proprio nel mio cortile?

by Amicus Plato
nimby
Sulla questione del rigassificatore il Presidente Spacca rischia la prima seria incrinatura di immagine e di consenso.
Per quanto la stampa gli dia una mano, arrivando al punto di minimizzare la manifestazione anconetana di sabato scorso, il tam tam via rete e per canali informali è diffuso e si collega con l’aperta contrarietà delle amministrazioni locali e dei comitati.
La critica non riguarda solo le questioni di merito, su cui è legittimo avere posizioni diverse, quanto il modo in cui l’ha trattata. Incurante di un voto unanime della sua maggioranza, ha trattato un accordo con l’API fino a porre la sua maggioranza di fronte ad un fatto quasi compiuto, da ratificare.
Al punto da fare sospettare che l’accordo già ci fosse, forse fin dalla campagna elettorale, e che possa estendersi anche alla realizzazione nel sito falconarese della centrale da 700 megawatt.
Ma non è solo un problema di trasparenza, quello che più sconcerta è l’impressione di un condizionamento da parte dei poteri forti. Ci si chiede perchè proprio a Falconara, un sito già stressato dal punto di vista ambientale, e non si trova altra risposta se non negli interessi dell’API, che gioca spregiudicatamente la carta dei rischi occupazionali.
Quanto alla partecipazione della Regione ad una società insieme all’API, la monetizzazione del rischio ambientale e la confusione tra controllore e controllato aggravano il quadro.
C’è poi un problema geopolitico che suscita anche esso risentimento ad Ancona e dintorni. Come è noto, la localizzazione di impianti potenzialmente dannosi per l’ambiente è schivata da tutti. Si parla a questo proposito di sindrome NIMBY (not in my backyard, non nel mio cortile) per sintetizzare l’atteggiamento
contrario alla localizzazione da parte delle comunità locali. Ebbene, in questo caso sembra che la sindrome NIMBY sia sostituita da un orientamento AAA (Always against Ancona), a segnalare la debolezza della politica anconetana (Ancona e provincia) che spinge gli altri a scaricare su di essa i costi di scelte che vanno (o dovrebbero andare) a beneficio di tutti.
Nell’ultima riunione dell’Assemblea regionale del PD il responsabile dell’ambiente D’Alessio ha inutilmente richiesto che venisse discusso e messo ai voti un ordine del giorno sulla questione, peraltro blando, che chiedeva solo di approfondire e riflettere. Dapprima il documento si è perso tra le carte della presidenza, poi al momento di votarlo Vannucci e Giannini si sono opposti per la mancanza del numero legale. Pare che Ucchielli abbia detto a D’Alessio che per lui il documento si intende assunto. Ma si possono affrontare così questioni di questa importanza e delicatezza?

12 thoughts on “proprio nel mio cortile?

  1. mariano guzzini

    In spagna la chiamano “el sindrome del pàjaro enjaulado que ya no sabe volar”. Vuol dire la sindrome del passero in gabbia che non sa più volare.
    La usa il PSC nel suo dibattito interno, in cerca di un nuovo segretario e di una nuova linea, dopo aver perso molto nelle elezioni in Catalogna.
    Che c’entra con Ancona e con il secondo rigassificatore dell’ Api? Potrebbe entrarci. Se fosse vero che Ancona a furia di rinchiudersi in gabbiette stupide non riuscisse a volare, vale a dire a difendere i suoi sogni di parchi marini e di sviluppi sostenibili in un’area molto più vasta delle circoscrizioni, parlando anche e soprattutto a nome dei comitati in lotta.

    el pajaro enjaulado non è solo l’idea del cerchio magico che si esercita attorno a Gramillano in riti antipolitici fino a isolarsi da ogni speranza di volo, come il gabbiano ipotetico di Giorgio Gaber, per dire. Il vero pajaro che rischia di rimanere “enjaulado” senza più speranza di “defender la alegria” è il pd di Ancona, che ha fatto cose egregie, in passato, quando aveva altri nomi, e cose non egregie ma almeno normali quando ha cercato di fondere mondi popolari probabilmente inconciliabili.

