il re nudo

by Amicus Plato
re nudo
Come volevasi dimostrare: il voto sul bilancio comunale di Ancona, con la formazione della nuova maggioranza PD-PSI-Duca-Perticaroli, non è stato un caso. L’asse con Duca è confermato, l’invito all’UDC ad aggiungersi è un pro forma, il Sindaco e ora anche il gruppo PD sono pronti ad andare avanti con 21 voti fino al 2014. Dimissioni sono da escludersi, a meno che la riconferma sia certa.
I sottili distinguo del segretario PD, per cui “ci vuole una maggioranza politica, non numerica”, lasciano il tempo che trovano. Basta quella numerica e dovrà essere il PD, o qualche dissidente al suo interno, a staccare la spina.
Gramillano e Pacetti sanno che una cosa del genere spaccherebbe il partito e lo metterebbe in conflitto con gran parte del gruppo consiliare e con gli assessori. Chi avrà il coraggio di dire che la Giunta non va o addirittura che la scelta del Sindaco fu un errore, dando di fatto ragione a Favia?
I sostenitori della “maggioranza politica” sperano ancora nel livello regionale, perchè spinga l’UDC a dare una mano, magari per riconoscenza per l’appoggio a Pettinari a Macerata, ma il veto sull’IDV complica le cose. L’UDC non intende contraddire il “Laboratorio Marche” ed entrare senza l’IDV. Questa potrebbe forse accettare di rimanere fuori, a condizione che fosse fissata la deadline del 2012, che naturalmente Gramillano e Pacetti non vogliono e Perilli non può non dire di non volere (i tre “non” sono brutti ma necessari).
Senza contare che un accordo del genere presuppone l’alleanza nel 2012: e come la mettiamo con il veto a Favia? I sostenitori della giunta in carica e della sua durata fanno circolare la voce che Favia è in difficoltà nel suo partito, ad Ancona come a Roma, per cui un accordo sarebbe possibile in futuro con un’ IDV “defavizzata”, come vorrebbe Duca. Ma non ci sono riscontri.
Ucchielli si limita a dire che gli accordi vanno rispettati per l’intero mandato: che è un modo per scaricare le responsabilità sull’IDV, che ha tolto l’appoggio al Sindaco, ma anche per prendere le distanze dalla nuova maggioranza. Spacca sostiene l’applicazione del Laboratorio Marche anche ad Ancona, perchè ci vuole “simmetria istituzionale” per realizzare progetti comuni (sarà per questo che ha nominato Canepa presidente dell’Autorità portuale?). Lo fa per fare contento Favia e dirgli che ci ha provato o per lanciare un siluro a Gramillano?
La forza di Gramillano e Pacetti sta nel fatto che chi stacca la spina rischia di prendere la scossa e che nessuno ha il coraggio di dire che la causa della crisi non è solo la destabilizzazione di Favia, che ha aggravato la situazione, ma la debolezza del Sindaco e della Giunta. Tutti ne parlano nei corridoi, ma nessuno può farlo apertamente. Ma il fatto stesso che se ne parli nei corridoi aumenta la precarietà del governo cittadino e ne riduce ulteriormente l’autorevolezza. Ci vorrebbe il bambino della favola del Re nudo, una parte che non può essere interpretata da Favia, neanche se prendesse lezione da Paola Giorgi, perchè è tutto tranne che innocente.

13 thoughts on “il re nudo

  1. mariano guzzini

    Quello che scrive Amicus è – nella sostanza – vero. Manca il riferimento a tre dettagli: il rinnovamento generazionale in giunta che nel partito ha prodotto svariate sciocchezze sulle quali non si riesce a discutere, lasciandole marcire (ed è notissimo che quando gli errori marciscono ne producono altri peggiori);
    la paralisi del dibattito interno tempestivo ed efficace impedisce al partito democratico di esprimere quel poco o quel tanto di risorse che forse avrebbe in seno;
    i corridoi dove tutti parlano (e il qui presente blog) non sostituranno mai quel complicato ma indispensabile lavoro di studio, confronto, approfondimento e dialogo umano contenuto nell’aggettivo “democratico”, ma anche, ovviamente, nel sostantivo “partito”.

    Insomma, siamo alla frutta nella democrazia interna e nell’azione politica esterna.

