casini non dice no

by il nostro corrispondente dal Transatlantico
casini, bersani
In un’ampia intervista al Corriere della sera, Pierferdinando Casini risponde a tutti: Berlusconi, Ruini, Bersani.
Andiamo per ordine. Con Berlusconi chiude definitivamente: dice di essersi pentito di essersi alleato con lui, di evere pensato che potesse essere “normalizzato”, ma che le cose sono andate in direzione opposta. Rimane all’opposizione, ma non chiude al sostegno al Governo su singoli provvedimenti, compresi quelli attuativi del federalismo fiscale, ma chiede come contropartita provvedimenti in favore della famiglia.
Ai teocon come il Ministro Sacconi, che vorrebbero utilizzare la questioni bioetiche come spartiacque tra destra e sinistra – per mettere in difficoltà FLI e PD e agganciare l’UDC – manda a dire che la Chiesa va ascoltata ma non strumentalizzata e che quei temi non devono essere discriminanti per la formazione di maggioranze politiche.
Al Cardinale Ruini, che aveva difeso bipolarismo e maggioritario, dice che lo ascolterà sulle questioni bioetiche ma che non gli riconosce infallibilità su quelle politiche.
Infine, ma più importante, risponde a Bersani che lo aveva sollecitato ad un’alleanza antiberlusconi: gli dice che è impensabile che l’UDC possa allearsi con IDV e SEL. Che è un modo per dire che un’alleanza col PD è invece possibile.
In sintesi, non vuole le elezioni e si adopererà per evitarle, ma se Berlusconi e Bossi dovessero provocarle, è pronto ad allearsi col PD, purché rompa con Di Pietro e Vendola e checché ne dica Ruini.
Niente non è. Ora la palla ritorna a Bersani: chissà che non gli risponda sabato prossimo ad Ancona.

P.S. (11/1/2011)
I commenti sulla stampa di oggi vanno prevalentemente in una direzione diversa rispetto al mio post: sottolineano che Casini sembra proporre una specie di appoggio esterno al Governo. Ma io insisto sulla mia interpretazione: dall’intervista si capisce che Casini non entrerà mai in un Governo Berlusconi nè in un’alleanza elettorale con lui, mentre non esclude di poterlo fare con il PD, se chiarisce la sua posizione rispetto alla sinistra radicale e all’IDV. E lo dice anche con chiarezza a quei vescovi che lo sollecitano all’alleanza con il Cavaliere.
E’ vero d’altra parte che Casini non vuole le elezioni. I motivi possono essere diversi: la situazione oggettiva del paese, il cantiere aperto del terzo polo, la difficoltà in un’eventuale contesa elettorale, di allearsi con una destra ancora guidata da Berlusconi, o con un PD che ha difficoltà a scegliere. Per cui cerca di evitarle e promette un atteggiamento parlamentare responsabile, per non dare alibi a Berlusconi e Bossi.

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