italia futura parte dalle marche

by Amicus Plato
MONTEZEMOLO
Lo stesso errore di quando è venuto Bersani: una sala, quella della Loggia dei mercanti, maniìfestamente insufficiente. Si giustifica Maria Paola Merloni, organizzatrice dell’incontro con Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Italia futura ieri ad Ancona: “una partecipazione inaspettata, la prossima volta speriamo che il sindaco Gramillano ci dia una sala più capiente”. Ma come, non ci si aspettava più di 150 persone per il Presidente della Ferrari, già presidente FIAT e Confindustria? Con il Vescovo tra i relatori? E il Sindaco, in questo caso almeno, non ha nessuna colpa.
A parte questo, l’incontro è riuscito: imprenditori, professionisti, diversi politici, quasi tutti del centrosinistra, nutrita delegazione fabrianese. Italia futura si organizza sul territorio, a partire da Ancona e dalle Marche, dove, dice Montezemolo, c’è un vivace tessuto di artigiani e piccole imprese, si vive bene e si reagisce bene alla crisi (che colpisce duro ma può essere un’occasione di cambiamento, dice il Vescovo).
Grazie alle doti dei marchigiani: nessuna citazione della Regione, nè da lui nè dalla Merloni.
Il Presidente della Ferrari ribadisce che non intende darsi alla politica: ognuno faccia il suo mestiere e l’associazione nasce per fare ricerca, dibattito e stimolare la politica, che è troppo autoreferenziale e si occupa poco dei problemi veri del paese.
Niente polemiche, ce ne sono già troppe, ma un invito a ritrovare orgoglio e coesione, a fare squadra, perchè l’Italia ha grandi risorse per risollevarsi da una situazione che la Merloni tratteggia in termini molto crudi e da una condizione di scarsa credibilità internazionale, sulle cui cause attuali si sorvola elegantemente.
Un buon discorso, al limite dell’ovvio, ma perfino inusuale per chi è abituato alle contrapposizioni delle tifoserie rappresentate ogni sera dai talk show televisivi. E un forte richiamo, rivolto anche agli imprenditori, a superare individualismi ed egoismi per ritrovare le ragioni della responsabilità sociale, e a riscoprire i doveri accanto ai diritti.
Non è un grande oratore Montezemolo, chissà se sarebbe un leader politico, prende pochi applausi: quando parla di liberalizzazioni, di riduzione dei costi della politica, di riforma elettorale per riconquistare il diritto di
scegliere i parlamentari sequestrato dal “porcellum”. Berlusconi non è mai citato in una sala dove sicuramente la maggioranza ha votato per lui, ma da che parte stia il cuore dell’oratore si capisce dal richiamo alla manifestazione delle donne del 13 febbraio, citata per due volte come esempio di una società civile che rispetta la politica ma considera suo diritto e dovere occuparsi della cosa pubblica.

3 thoughts on “italia futura parte dalle marche

  1. mariano guzzini

    Ancona, nel suo piccolo, è fortunata. Alla caserma villarey ha potuto ascoltare Draghi, e tutti eravamo soddisfatti perchè ci pareva di aver trovato il nuovo premier.
    Adesso Montezemolo ha fatto lo stesso effetto.
    Certo, il dettaglio è che a palazzo Chigi c’è quell’altro. Ma la contentabilità è uno dei caratteri fondamentali dei marchigiani.

  2. Se Italia Futura è una iniziativa prepolitica c’è lo dirà la storia ma la cosa che più mi colpisce in queste situazione è osservare la mimica degli illustri personaggi politici presenti alla manifestazione (sindaco, presidente della provincia, presidente della giunta regionale, presidente del consiglio regionale, vari parlamentari e senatori). Quando Montezemolo ha fatto riferimento all’inadeguatezza della politica a rappresentare i veri bisogni dell’Italia tutti i predetti uomini politici hanno annuito. Va a finire che la colpa di questa inadeguatezza è di noi cittadini (dopo il danno anche la beffa).

  3. Ah, poveri piccoli italiani (e ancor piu piccoli anconetani), provinciali e immaturi, sempre pronti a pendere dalle labbra di un leader carismatico e mai ad andare oltre il look, l’atteggiamento, le belle parole.
    Povera politica, ridotta (di là e anche un po’ di qua) ad appuntamento mondano, a pura retorica, ragionamenti apparentemente profondi ma vuotissimi di contenuti.
    E povera sinistra, sempre più incapace di ragionare sulla sua rappresentanza sociale ma protesa alla ricerca affannosa di un “profeta”, meglio se esterno alle proprie tradizioni, che ora le appaiono addirittura impresentabili. Concentrata sugli equilibri amministrativi e politici, incapace di aggiornare il suo bagaglio teorico guardando con attenzione al dibattito e al travaglio dei partiti socialisti europei.
    Sarò vecchio (ho solo qualche anno più della signopra MariaPaola) ma solo due decenni fa’ c’era una sinistra immersa nel dibattito accademico oggi l’agenda la dettano i conduttori televisivi e “i figli di”.

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