    Eppure questo Pd anconetano è giovane, sostanzialmente unito, e quasi sempre ben diretto.

    Possibile mai che non riesca a fronteggiare l’arroganza dei poteri forti che quando diventano prepotenti perdono la maschera e diventano tutt’altro rispetto alla ordinaria democrazia?

    Chi ha partecipato alla manifestazione di sabato scorso (serena, amichevole, piena di giovani e ricca di contenuti critici ma non integralisti) sa da che parte sta l’avvenire, e il vento nuovo.
    Io che di manifestazioni ne ho fatte parecchie so riconoscere quelle che vengono dal cuore della società civile in cammino verso la speranza di modernizzazione di tutto ciò che è vecchio.

    Quasi sempre chi si collega con l’avvenire perde molte battaglie. Ma guai a chi vince contro le forze nuove e contro l’avvenire. Meglio sarebbe – per un principio di precauzione già ricordato nel vangelo – che si appendesse al collo una macina da mulino e si lasciasse affogare in un mare di varechina, tra Falconara e Porto Recanati, defendiendo la alegria e facendo volare il pajaro.

  2. Premetto che non sono un politico,non sono e sarò mai iscritto ad un partito,appartengo a quella galassia di non votanti che voterebbero a sinistra, ma non riescono ad esserne convinti dai suoi comportamenti ambigui ed ipocriti che vengono chiamati accordi (o inciuci come qualche cattivone dice).Vivo a Falconara da circa 18 anni, ho vissuto il precedente rinnovo alla concessione alla raffineria, ho sentito all’epoca tante belle parole.Questo è il link dove sono elencati gli incidenti dall’1981 in poi: http://www.comitati-cittadini.org/rubriche/gli-incidenti/ , ho visto in tutti questi anni da parte di TUTTE le istituzioni una sostanziale “distrazione” per quello che riguarda il far rispettare ed eventualmente sanzionare chi ha provocato incidenti e sversamenti. Adesso rivedo lo stesso copione dell’epoca : i politici che un giorno dicono una cosa e il giorno dopo sui giornali e sulle tv locali(parlare di quello che stanno dicendo e scrivendo in questi giorni a proposito della questione rigassificatore la dice lunga sulla loro imparzialità, ma questo è un’altro argomento)dicono cose che non hanno un fondamento di realtà , i cittadini che manifestano e portano la discussione su temi di rilancio del territorio e dell’azienda in questione che vengono considerati dagli assessori degli scocciatori e per essere ricevuti da,quelli che dovrebbero essere i loro referenti, devono anche protestare, il presidente della regione che sembra che voglia imporre a tutta la giunta e a tutti i cittadini decisione apparentemente già prese e non modificabili. Ma queste decisioni da chi sono state prese ? Dal governo?Dal suo sottosegretario?Dall’azienda? E la politica regionale cosa fa’?Sconfessa tutto il suo il programma facendo finta di dimenticare il progetto del rigassificatore che è unico ed unitario a quello delle mega centrali sempre a Falconara.Si dimentica che dietro a parole come Pear, Aerca, Studio Epidemiologico non ci sono solo carte, ma persone che subiscono scelte per decenni. Affida ad una azienda, di cui dovrebbe entrare in società e non si sa con quale mandato popolare ,la quasi totalità dell’energia delle Marche.Non vado avanti oltre ma quello che vedo che questi sono gli stessi atteggiamenti di 20 anni fa, quindi devo dedurre che qualcuno pensa che la politica sia sempre se stessa e la stessa , ma credo che gli unici a pensare questo siamo solo i politici, la maggior parte delle persone vede oltre questi “accordi” vecchio stampo doroteo. E’ giunto il momento che la politica faccia meglio il suo mestiere, che è soprattutto quella di avere una visione del futuro più lungimirante e non aggrappata a schemi (e persone)di venti anni fa. Grazie per lo spazio concessomi.

