boomerang 1

by il nostro corrispondente da Macerata
giudice
Il Consiglio di Stato ha annullato le elezioni provinciali di Macerata del 2009. Si rifà tutto? Secondo i presentatori del ricorso, una lista esclusa dalle elezioni per vizi di forma, dipende da loro: potrebbero riunciare alle loro pretese. In cambio di che? Un assessorato?
Ma se le elezioni sono nulle, vanno rifatte e basta, sostengono altri esperti di diritto. La cosa curiosa è che i ricorrenti portarono a sostegno delle loro richieste anche le nuove norme volute da Berlusconi per fare riammettere le liste PDL nel Lazio e in Lombardia. Vedremo le motivazioni della sentenza: certo che sarebbe un meritato boomerang per il PDL.
Se si va a nuove elezioni, se ne parla a primavera 2011, a meno che non intervenga un decreto per fare votare a Bologna, che potrebbe riguardare anche Macerata.
Da notare che nella provincia di Macerata si è formata una maggioranza PDL-UDC-Lega, poi contraddetta dall’alleanza PD-UDC-IDV a livello regionale. L’UDC è l’ago della bilancia: verrà confermata quella del 2009 o il modello regionale verrà esteso anche a Macerata?
Il PD è pronto a ridiscutere tutto e non pone ostacoli ad un’intesa con l’UDC; e neanche con la lista civica LAM che presentò il ricorso. Sarebbe pronto, primarie permettendo, anche a sostenere un candidato presidente dell’UDC. Ma potrebbe essere proprio Pettinari, che in qualità di segretario regionale è tra gli autori dell’accordo regionale con Spacca e Ucchielli, ma è anche vicepresidente della Giunta di centrodestra? Forse, un giro di valzer troppo disinvolto.
Molto dipenderà dal vescovo Mons. Giuliodori, mallevadore dell’accordo provinciale, ma anche di quello, di segno opposto, regionale. Per i poteri che gli sono conferiti potrebbe assolvere l’UDC dal peccato di trasformismo.
Ma c’è un ostacolo più grosso: dopo le elezioni regionali, Casini, visti i risultati, ha preso le distanze dal PD, ha scelto una posizione di neutralità tra i due poli contrapposti, e, secondo alcuni, si è perfino riavvicinato a Berlusconi, Coerentemente, il segretario del partito Cesa è venuto nelle Marche e ha derubricato il caso Marche da “laboratorio” di un progetto nazionale a caso straordinario motivato dalla fiducia nell’ex democristiano Spacca.
Però, non si sa mai: all’offerta di una presidenza è difficile dire di no.

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