secondo tempo

by Amicus Plato
belen
La stampa ha deciso di proporre un’immagine del Sindaco di Ancona come quello che alla fine cede sempre a Favia. E anche oggi ce la propone, a proposito dell'”accordo” su un rimpasto da fare prima e non dopo le vacanze.
Ma forse le cose non stanno proprio così. Favia ha deciso di soprassedere rispetto alla sua intenzione di fare uscire l’IDV dalla Giunta e dare a Gramillano solo l’appoggio esterno e non si può escludere che la sua decisione sia dovuta, oltre al fatto che il vicesindaco Brasili era restio ad andarsene, alla costatazione che la riconquista da parte dell’IDV di una libertà d’azione nei confronti della Giunta avrebbe comportato una reazione simmetrica da parte di Gramillano e del PD: vale a dire la libertà di scegliere una diversa maggioranza.
C’è Duca che è pronto ad entrare, naturalmente alle sue condizioni. E già si è preparato la strada tacendo sulla questione Metropolitan: un progetto assia più discutibile di quello della Giunta Sturani, contro cui si scagliò a suo tempo. E ci sono contatti anche con l’UDC e Vola Ancona, che stanno ormai vicine alla fusione.
Un’intesa con l’UDC, tra l’altro, andrebbe nella direzione della nuova maggioranza regionale e quindi, a parte l’ostilità personale di Spacca verso Galeazzi, non potrebbe non essere gradita in Regione.
Per questo, Favia cerca di muoversi all’unisono con l’UDC, ma in cuore suo sa di potere essere scavalcato e rimanere a mani vuote. D’altra parte, direbbe Ucchielli, “chi di spada ferisce..”
Meglio stare dentro, quindi: finché ci sta può fare valere l’argomento della maggioranza voluta dagli elettori, ma una volta fuori si mette dalla parte del torto e giustifica un cambio di maggioranza.
Tutto questo mostra che la situazione anconetana è aperta a diversi sviluppi, perchè è nuova: prima, c’era il PD partito largamente maggioritario (il 45% dei voti nel 2008), un sindaco forte e alleati solo complementari; e infatti i contrasti erano tutti dentro il PD. Oggi il PD è al 34%, 28 alle comunali, e quello che è in carica è un classico governo di coalizione. Per di più, con partiti in via di assestamento, equilibri instabili e una nuova maggioranza in Regione.
Al centro c’è il PD. Se al Sindaco spetta fare la Giunta, al PD spetta definire indirizzi politici e programmatici che nel nuovo scenario devono essere aggiornati. Insomma, un secondo tempo rispetto al primo che fu condizionato dallo scioglimento anticipato del Consiglio comunale e che prese il PD impreparato.
C’è da decidere nientemeno se mantenere la maggioranza attuale o cambiarla e, per quanto l’attenzione sia tutta concentrata sui posti di assessore, non è davvero indifferente dal punto di vista politico e programmatico se si sceglie l’una o l’altra direzione. O l’altra ancora.
Ben venga la tregua, dunque, se il PD avrà la capacità di utilizzarla bene. E, naturalmente, se nel frattempo l’amministrazione lavorerà con impegno.

One thought on “secondo tempo

  1. mariano guzzini

    Gordon Brown, ignaro del microfono aperto, direbbe: che palle questo comune! Un giocoliere della parola suggerirebbe “mal Comune…”. Dal mio noto punto di vista, sempre un pochino legato agli archivi poco esplorati, mi consento una citazioncelluccia.
    Nel 1875 la destra storica liberale passò la mano in Comune e si attestò negli ospedali e nella cassa di risparmio. In giunta comunale arrivò la seconda fila. I giovani.
    E Labriola scrisse “La ragazzaglia aveva cacciato di seggio i vecchi liberali”.

    Questa della “ragazzaglia” me la tengo da parte.

    Se, in uno dei prossimi mesi, dovesse per caso accadere che venisse convocata la segreteria comunale (o – esagerando in aspettative – addirittura la direzione) devo ricordarmi di usarla per fare alegria e sollevare il morale degli stati maggiori…

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