  3. Nell’assenza più totale di qualsivoglia politica industriale nazionale (e di una conseguente debole politica industriale regionale), si naviga (se e quando c’è vento) a vista, sballottati qua e là dai marosi (poteri forti, dice qualcuno; contingenze, necessità, opportunità varie, dico io). Più dei Conti padroni dell’API, la Regione mi è sembrata in questi giorni intimorita dal rischio occupazionale, in un ambito che non brilla certo (proprio a dispetto dei successi vantati dalla stessa Regione) per dati e prospettive incoraggianti.
    Altrochè federalismo, di cui anche il Pd riesce spesso a riempirsi la bocca. Servirebbero serie scelte, minimo di carattere nazionale. E’ evidente infatti che nessuna politica di decrescita felice, o financo di crescita sostenibile, può in alcun modo essere assunta localmente.
    In questa situazione (e il rigassificatore API sta qua dentro, esattamente come la Tav della Val di Susa), i partiti di sinistra moderna sono chiamati a usare si il corazon ma anche la cabeza (i cojones lasciamoli alla destra) e questo dibattito civile ne è conferma).
    Certo si poteva evitare la presa per i fondelli di cittadini ragionevolmente preoccupati, della base dei partiti che sostengono la Giunta, delle Amministrazioni locali. E certo appare un po’ torbida l’operazione di entrata della Regione nella società del terminale (per controllare e dividere gli utili (!?), dicono loro).
    Qui sono d’accordo con chi lo sostiene: si possono fare anche scelte difficili, controverse, e per niente bucoliche, ma la trasparenza non può che essere la caratteristica di una politica nuova.

  4. P.S. Buffa, ma il linea col personaggio, la dichiarazione di Spacca riportata dai quotidiani di oggi: “Ho chiesto un rinvio (della Conferenza dei Servizi, a Roma) per avere un sì condiviso”. Come “un sì”? Ci si consulta per decidere o per imporre una decisione già presa? Gian Mario, che pena…

  5. Giusto per dimostrare un minimo di memoria, nel libricino distribuito per le elezioni regionali con il programma del candidato Spacca, si parlava della volontà di costruire 2 rigassificatori. Il candidato presidente a Porto Recanati in una assemblea infuocata disse poi che era stato male informato e i rigassificatori non li voleva più, adesso ne sceglie uno. Tre idee in una persona sola: formidabile

  6. Il Riformista

    Mi sono chiesto tante volte perchè provassi fastidio per molte iniziative prese da questa Giunta Regionale nonostante la avessi votata. Poi ho capito: io ho votato per il centrosinistra Lei governa con la logica “del fare” come le pare e piace senza alcun vincolo politico. Non male, finchè il PD regionale si azzuffa per un posto di assessore……

  7. mariano guzzini

    Sono appena rientrato dal consiglio regionale dove una maggioranza strapartigiana (a favore dell’Api) composta dalla destra, dal centro e dalla sinistra di governo, ha votato a favore delle tesi esposte in aula da Spacca, tra gli insulti dei comitati che spesso rendevano incomprensibile la relazione, e gli applausi delle maestranze Api. Solo Gianluca Busilacchi ha votato contro alla mozione del Pd. Una rondine, che potrebbe fare primavera nel caso assai improbabile di un ragionamento autocritico in casa nostra.
    Assai pittoresco il vociare del pubblico, che mi è stato difficile non annotare.
    Una delle interruzioni all’esposizione di Spacca: “pari un prete quando parli”. Se ne potrebbe fare oggetto di sereno dibattito al Congresso eucaristico. Volendo.
    Alle 11,30 l’aula è stata inondata di carta moneta, purtroppo fasulla, con il cavallino Api. L’allusione era chiara.
    Lo spettacolo meno gradevole sono stati i contorcimenti dei partiti un tempo contrari al rigassificatori convertiti da Spacca. L’impressione è di una lontananza siderale dei consiglieri dalla volontà della gente. Prima o poi queste contraddizioni si pagano.

  8. Merito e lode a Busilacchi. Concorde sulla spiccata dote di predicatore della domenica del nostro Governatore, Gian Mario Spacca. DC docet.

    D’accordo con Mariano sulla distanza siderale, non solo dalla gente ma pure dalla realtà economica e produttiva che GMS insiste e persiste a voler governare a modo suo.