    Ed è molto improbabile che a Pesaro (direzione nazionale convocata a…) ovvero alla direzione regionale si trovi qualcuno interessato a risolvere i problemi di Ancona. Se non ricordo male per tutti gli altri campanili marchigiani la migliore delle politiche consiste nel tenere Ancona fuori da ogni sede decisionale importante con la scusa che gli anconetani producono caos per un loro specifico gene ereditario. Adesso che l’argomento non è più nemmeno una scusa ma un fatto tangibile chi vuoi che si impressioni e metta uno straccetto di vestitino al re nudo?
    A proposito del quale si può pensare che l’estate non sia la stagione migliore per evitare le nudità e i nudismi. Tocca, quindi, aspettare le stagioni piovose e freddolose. Se il re resterà nudo anche a Natale vorrà dire che ci faremo il presepio vivente, magari al cantiere, con il papa, le Acli, la Cisl, gli scout, padre Guido, i focolarini e quant’altro abbisognasse. Ci daremmo un bel segno di pace e tutto tornerebbe a posto.

    Una utima considerazione. Amicus scrive che la forza di Gramillano e di Pacetti starebbe nel fatto che chi stacca la spina rischierebbe di prendere la scossa. Non la metterei così. A parte il fatto che una bella scossa servirebbe a molti livelli di direzione, a mio modo di vedere la spina non è stata mai attaccata, e non si trova da nessuna parte, forse perchè nessuno la cerca.

    Il vero problema è dove sia finita quella benedetta spina. Chi la avesse, vorrebbe usare ad Ancona la cortesia di tirarla fuori? Hai visto mai che si accendesse – con rispetto parlando – la luce?

  2. Luigi Fiordelmondo

    La storia che il Sindaco sia debole ha ormai fatto il suo tempo e restano in pochi a crederlo. Gramillano sa quello che vuole e lo sta dimostrando. Deboli sono, invece, i giudizi che ormai continuano a darsi costantemente. Anche la Giunta è stata accusata di debolezza, ma non concordo nemmeno su questo. La partita per la Giunta, infatti, incomincia solo ora. Abbiamo tutti perso due anni dietro a Favia e dietro a qualcuno che nel Pd, consapevolmente o no, non lo “disprezzava” (politicamente si intende) abbastanza. Ora, per incanto, si è riscoperto l’orgoglio di appartenere ad una grande forza democratica, come il Pd. Per molti questo è stato quasi un “trauma”, una cosa stupefacente, quasi incredibile. E’ stata una scoperta! Ed è difficile adeguarvisi, almeno per qualcuno. Debbo dire, ancora, che qualche volta è successo anche a me di non aver potuto prendere la parola in Assemblea, ma non credo che per questo si possa dire che siamo alla frutta della democrazia interna. Tantomeno penso che si sia alla frutta nell’azione politica esterna. In questo caso, direi, che siamo appena all’antipasto, anzi, forse iniziamo ora a sederci a tavola (ovviamente senza alcuna allusione). Infine, se si guarda bene, la spina è al suo posto, bisogna solo vedere che la luce è accesa e togliersi gli occhiali da sole.

  3. Siete solo all’antipasto, Fiordelmomdo? Alla buon’ora. Il PD è stato fondato tre anni e mezzo fa!

    Forse è il caso che vi diate una mossa e scegliate i primi piatti. O i camerieri sono troppo lenti a prendere le comande?

    P.S. Mi correggo. Quattro anni fa. Sì, avete proprio scelto camerieri lenti. O hanno i piedi piatti?

  4. Guardo le cose da disilluso esterno, e non come Guzzini da disamorato interno; per questo mi è facile dire che i passi fatti da Sindaco e PD, sulla scia degli errori autolesionisti di Favia, sono stati fino ad ora obbligati, in attesa delle elezioni maceratesi e della decantazione della situazione da rissa di balera. E’ che ora servirebbe invece altro rispetto all’arrocco sui 21 voti e al “chi ci sta ci sta fino al 2014”; servirebbe un ritorno della politica, comunale e provinciale (che se c’è, batta un colpo); servirebbe un PD regionale attivo verso l’IDV e SEL, oltrechè verso l’UDC e per far valere le ragioni della cultura politica della sinistra riformista, schiacciata in regione dall’attivismo politico cattolico (e non sfugga a Ucchielli e Spacca che Ancona, non Pesaro e non Fabriano, è il capoluogo di Regione oltrechè più grande città delle Marche?). Argomenti ce ne sarebbero per riprendere in mano il pallino e dare una mano a Gramillano (che comunque rimane lui e rimane Sindaco fino ad eventuali dimissioni)e al PD cittadino. Il mio dubbio non risolto è: non c’è la capacità o non c’è la volontà?

