posizionamenti

by Amicus Plato
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Anche nelle Marche nasce FLI. Il coordinatore regionale Daniele Silvetti spiega la sua strategia, che consiste nel rifondare il centrodestra. Ma in Regione l’UDC, che è parte del Terzo polo insieme a FLI, è in maggioranza ed esprime giudizi positivi sull’alleanza con il PD e l’IDV, e in particolare sul Presidente Spacca, mentre Silvetti non fa mancare le sue critiche. Come la mettiamo? Un terzo polo per metà al governo e per metà all’opposizione?
A livello nazionale, la contraddizioine non esiste, perchè tutto il polo è all’opposizione del Governo Berlusconi, ma qui? E’ vero che le alleanze a livello locale non necessariamente devono replicare quelle nazionali, ma perlomeno il nuovo polo dovrebbe muoversi nella stessa direzione: o al governo o all’opposizione, o con al destra o con la sinistra, o magari da solo, ma mezzo di qua e mezzo di là è davvero curioso. Per le elezioni provinciali di Macerata, Silvetti dà il suo appoggio al presidente uscente del PDL, Capponi. E se l’UDC si alleasse con il PD?

Ma anche a sinistra non mancano strani posizionamenti. Favia dà il suo appoggio, senza se e senza ma, al segretario della FIOM Landini. Scavalca a sinistra senza problemi il PD, ritrovandosi con Duca. Chissà che ne pensano Galeazzi, Pesaresi, Giaccaglia, nuovi compagni di avventura?
Mentre l’UDC, alleato dell’IDV in Regione, vede la FIOM come il diavolo l’acqua santa e parteggia apertamente per la CISL. Al punto che Casini considera la mancata sconfessione del no nel referendum di Mirafiori da parte di Bersani un ostacolo dirimente per una eventuale alleanza elettorale con il PD.
Incurante delle contraddizioni, nella conferenza stampa di ieri, l’IDV “apre” all’UDC per le prossime elezioni amministrative, mentre Casini con Di Pietro non vuole prenderci neanche un caffè.
E ad Ancona, Favia minaccia la crisi (non succederà, state tranquilli, o, secondo i gusti, non vi illudete). E nel caso di elezioni, con chi si alleerà, con la destra?

Volendo mettere insieme queste “assonanze”, si ottengono risultati curiosi: l’IDV si ritrova con SEL, ma apre all’UDC, che compone il Terzo polo insieme a FLI, che vuole rifondare il centrodestra, si oppone a Spacca e appoggia Capponi a Macerata. Davvero le Marche sono un laboratorio. Di un alchimista pazzo.

Al centro ci sono altri movimenti. Quelli di Italia futura, l’associazione politico-culturale fondata da Luca di Montezemolo. Esiste già da qualche tempo ma ora sta accelerando la costruzione di una rete sul territorio. Si annuncia l’apertura di una sede marchigiana nel prestigioso palazzo Nembrini Gonzaga a Piazza del Papa, ad Ancona. L’associazione è aperta a tutti, ma guarda con particolare interesse al mondo dell’impresa e delle professioni. Non si propone come un soggetto politico, bensì come luogo di dibattito e ricerca, ma già molti politici sono andati a bussare per capire le intenzioni. Molti pensano che prima o poi Montezemolo “scenderà” in politica, e lo aggregano virtualmente al Terzo polo di Casini e Fini. E d’altra parte, basta leggere quello che si scrive sul sito dell’associazione per capire che lo sbocco politico non solo è possibile, ma è auspicato da gran parte di quelli che aderiscono e interloquiscono.
Promotrice dell’associazione nelle Marche è Maria Paola Merloni, che nel contempo si pone anche come punto di riferimento marchigiano per il Modem di Veltroni, Gentiloni e Fioroni. C’è un rapporto tra le due iniziative? Una sinergia? Una contraddizione destinata a venire alla luce quando Montezemolo deciderà di fare il passo che molti si aspettano?

2 thoughts on “posizionamenti

  1. Il Riformista

    Io penso che il FLI sia un partito di destra e l’UDC sia un partito di centrodestra. Con loro il PD può fare accordi, senza spostare il suo asse politico a destra, solo su alcuni importanti questioni istituzionali quali la riforma elettorale e la difesa dello stato repubblicano. Anche in un periodo, giustamente, post-ideologico ci sono programmi politici di sinistra e di destra (vedere gli USA), e il PD ha il dovere di spiegare bene al suo elettorale quali sono e in che cosa consistono gli accordi di eventuali alleanze politiche fatte con loro. Quali vantaggi competitivi ha comportato per gli elettori del PD l’alleanza in Regione con l’UDC? Dove sono gli investimenti per il Porto di Ancona? Quali sono le prospettive reali (per favore basta con le chiacchiere) per i lavoratori di Fabriano, dove sono le commesse per il Cantiere Navale di Ancona? Gli investimenti promessi nella Sanità? No, non si può dire allearsi con la sinistra o con il centrodestra è la stessa cosa per i cittadini, forse è la stessa cosa per chi si pone come unico obiettivo la propria riconferma come amministratore.

  2. mariano guzzini

    Oggi Ancona è capoluogo di regione davvero, per un giorno.
    La Cei si riunisce al Jolly e dice la sua sul caso Ruby, Fini appare sul roseto ardente e cena con i suoi apostoli a Portonovo, e in consiglio comunale si reciterà a soggetto l’ennesima comica purtroppo non finale, a causa dell’assenza in città di una sala di varietà politico concorrenziale. Se al Metro ovvero allo Sperimentale ci fosse il Bagaglino de noantri non ci sarebbe bisogno di allestire gli spattacoli del lunedì nella sala consiliare. Ma ci sono i tagli al Fus e tocca contentarsi.

    Domani leggeremo la posizione dei vescovi, quella di Fini e i numeri al lotto sui documenti della monnezza e della neve.

    Dopo di che succederà quello che scrisse Kavafis nel 1904, nella poesia “aspettando i barbari”, che va letta e che non mi sogno di riassumere, ma che finisce “Come faremo adesso senza i barbari? Dopotutto quella gente era una soluzione.”

    Nel 1904. Dopo sono arrivati i barbari della prima guerra mondiale, e poi quelli del nazi fascismo e della seconda guerra. E poi i barbari di Scelba e di Staln. E le Brigate rosse. E il barbarico Berlinguer e il barbaro Achille Occhetto.

    Ma noi siamo sempre in attesa, in “toga rossa ricamata” fuori delle porte della città, in attesa di un barbaro nuovo che ci spieghi cos’è davvero moderno e si presenti alle primarie di coalizione per evitarci il disturbo di decidere con il confronto delle idee chi sia in grado di governarci onestamente ed efficacemente.

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