difference

    The Liberal Democrats will take action to protect frontline NHS services.
    We will pay for more police on patrol, restore the pensions’ earnings
    link and deliver fair pay for the armed forces.
    We can make this pledge because we have identified real savings to pay
    for it.
    The Lib Dems are the only party with a plan to balance the country’s
    books after the recession.

    Labour’s record of shame
    – Went to war in Iraq
    – Raised taxes on lower paid
    – Closed thousands of local post offices
    – Dithered over taking action on MPs’ expenses

    “Spending squeeze for NHS despite Darling’s promise” — The Independent,
    11 Dec 2009

    Isn’t it time you had an MP who fights for you?

    Liberal Democrats
    change that works for you

    In Scotland there is only one party in a position to challenge Labour’s
    domination of our politics at Westminster – the Scottish Liberal Democrats.

    More and more people are switching to back Lib Dem campaigners up and
    down the country.
    They know that every vote for the Liberal Democrats is a vote for real
    action on jobs, to give every child a fair start in life and for fairer
    taxes.
    Join the campaign for change that works for you. Vote for Tim McKay.

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