  5. nello bolognini

    Che ipocrisia!Ma l’avevo scritto su A.L. quasi subito dopo le elezioni che Gramillano era stata una scelta per esclusione,ma l’amico di Platone-non certo della verità- ha sempre sostenuto direttamente e indirettamente ( verba volant…)quest’uomo senza qualità come sindaco od altro,così come l’hanno sostenuto quasi tutti gli altri di questo blog,per non citare direttamente Guzzini,che sarebbe come sparare sulla Croce Rossa.
    Questo sindaco di cui quelli che lo conoscono si vergognano,come molti sindaci del centrosinistra della Regione ( intervistati per motivi elettorali è venuto fuori anche questo),questo sindaco che,insieme ad una giunta quasi tutta di dilettanti ha immobilizzato Ancona.
    Ma la colpa era di Favia e anche dei giornali andate a rileggervi A.L. e l’amico di Platone.
    Che ipocrisia!

  6. Il Riformista

    A me sembra che l’unica cosa reale sia il commissariamento di fatto del PD anconetano e del sindaco Gramillano. Infatti, a prescindere dalla bontà della soluzione adottata, chi ha deciso la manovra politica che ha portato a creare una nuova maggioranza politica in comune?
    Può un sindaco decidere di modificare di fatto la sua maggioranza politica senza coinvolgere il suo partito ?
    Personalmente ritengo che il tentativo di Favia di “imporre” una sua soluzione sfruttando i termini di quello sciagurato accordo che passa come il Laboratorio Marche sia inaccettabile è bene ha fatto “qualcuno” ad impedirglielo, però ritengo, anche, che sia opportuno che questa operazione riacquisti la dignità “politica” nei confronti dei cittadini di Ancona

  7. Sono un neofita di Antelitteram, contento di averlo aperto e certo di rifarlo, avendo trovato un posto dove ancora la politica non è del tutto morta.
    Essendo il Segretario anconetano dell’ Italia dei Valori e quindi un po’ cretino e un po’ bandito, ma vi prego di credermi, non servo di nessuno (ne sa qualcosa il mio amico fraterno Favia!), non posso essere di certo neanche io il bambino della favola.
    Per molti mesi, compresa parte delle ferie del 2010, dopo aver sputato il sangue per convincere il prof. Gramillano che un Sindaco è colui che dopo aver preso i voti dai cittadini, con umiltà studia e lavora per imparare a farlo; dopo aver partecipato a numerose, lunghe e faticose riunioni di maggioranza (io ero sempre lì e ho visto passare 2 o 3 colleghi segretari del PD), per tentare di risolvere i problemi, tanti, della nostra amatissima Ancona, preso atto che il prof. Gramillano non aveva nessuna voglia di studiare per imparare un mestiere che chiaramente non fa per lui, ho invitato gli alleati del PD e del PS a presentarci, INSIEME, alla città, riconoscendo l’errore fatto e proponendo le soluzioni serie e concrete da sottoporre al giudizio degli elettori.
    Mi sembrava la procedura più seria e rispettosa per chiudere un’esperienza che ha portato la città alle pessime condizioni attuali.
    Di fronte al muro di gomma di un sindaco imbullonato allo scranno e ad un partito, il PD, purtroppo incapace di dare, con la tempestività necessaria, risposte adeguate, noi dell’IDV abbiamo deciso di restituire quelle poltrone che, come dicevano gli amici più cari, erano il motivo del nostro agire politico.
    Ora tra un sindaco inadeguato, badanti ai vari livelli, qualche decina di sindaci in pectore che aspettano il “momento giusto”, responsabili de nialtri, vecchie carabattole in cerca di un altro momento di gloria che le faccia illudere di essere ancora vive, la città agonizza con somma gioia di tanti imbroglioncelli che continuano a pascolare e con altrettanta gioia di chi sulle disgrazie di Ancona specula e speculerà per i propri affari di mondezza, di acqua, di gas, di cultura ecc. ecc. ecc..
    Questa la mia “verità” in estrema sintesi…..tralascio lo scenario desolante dell’ultimo Consiglio Comunale dove questi capaci di tutto e buoni a nulla, pur di cacciare Filippini per poterne usare il posto come merce di scambio, hanno consegnato il ruolo di notaio dell’assise democratica anconetana all’onorevole Ciccioli, senza riuscire per l’ennesima volta ad approvare uno straccio di delibera.
    Spero che adesso ci si renda finalmente conto che la situazione anconetana va affrontata seriamente, che la politica non è per tutti e non va lasciata nelle mani dei dilettanti………….. Spacca, Ucchielli, Pettinari, Favia orate pro nobis!