  9. nello bolognini

    SI pagano, come la scelta fatta e il supporto dato a questo “sindaco” gramillano da parte di Guzzini,Mantovani e gli altri,sopratutto Ds.

  10. mariano guzzini

    Il paragone tra lo Spacca del rigassificatore e l’intera esperienza di Gramillano non ha senso.
    Gramillano ha vinto le primarie e le elezioni, e oggi va giudicato con franchezza senza buttarla in cagiara. Per quanto mi riguarda ho scritto su questo blog le mie opinioni, e sono pronto a ripeterle in ogni sede se e quando si facesse un ragionamento serio sulla figura di Gramillano e sugli errori del gruppo che lo sostiene e lo consiglia siutandolo a sbagliare.

    Spacca sulla questione del rigassificatore è passato come un rullo compressore su ogni tipo di passaggio democratico, decidendo praticamente da solo, e imponendo la sua opinione con ogni mezzo. Un caos come quello della seduta dell’altro ieri Gramillano non l’ha mai prodotto. Non è possibile escludere la possibilità che ci riesca anche lui, ma ad oggi i fatti sono questi.

    La crisi della politica, e il sovraccarico di banalità demagogiche o fin troppo furbe rende il confronto politico e il dibattito civile un pantano maleodorante a volte insopportabile. Al punto che anche il principio maggioritario e la regola che gli errori molto gravi si pagano va interpretata. E’ perfino possibile che chi sbaglia non paghi direttamente, ma trasferisca i costi dei suoi errori sulla società, e sul sistema politico.

    Rispetto alla questione del nesso con Gramillano, poi, c’è anche una seconda differenza.
    Sarebbe dura avanzare il sospetto che Gramillano abbia corrotto chi lo ha votato alle primarie e alle elezioni. Anche se nel mio armadio c’è un mocassino spaiato che non so di chi sia. Vuoi vedere che è di Fiorello?

  11. nello bolognini

    Caro Guzzini,sarebbe piacevole,a volte,leggerti per i riferimenti culturali e la tua ironia ma purtroppo quando parli delle vicende politiche sia a livello regionale che,soprattutto,locale sei profondamente viziato da partigianeria ( leggi Ds,Pci),come d’altra parte molti altri di questo blog e così non si reca alcun contributo alla città che muore.
    “Gramillano ha vinto le primarie e le elezioni” ma sappiamo tutti come sono state preparate le primarie,come scrive anche Carboni, che le ha vissute sulla sua pelle; sono state,ripeto,ad excludendum: Benatti no, perché ex democristiana,Benaducci no,perché ex Sturani,ed altre illogiche motivazioni e i portatori di voto Foresi,Bragaggia & C,hanno fatto il resto;nonostante questo la maggioranza dei votanti 55% non ha scelto Gramillano! Ma che ragionamento serio si può fare su questa figura,un uomo senza qualità, che ormai nessuno vuole ma non si schioda dalla poltrona perchè ritornerebbe alla sua mediocrità?
    Il caos prodotto in Ancona da Gramillano è stato nei fatti enorme;assessori presi e gettati,importanti decisioni amministative in sospeso con relativi progetti al palo,un’amministrazione condotta allo sfacelo insieme al Pd che rischia di consegnare la città ad altre fazioni!
    Certo che Gramillano non ha corrotto nessuno per farsi votare:hanno fatto tutto gli altri;non aveva neppure una portavoce con la voce,anche se è stata portata in Comune e retribuita con i soldi pubblici ed ancora tutti ,a cominciare dai dipendenti comunali e della segreteria,si chiedono cosa “la ragassa Gabrielli” stia a fare…
    Qui si potrebbe prendere lo spunto per parlare dell”onesto” Gramillano,riferendoci a questo, al comportamento tenuto con Carboni,al fatto che per sua ambizione sta causando enormi danni alla città,al Pd ,eccetera.
    Il mocassino dentro l’armadio è senza dubbio di Fiorello,vista la liaison che fino a ieri avevi con lui.Sempre defendiendo l’alegria,s’intende!

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