la deriva minoritaria

by Amicus Plato
veltroni, bersani
Assemblea nazionale del Modem a Roma. Al centro del dibattito il rischio che il PD prenda una “deriva minoritaria”: i sondaggi lo dànno al 24%, dieci punti in meno del risultato delle politiche del 2008, ma il suo elettorato poteziale è al 42, spiega in videoconferenza Renato Mannheimer. Un 42% che per Veltroni è ben rappresentato dagli spettatori di “Vieni via con me”. Ma non è solo un problema di numeri: il fatto è che il PD fa una politica da forza minoritaria e quindi i sondaggi gli dànno i voti che merita.
Certo, non è facile conquistare il centro della scena e imporre agli altri di fare i conti con le proprie idee e proposte, ma ci sta davvero provando?
Bersani ha vinto il congresso su due idee forza: la critica alla “vocazione maggioritaria” di Veltroni e il conseguente rilancio della politica delle alleanze, e la critica al partito liquido o leggero, alternativo a quello solido e “radicato”. I risultati sono miseri se non nulli. Quanto alle alleanze, ancora non si è capito quali saranno nel caso di elezioni: tra Casini e Vendola, nuovo Ulivo e grande rassemblement democratico e costituzionale. Nel frattempo, il PD rischia di andare a rimorchio a questo o a quello e perde perfino le primarie.
Sulla “deriva minoritaria”, Veltroni, Gentiloni, Fioroni hanno ragione, ma non è che neanche loro siano molto più chiari di Bersani. Certo, prima il programma e poi le alleanze, dicono, ma si capisce che Fioroni punta al centro, mentre Veltroni dice che non bisogna avere paura di Vendola. Molti “parliamoci chiaro”, “voglio essere franco fino in fondo”, per nascondere ambiguità politiche e di programma.
La relazione migliore l’ha fatta Tommaso Nannicini, ricercatore alla Bocconi: chiaro impianto liberalsocialista, per illustrare le condizioni perché il paese cresca di nuovo, si redistribuisca la ricchezza, si rimetta in moto la mobilità sociale. L’albero Italia, soffocato dalla burocrazia e dalle corporazioni, va potato con coraggio dei rami secchi, e anche di qualcuno vivo ma che cresce verso l’interno, perchè possa dare ancora frutti nel futuro.
Del partito si parla poco. Sul territorio ci sono solo gli scampoli delle vecchie organizzazioni dei partiti fondatori e qualche cordata di capicorrente: se Bersani ha giocato sui riflessi condizionati degli ex, i suoi critici hanno poco da dire, salvo che non è pensabile tornare ai partiti del Novecento e qualche benevolo apprezzamento per i “rottamatori” di Renzi.
Veltroni chiede a Bersani e Vendola di proporre a Raffaele Cantone, magistrato, di candidarsi a Sindaco di Napoli. E le primarie, a lui tanto care? Mah!

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