    Mi spiace di avervi rubato spazio e un pò di tempo e chiudo, scusandomi per il mio essere poco correct, ringraziando il “ padrone” di questo sito e Mariano Guzzini per aver detto qualcosa di politica…. che di questi tempi è già moltissimo.

  8. Il Riformista

    Spacca, Ucchielli, Pettinari, Favia sarebbero i professionisti? Certi interventi mi ricordano la politica del Soviet supremo, fortuna che i cittadini hanno le scatole piene dei teatrini della politica. Mi verrebbe da dire andate a lavorare voi professionisti che campate con i soldi pubblici e proverete la differenza tra “comandare e lavorar”!

  9. nello bolognini

    Abbiamo avuto l’ennesima conferma-e con arroganza- da parte di Ucchielli ( vedi intervista sul Corriere Adriatico ) che Ancona viene sacrificata sull’altare delle prossime amministrative.Evidentemente il piccolo Lenin,come d’altra parte la maggior parte dell’assemblea comunale e direzione del Pd,parte dalla sicurezza che se si andasse a votare ora gli anconetani darebbero il benservito a questa pessima amministrazione e al Pd e l’esito si rifletterebbe sulle altre elezioni locali.
    Alcune brevi considerazioni,Ultimissime indagini dell’Istituto Piepoli-scusate la referenzialità-nelle Marche ,anche in occasione dei Referendum,confortate da altre analisi,confermano che i cittadini di Ancona coninuerebbero a votare centro-sinistra ( il trattino non è a caso ), soprattutto se si presentasse una lista valida con candidati forti e un sindaco autorevole e,contrariamente al Pdl,il Pd ne ha molti al suo interno.L’essenziale è che le scelte non dovrebbero essere lasciate nelle mani dell’attuale assemblea e direzione Pd,che abbiamo visto i danni che hanno fatto,nonostante alcuni e l’equilibrista Perilli.Un’altra”condicio sine qua non” dovrebbe essere che tale scelta -ahi,ahi,ahi-non dovrebbe seguire soltanto il manuale Cencelli ma venire dopo alle qualità dei candidati.
    Le dimissioni o la caduta definitiva di questo sindaco dovrebbero avvenire,quindi,dopo un accordo forte su queste scelte,ma,comunque,quanto prima,perché altro ritardo porterebbe sì a conclusioni che il centro-sinistra teme.
    E’ sbagliata,inoltre,anche la riflessione che gli esiti di Ancona si riflettano “sic et simpliciter” sulle altre elezioni amministative,come il grande stratega Ucchielli immagina,perché sono ormai cambiate le motivazioni generali di voto e i casi locali sono tutti dversi.
    Vogliamo provare, anche come piccolo impegno personale e non fare solo bloggate,a buttare giù un elenco di nomi che potrebbero,secondo la mia conoscenza ed input raccolti in migliaia di interviste,essere validi…salvo errori&omissioni,che per forza di cose sono numerose?
    Partendo dalle ultime primarie(!?) del Pd,ci ricordiamo che la maggior parte dei votanti non voleva Gramillano,ma ha votato per la Benatti e Benaducci ( 55%) ?Ebbene queste due persone sono le prime,insieme con Roberto Pesaresi,Tamara Ferretti,Fontana,Sediari.Simonetti,Perilli,Stecconi,Nobili,ecc. e,logicamente,gli “altri”.
    P.S.
    Il calendario venatorio nelle Marche si apre a settembre,speriamo che ci sia qualche deroga per l’anticipo e la caccia (politica! ) ai passeri ( vedi intervista di Ucchielli).

