il puf

by Amicus Plato
caf
Venti anni fa c’era il CAF, dalle iniziali di Craxi, Andreotti e Forlani. Pilotava la barca della Prima Repubblica finchè non si schiantò sugli scogli di Tangentopoli e della crisi finanziaria dei primi anni Novanta.
Ora nelle Marche si può dire che esista il PUF, dalle iniziali di Pettinari (segretario regionale UDC), Ucchielli (segretario regionale PD) e Favia (coordinatore regionale IDV). Con la differenza che mentre del CAF faceva parte il Capo del Governo dell’epoca Andreotti, del PUF non fa parte Spacca.
Differenza non da poco, visto che i tre componenti il PUF sono insoddisfatti di come Spacca ha formato la Giunta regionale, dopo che proprio loro avevano confezionato la nuova maggioranza PD-IDV-UDC che ora viene proposta come modello anche per la politica italiana. Per l’UDC infatti non è entrato Pettinari, ma Viventi, sodale fabrianese del Governatore; per l’IDV non è entrata Paola Giorgi, come Favia avrebbe voluto, ma Serenella Moroder, su indicazione dello stesso Di Pietro, bene accolta da Spacca; e per il PD è stato rinconfermato alla Sanità Mezzolani, dopo che una intensa campagna per le preferenze e l’appoggio di molti notabili pesaresi (Vannucci, Giovanelli, Ceriscioli) lo ha messo in evidenza agli occhi del Governatore, ben contento di non accogliere le sollecitazioni a nominare Ucchielli.
Ora però i tre, nella loro qualità di capi dei partiti di maggioranza, si vedono spesso e non sembrano contenti dei primi passi della Giunta. In effetti, l’inizio del nuovo governo regionale non è stato entusiasmante: nessuna legge di settore di una qualche importanza è stata varata, l’immagine prevale sulla concretezza. Per di più ci si è messo il Governo Berlusconi con una manovra pesante nei confronti delle regioni, che costringe Spacca e Marcolini a dolorosi tagli e ad una forte campagna di comunicazione perchè le colpe dei tagli non si ribaltino su di loro. Poi, è arrivata la tegola del CUP, sul quale il PUF si è ben guardato dal solidarizzare con la Giunta; tanto che da Pesaro è partita una campagna dei sostenitori di Mezzolani contro presunte manovre contro l’assessore, di cui il fallimento del CUP sarebbe stato occasione.
Per parte sua, Favia, messe a posto (dal suo punto di vista) le questioni anconetane, ha cominciato ad attaccare su singole scelte della Giunta regionale riguardanti questioni che gli stanno a cuore: la soppressione dell’ERF, presieduto dall’IDV Merlonghi, e la questione del Teatro stabile regionale, che starebbe per essere fagocitato dall’AMAT.
Ma il vero motivo di insoddisfazione è più di fondo, ed è l’eccessivo potere di Spacca rispetto al sinedrio dei partiti. Forte del successo elettorale, Spacca starebbe accentrando potere, anche sfruttando le esigenze di controllo del bilancio o gli errori che vengono commessi: come nel caso del CUP, che è stato occasione per dare più potere a Ruta (capo del Servizio Sanità) e Conti (segretario generale della Giunta).
Il PUF per ora non va allo scoperto, lavora sottotraccia, ma l’obiettivo è chiaro: rimpasto e ridimensionamento del Presidente.

One thought on “il puf

  1. Le fantasiose esternazioni di chi ha redatto l’articolo intitolato “Il PUF” non meriterebbero commento ma siccome chi tace acconsente sono costretto a replicare.
    A parte gli scongiuri di rito per il paragone col CAF (Craxi-Andreotti-Forlani), per quanto mi riguarda il PUF (Pettinari-Ucchielli-Favìa) non esiste: semmai esiste lo SPUF (Spacca-Pettinari-Ucchielli-Favia), nel senso che la sintonia fra il Presidente Spacca (che come noto per me è un mito) e le segreterie dei tre partiti principali di maggioranza è totale.
    Parlo per me ma credo di interpretare anche i colleghi segretari: la giunta la fa il Presidente e non compete a noi criticarla: tutto il resto è fantasia.
    E’ vero che il Governo ha massacrato la Regione con tagli immotivati: si sta reagendo. Così come è vero che sulla cultura necessitano approfondimenti. Ma quest’ultimo è un dettaglio.
    Nessuno lamenta il presunto eccessivo potere di Spacca e nessuno vuole indebolirlo: la forza del Presidente è la forza dei partiti e viceversa.

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