a san benedetto, prova decisiva per il PD

by Amicus Plato da San Benedetto
san benedetto
Nelle elezioni amministrative del prossimo 15 maggio, tre sono gli appuntamenti importanti nelle Marche: la Provincia di Macerata e i comuni di San Benedetto del Tronto e di Fermo.
A San Benedetto la giunta uscente è di centrosinistra, anche se la maggioranza non è più la stessa che fu eletta cinque anni fa. Nel frattempo si è avuta la rottura del Sindaco Gaspari (DS, poi PD, espressione dell’asse Agostini-Perazzoli che governa la federazione provinciale del PD) con la sinistra radicale, la fuoriuscita di alcuni consiglieri del PD verso l’IDV, al seguito dell’assessore regionale Donati, uscito dal PD e entrato nell’IDV e poi riconfermato assessore con la nuova etichetta dopo le elezioni regionali, l’appoggio in Consiglio alla Giunta da parte di due eletti in liste di opposizione. Scene già viste in altre situazioni, basti pensare a quella di Ancona, a dimostrazione che certi processi di frammentazione e trasformismo hanno caratteristiche specifiche in ciascuna località ma riflettono dinamiche più generali di scomposizione e riaggregazione dei partiti e delle liste.
Il momento centrale del dibattito politico cittadino ha riguardato l’urbanistica (vedi la ricostruzione degli eventi nel post “La lezione di San Benedetto”), in particolare una maxivariante da 300.000 metri cubi, prima proposta dal Sindaco e contestata da un comitato guidato da SEL che raccolse 5000 firme per un referendum, e ora in sospeso, dal momento che SEL si è accordata per sostenere il sindaco uscente. Il quale è uscito vincente da elezioni primarie ad esito scontato: infatti, in campo erano solo lui (circa l’80% dei voti) e il candidato di SEL Spadoni (20%), in predicato di ricoprire la carica di vicesindaco.
Solo discreta la partecipazione: circa 2600 partecipanti rispetto ai 4000 delle primarie di Veltroni.
La scomposizione del Consiglio comunale ha prodotto sette candidati alla carica di primo cittadino, ma la partita è ristretta a tre: il sindaco uscente, appoggiato da PD, IDV, SEL e PSI, il candidato del PDL Gabrielli e quello del Terzo polo, Calvaresi, imprenditore del settore turistico, animatore di una Pro loco con 2000 aderenti: una candidatura che voleva raccogliere un’ampia area moderata di centro e senza partito e che se arrivasse al ballottaggio potrebbe ambire a fare il pieno dei voti del centrodestra; ma che si è poi indebolita per la frammentazione delle liste e dei candidati. Gli altri quattro candidati aspirano più che altro a conquistare un posto in Consiglio.
Le previsioni dànno Gaspari in vantaggio su Gabrielli e poi il ballottaggio tra i due: se il vantaggio sarà consistente, la conferma del sindaco uscente è sicura, altrimenti la partita è aperta. Per il PD, uscito sconfitto dalle elezioni provinciali dopo la rottura col presidente uscente Rossi di RC e da quelle comunali di Ascoli Piceno che provocarono forti tensioni nel partito, questa è una controprova decisiva. Il PDL aspira a omologare la giunta di San Benedetto a quelle provinciali e di Ascoli Piceno, mentre l’UDC, guidata dal deputato Ciccanti, si muove in controtendenza rispetto agli accordi del suo partito con il centrosinistra in Regione e per le elezioni provinciali di Macerata; e anima il Terzo polo.
Dopo le elezioni, i nodi dell’urbanistica con la maxivariante torneranno al centro del dibattito: Gaspari che l’ha sostenuta e poi accantonata davanti alla reazione popolare, e SEL che l’ha osteggiata e poi accantonata per favorire l’accordo preelettorale, dovranno decidere il da farsi. Se vinceranno.

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