un presidente bipartisan

by Amicus Plato
quirinale
Nel Riformista di ieri, l’ex ministro Rino Formica scrive: “se in questo biennio non si trova una soluzione di pacificazione istituzionale, occorre prevedere fin da oggi la rielezione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano”.
Formica ricorda gli anni 1990-1992, quando “l’insana e spregiudicata lotta per la successione si incrociò con la fine del ciclo segnato dall’equilibrio della guerra fredda e si sviluppò una reazione a catena che sconvolse il nostro sistema politico”. Una cosa analoga potrebbe accadere alla fine del ciclo berlusconiano. Senza contare l’ipotesi più inquietante, che sia proprio il Cavaliere, sull’onda di un’eventuale vittoria elettorale nel 2013, ad accedere al Colle, ponendo poi mano al definitivo sconvolgimento degli equilibri istituzionali che garantiscono la tenuta della nostra democrazia e, in ultima analisi, la coesione sociale del paese.
Rispondendo alle perplessità del direttore del giornale Macaluso, Formica oggi chiarisce la sua proposta: “se in questi due anni le forze politiche non ristabiliscono la pace istituzionale (sia per conservare, sia per modificare la Costituzione) dovranno almeno concordare sulla rielezione dell’attuale Presidente, perchè nell’attuale caos istituzionale la “campagna acquisti” per l’elezione di un diverso presidente sarebbe olio bollente sulle ferite aperte del sistema”.
Non si tratterebbe dunque di contrapporre Napolitano a Berlusconi dopo un’eventale vittoria del centrodestra alle elezioni, che getterebbe l’attuale presidente nel tritacarne della lotta per il Colle, ma di una convergenza di entrambi gli schieramenti sulla sua candidatura da realizzare PRIMA delle elezioni.
I lettori di Antelitteram sanno l’ammirazione che provo per il Presidente della Repubblica, ma ci troveremmo di fronte ad un fatto davvero straordinario: la rielezione di un presidente, mai avvenuta nella storia della Repubblica, e di una persona che avrebbe al momento 88 anni.
La preoccupazione di Formica è però più che fondata e della sua proposta va a mio parere accolto il punto fondamentale, che occorra fare ogni sforzo per una successione basata su quella che Formica definisce “pacificazione istituzionale”. Una soluzione del genere difficilmente si concretizzerà dopo le elezioni, quando i vincitori saranno inevitabilmente tentati, come già avvenuto diverse volte in passato, di conquistare tutte le massime cariche dello Stato, distribuendole tra partiti e correnti di maggioranza. Una soluzione di pacificazione istituzionale, sia che riguardi il presidente in carica che un’altra personalità, è possibile solo se concordata PRIMA delle elezioni, quando entrambi gli schieramenti si trovano dietro il “velo di ignoranza” sul loro esito. In questo caso, sarebbero motivati a scegliere una personalità che fosse di garanzia per entrambi.
Formica racconta che anche negli anni 1990-92 furono fatti tentativi nella direzione di uin accordo preventivo, che rimasero riservati e non andarono a buon fine. In questo caso, a mio parere, un eventuale accordo dovrebbe avvenire alla luce del sole. E naturalmente, fatto salvo il diritto dei parlamentari eletti nel 2013 di votare chi vogliono.
Certo, per qualche mese ci troveremmo nelle condizioni di avere un presidente in pectore e uno in carica, ma l’effetto pacificante di un accordo del genere renderebbe tollerabile questa anomalia. E di sicuro Napolitano coopererebbe, rendendo così un ulteriore decisivo servizio alla nostra democrazia.

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