tutta colpa (o merito) di merloni?

by A.L.
berlusconi
Non c’è dubbio che Francesco Merloni e la sua famiglia abbiano svolto negli anni scorsi un ruolo importante nella politica marchigiana. Che naturalmente non può essere brutalmente semplificato come ha fatto Berlusconi nella telefonata alla cena fabrianese del PDL, che ha innescato molte polemiche.
Ne ho parlato nello scritto riportato al lato “La Regione ha quaranta anni”, in cui si può leggere tra l’altro:

“A questo proposito, un passaggio fondamentale fu quello del 1996. L’anno precedente, le elezioni regionali avevano colto i popolari in un momento di profonda incertezza e divisione, da cui era scaturita la decisione di presentarsi da soli, senza allearsi né a destra né a sinistra. Nei mesi successivi, la situazione cambiò rapidamente. La scissione del partito, che il segretario Buttiglione avrebbe voluto posizionare nel centrodestra, e poi la nascita dell’Ulivo intorno a Prodi crearono le condizioni perché una parte dei popolari si schierasse nel centrosinistra. In contemporanea, nelle Marche si strinse l’accordo che portò i popolari nella maggioranza e Spacca nella Giunta: non solo l’area di sinistra di Ciaffi, ma anche quella moderata di Merloni aderirono.
Questo passaggio è stato a mio parere essenziale per comporre un equilibrio politico che ha poi caratterizzato la situazione politica marchigiana fino ad oggi: il bipolarismo polarizzato che era emerso dalle elezioni del 1995 ne risultò ammorbidito, la presenza dei popolari (poi della Margherita) agì come garanzia verso l’elettorato di centro e verso ambienti cattolici – compresi quelli ecclesiastici, in cui era prevalente la “corrente” conciliare e debole quella legata a Comunione e liberazione – e ancora di più nei confronti di quelli imprenditoriali, verso i quali Francesco Merloni e la sua famiglia esercitano un’influenza significativa ma che erano e sono fortemente attratti dal messaggio di Berlusconi.
Da questo punto di vista, il recente accordo di maggioranza con l’UDC, comunque lo si voglia giudicare, appare una evoluzione abbastanza lineare di un processo che è iniziato fin dai tempi della prima Giunta D’Ambrosio.
Se dunque l’equilibrio politico della prima repubblica marchigiana (1970-1990) si fondava da un lato sull’accordo DC – PSI, sul consociativismo politico e istituzionale con il PCI e sul ruolo di garanzia a sinistra dei socialisti, quello della seconda repubblica marchigiana (1995-2010) si è fondato sul PDS, poi sull’Ulivo e poi sul Partito democratico, e sul ruolo di garanzia al centro svolto dagli ex popolari e da Merloni in particolare.
C’è d’altronde una qualche continuità tra i due bipolarismi imperfetti, simboleggiata dalla figura di Spacca: i valori costituzionali, lo statuto regionale, la condivisione di un comunitarismo prudente verso la modernizzazione e la comune visione del modello di sviluppo marchigiano accomunano il centrosinistra della prima repubblica e quello, apparentemente molto diverso, della seconda.
Se la stabilità politica della prima repubblica marchigiana era dovuta agli accordi politici nazionali e all’esclusione del PCI dall’area di governo, quella della seconda repubblica è rafforzata dalla legge elettorale e dall’ incapacità del centrodestra di presentarsi come credibile alternativa di governo. Mentre il PCI era escluso dal governo per convenzione, il centrodestra lo è oggi per mancanza di competitività.”

One thought on “tutta colpa (o merito) di merloni?

  1. Il Riformista

    Una opportunità o una minaccia ?

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