metà classifica

by Amicus Plato
podio
Sembra un destino che le Marche si debbano posizionare a metà classifica. Anche la classifica di gradimento dei presidenti di Regione, resa nota dal Sole 24 ore, mette Spacca all’ottavo posto con 53/100, insieme ai presidenti della Liguria e del Friuli. Più o meno come la classifica sul reddito pro-capite.
Per quanto riguarda i presidenti di provincia, anche in questo caso i nostri si pongono su valori intermedi, con Patrizia Casagrande che ha il risultato migliore (27° con 57,5)) e Celani, presidente di Ascoli Piceno largamente ultimo (69° con 53). Tra i sindaci dei comuni capoluoghi di provincia, il maggiore gradimento, non senza sorpresa, va a Gramillano (54,5) che però perde 2.5 punti. Ceriscioli (Pesaro) ha lo stesso gradimento (52,5) di Di Ruscio (Fermo), mentre Carancini (Macerata) ha lo stesso (51) di Castelli (Ascoli Piceno)
Ma sono attendibili queste classifiche? In realtà, sono soggette a molti limiti. Il primo è che il gradimento è influenzato dalla notorietà, specie nazionale. Non è un caso che tra i sindaci in testa siano Renzi (Firenze) e Chiamparino (Torino) e tra i presidenti di Regione Zaia (ex ministro, oggi Presidente del Veneto). La seconda è che i risultati sono fortemente legati all’ampiezza delle maggioranze politiche: subito dietro Zaia c’è Rossi (Toscana), che, come il primo, ha avuto i risultati migliori alle elezioni regionali scorse; in altri termini, l’appartenenza conta.
Incide anche il fatto che sindaci e presidenti siano alla prima esperienza, e cioè che su di loro non si sia ancora formato un giudiizio, per cui l’intervistato replica il voto alle elezioni.
Da tenere anche conto che le differenze sono in gran parte molto piccole, per cui può accadere che un distacco di due o tre punti nel grado di consenso si traduca in uno di venti o trenta posizioni nella classifica. E le variazioni di anno in anno, se comprese tra 2 punti in più o in meno, rientrano ampiamente tra le oscillazioni casuali dei sondaggi su campioni limitati.
Allora, queste classifiche non servono a niente? Più o meno. Possono fornire qualche dato interessante sull’apprezzamento verso le amministrazioni regionali e locali; questa sono in generale più stimate che il governo nazionale, ma anche per loro, come per il resto della politica, il consenso è in calo. Quanto ai singoli personaggi, il grado di consenso e la relativa posizione sono significativi se si tratta di differenze macroscopiche rispetto ai valori mediani: non può essere un caso se i sindaci di Roma (Alemanno) e Milano (Moratti), malgrado siano molto noti a livello nazionale e siano al primo mandato, si collocano in fondo alla classifica.

P.S. (11/1/2011)
Per quanto detto sopra, molti commenti apparsi oggi nella stampa, sia quelli di esaltazione e autoglorificazione, sia quelli distruttivi, sono in gran parte fuori luogo. Se Spacca è stato premiato per il buon governo e “Ancona boccia il suo sindaco”, come spiegare che il gradimento di Gramillano è superiore a quello di Spacca (54,5 contro 53)?

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