  10. mariano guzzini

    Alcune veloci risposte. A Mariangela: se sei tu a fare la maestrina (ricordi le pere e le mele?) ti devi aspettare il maestrino quando sbagli l’ortografia. E’ una legge della polemica. Inevitabile.

    Eusebi mi ringrazia. Ed io ringrazio lui. La Spagna dei secoli d’oro mi affascina. Ma non è solo questo. Eusebi dice cose che andrebbero prese seriamente e discusse. Altro che Soviet supremo, teatrino della politica e tutto l’armamentario di luoghi comuni che al bar creano tanto consenso.
    Io credo che la socializzazione al tempo della complessità sia una materia delicatissima, da affrontare con l’indispensabile dose di allegria, ma anche con senso della misura e molta allergia verso ogni banalità.

    Molte cose che scrive Eusebi potrebbero essere tema di confronto. Dovrebbero, probabilmente. In qualche teatrino, e in qualche soviet supremo, in assenza di una vera agorà. Oppure in una vera agorà, nel caso che fossimo capaci di inventarcene una credibile.

    Diffidando dell’agorà telematica come dei soviet supremi.

    Adesso i comitati dei referendum ci tengono a festeggiare senza i partiti, con la buffa idea di aver vinto da soli, grazie all’agorà telematica. E’ una sciocchezza già vista che farà del male soprattutto a chi la sostiene e rallenterà i processi di riforma.

    Anche noi, nel nostro piccolo, rischiamo spesso di essere mosche cocchiere, a volte inconsciamente, e qualche volta addirittura sapendolo e sfidando il rischio di essere beccati.
    Non sarebbe male se evitassimo ogni razza di mosca cocchiera e di moscacocchierismo, rispettando la complessità della crisi che ci assedia, e dialogando con tutti gli interlocutori disposti a ricostruire qualcosa di quello che sta crollando o che è già crollato senza essere sostituito da niente di meglio.
    Mettendoci la faccia, ma soprattutto la testa e il cuore.
    Difendendo sempre la alegria, e la storia personale di ciascuno, quasi sempre ricca di fatti sui quali non sarebbe male ragionare onestamente riconoscendo pregi e fatiche molto spesso ricche di altruismo e prive di personali interessi prima di buttarla in pernacchie, riformiste o conservatrici.

    Mi scuserà chiunque si nasconda dietro lo pseudonimo di riformista, ma io trovo fuorviante l’approccio di quel tipo. Le monetine a Craxi o i cappi a Montecitorio non hanno fatto alcun bene all’Italia. E ammetterlo oggi è inutile.
    Anche se siamo sulla rete, e tutto è legittimo, naturalmente.

    Perfino tentare di capire quanto sia ricca la sensibilità del nostro elettorato, che si esprime in modi che vanno capiti senza semplificazioni, perchè sarà solo da quel magma di volontà che qualcuno (o noi o i nostri figli) riuscirà a tirarsi fuori dal dramma che stiamo vivendo.

  11. Direi che il PD anconeteno si sta incartando alla grande, e leggere sui quotidiani che Marina Magistrelli auspica l’accordo con l’IDV per sanare la questione (leggasi, non mollare la cadrega), grazie a un pateracchio incredibile, peggio della berlusconiana campagna acquisti dei c.d. “responsabili”, mi fa molta, molta tristezza…

    Quasi come veder insistere Mariano con le sue prediche politiche che nessuno si cag…(ops) che nessuno considera, a occhio e croce. 🙂

  12. Il Riformista

    I ciechi che non vedono il sole possono pensare correttamente che esso non esista? A volte leggendo ciò che dice Guzzini, con tutto il rispetto, ho questa sensazione. Celebrare sempre il primato del “partito” vuol dire non avere tolto il vecchio calendario dalla bacheca in cucina.

    p.s. il sole è la vita

  13. Mi correggo, l’accordo che la Magistrelli auspica è, ovviamente, con l’UDC… Lapsus freudiano?

    Riformista, sono d’accordo. I vecchi lunari di Barbanera, quelli in cui ci si annotavano le semine e i mestrui delle figlie, sono un tantino sorpassati…

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