la gaffe

dal nostro corrispondente da Londra
brown
Gordon Brown, premier uscente, è indietro nei sondaggi per le elezioni del 6 maggio. E come se non bastasse ha commesso una gaffe che rischia di peggiorare la situazione.
Per un lettore italiano, abituato a ben altri guai che derivano da intercettazioni e “voci dal sen fuggite”, la sua gaffe può fare sorridere, ma in Gran Bretagna la prendono sul serio, anche se, con stile perfettamente british, gli avversari liberaldemocratici hanno detto che non spetta a loro fare commenti.
E’ andata così. Brown faceva campagna a Rochdale, stringeva le mani per la strada e un’anziana elettrice labour gli ha fatto qualche domanda che mostrava il suo scontento, specie per quanto riguarda l’immigrazione: “ci sono troppi slavi in Inghilterra” ha detto. Brown ha risposto alla meglio, poi si è infilato nella sua auto e se ne è andato, ma il suo microfono è rimasto inavvertitamente acceso.
E così tutti hanno potuto sentire, attraverso le Tv che lo hanno registrato, che era irritato per le domande:
“ma chi ce l’ha portata? E’ stato un disastro”, domandava rivolto al suo segretario. Questo gli chiede “ma cosa ha detto?” e lui “un po’ di tutto, era una bigotta”.
Appena la cosa si è risaputa, Brown ha telefonatao alla signora scusandosi, ma questa a sua volta ha dichiarato di essere molto contrariata e che non avrebbe più votato Labour. L’Ufficio stampa del Labour ha giustificato l’accaduto come frutto di un momento di nervosismo per una conversazione difficile, ma ha criticato il premier e detto che questo tipo di contatti col popolo sono necessari in campagna elettorale.
I media si sono fiondati sulla gaffe e l’hanno riportata ripetutamente nei loro notiziari. Senza aggressioni ma sottolineando la stanchezza di Brown e, fatto grave per gli inglesi, la sua ipocrisia: dice una cosa in pubblico e ne pensa un’altra.
E’ dovuto intervenire Lord Mandelson, che in questa occasione è apparso più che mai la carta di riserva del Labour per la premiership, visto che Clegg, leader del Lib-Dem, ha detto di non essere contrario a partecipare al governo con il Labour nel caso di “hung Parliament” (letteralmente Parlamento “appeso”, va a dire senza maggioranza predefinita dal voto), ma non con Brown capo del Governo, se il Labour non dovesse arrivare primo nel voto.
Mandelson ha criticato lo sfogo di Brown, e ha detto che gli uomini politici sono esseri umani e che capita loro, come a tutti, di dire una cosa che non pensano.
“Ma come fa un elettore a sapere come la pensa davvero?” gli ha chiesto la giornalista. Fa testo tutta la sua storia, pubblica e privata, che mostra come sia Brown che il Labour party siano stati sempre sensibili e “compassionate” verso il popolo. E ha ribadito che il premier è sinceramente dispiaciuto.
Lascio a voi giudicare l’episodio e confrontare la campagna elettorale inglese con quella italiana.

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